25 aprile. Il V2-Day continua la Liberazione

25 04 2008

25 aprile, giornata di celebrazioni per il 63esimo anniversario della Lotta di Liberazione italiana dal nazifascismo. Una data ed un successo importante che, come ricordato al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, “non fu soltanto il coronamento di una luminosa rinascita che era stata sognata durante tutto lo scuro periodo del nazifascismo e della guerra ma anche e soprattutto una promessa: la promessa di un’Italia nuova, di una vera costituzione dei cittadini, di una democrazia reale, una promessa di sviluppo economico e sociale per tutto il Paese”. Il Capo dello Stato ha poi aggiunto che “la storia sembra assegnare ad ogni generazione una missione”: quella dei giovani di oggi è di contrastare “i nuovi autoritarismi e integralismi che rappresentano la negazione dei principi e dei valori che ispirarono la lotta per la liberazione”.

Speriamo che molti giovani comprendano l’importanza di quei giorni di lotta per uno Stato libero, in cui anche la libertà d’espressione e d’informazione venne soffocata dalla propaganda e dal controllo del regime. Vorremmo anche che tra le voci che si levano oggi in nome della libertà dello Stato ci sia anche quella di Papa Benedetto XVI e/o di alti ed altri gerarchi ecclesiastici che, sovente pronti nell’esprimere la propria opinione su tematiche civili, storiche e politiche, anche lo scorso anno non fecero sentire affatto la propria presenza in questa giornata, lasciando campo aperto a riflessioni per qualcuno tendenziose per altri inevitabilmente constatatorie. Il Pontefice tedesco Joseph Ratzinger fu un iscritto alle giovani SS naziste e ci si aspetterebbe che rilasciasse dichiarazioni e discorsi atti a smarcarsi da quel periodo buio per la democrazia, ammettendone la natura distruttiva.

Speriamo anche che tanti giovani non condividano soltanto il desiderio di trascorrere una giornata di festa e di ricordo di un obiettivo conseguito dalle generazioni precedenti ma s’impegnino in prima persona nella lotta contro i diversi fattori che ostacolano attualmente l’affermazione di una piena e compiuta democrazia. Oggi non si parla più di liberarsi da una dittatura feroce ma da una nuova forma, subdola, di dittatura dolce per dirla come Di Pietro. Ed a questo proposito il titolo vuol ricordare che un fattore fondante della democrazia, da difendere quotidianamente contro i pericoli che ci ricordano il triste passato, è costituito dalla libertà dell’informazione e dalla liberazione dal cosiddetto fascismo dell’informazione. Essa è infatti molti casi assoggettata al dominio degli interessi economici e politici e non vede il giusto riconoscimento d’informazione libera e democratica, al servizio dei cittadini e della verità dei fatti, spesso stravolti ad uso e consumo del potente di turno. (E non ci riferiamo solo a Berlusconi, che pure non si fa sentire in occasione di ogni 25 aprile e che è proprietario di gran parte dell’informazione che circola in Italia)

Per questo 25 aprile si terranno incontri in tante piazze, celebrative della Liberazione dal nazifascismo e in tante altre piazze, la presenza di cittadini che vorranno impegnarsi non solo per la memoria ma per la democrazia nell’informazione di oggi, da diffondere nel secondo Vaffa-Day o V2-Day organizzato da Beppe Grillo. Tante sono le adesioni, anche da parte di operatori dell’informazione e questa giornata non sarà da intendere contro tutta la stampa come vogliono lasciar credere alcuni giornali pronti a denigrare, pronti a difendersi vicendevolmente come una Casta. Certo, ve sono di quelli che non sembrano sentire l’esigenza di un’informazione libera e cito l’esempio di Massimo Milone, giornalista Rai per tanti anni e Presidente dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (Ucsi) nonché docente di etica dell’informazione (!) che recentemente disse durante un workshop a cui ho partecipato che la “lottizzazione Rai se fatta bene è garanzia di pluralismo”. Poi ci sono quelli come Marco Travaglio, autore con Peter Gomez di “Se li conosci li eviti” (qui uno stralcio dal libro sulla vicenda Rete4) che ha scritto della sua adesione e sarà sul palco con Grillo. Né contro tutti i politici (Antonio Di Pietro con l’organizzazione dell’Italia dei Valori parteciperà, come anche l’europarlamentare Giulietto Chiesa, primo firmatario di un appello per la nascita collettiva di un media d’informazione democratica, canale zero) e non si potrà definire semplicisticamente ed erroneamente un’azione di anti-politica, come tende a descriverla chi non s’intende di vera politica partecipativa e tende a derubricarla. In questa seconda occasione di mobilitazione, l’appello di Beppe Grillo sarà dedicato al problema dei media, con l’obiettivo di mettere in luce e possibilmente di migliorare il modo di fare informazione in Italia, attraverso una raccolta di firme per tre referendum abrogativi:

  • abolizione dell’Ordine dei giornalisti, (oramai superato dai tempi, fu istituito durante la dittatura di Mussolini per tenere sotto controllo l’informazione e renderla di regime ed oggi limita la libertà d’espressione, che non si può ridurre ad un tesserino)
  • abolizione del finanziamento pubblico all’editoria, (specie quella diretta ai giornali organi di partito, usati per la propaganda con i soldi dei cittadini e istituiti a volte in maniera fittizia allo scopo di ricevere finanziamenti e favori fiscali)
  • abolizione della legge Gasparri (sotto il cui ombrello Rete4 continua ad occupare abusivamente una frequenza che spetta ad un’altra rete, nonostante la Corte di Giustizia Europea abbia già condannato l’Italia su questa legge che Berlusconi si è fatto per l’assegnazione delle frequenze televisive, nonostante la Corte Costituzionale abbia ribadito che questa legge è incostituzionale)

Alcuni giornali e giornalisti in questi giorni si sono esercitati, populisticamente e strumentalmente, nel diffondere nell’opinione pubblica l’immagine non vera di una contrapposizione tra le piazze della Liberazione e le piazze del V2-Day di Grillo ma non è questo il motivo né lo scopo dell’opinion-leader genovese. Bensì quello di sensibilizzare sullo stato dell’informazione nel nostro Paese e di raccogliere le firme per le tre proposte di referendum di iniziativa popolare. (Ne occorrono 500.000 affinché possa tenersi il referendum) Anche alcuni intellettuali e politici, mossi da un appello di un deputato del Partito Democratico, (non meraviglia) si stanno esercitando nell’arte della mistificazione degli eventi e cercano di far passare il messaggio che le piazze di Grillo siano contro quelle della Liberazione. Un esempio di pessima politica e di pessimo giornalismo.

I modi e toni di Beppe Grillo posso piacere o meno (è pur sempre un comico per cui un linguaggio a volte colorito va inteso anche in questo senso, ciò che più conta sono i contenuti le azioni intraprese) ma chi vorrà dedicarsi al ricordo di ieri e ad un impegno concreto nel percorso di Liberazione di oggi potrà farlo partecipando ai due eventi in tante città italiane, anche a Torino dove si terrà sia un’importante manifestazione per celebrare la Liberazione (in piazza Castello) sia l’evento-clou della giornata per l’informazione libera con la presenza di Beppe Grillo, (in piazza San Carlo). Lo si potrà fare per riconoscenza verso le generazioni precedenti e per dimostrare che anche quelle attuali si pongono compiti e impegni concreti, firmando le tre proposte di referendum per un’informazione e, di conseguenza, una democrazia migliore.  

 

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Il video realizzato dal Meetup Amici di Beppe Grillo di Napoli  Spot V2-Day Meetup Napoli

Uno dei banchetti a Napoli dove firmare  V2day
 

Leggi anche il post “Il finanziamento quotidiano

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Il post – V-Day

9 09 2007

Grande successo ieri del V-Day, oltre 300.000 le firme che sono state raccolte per la proposta di legge di iniziativa popolare.

V-Day in P.za Dante-Napoli (foto di fabri.t,copyright)

C’ero anche io con le “persone per bene”, come detto da Grillo nel corso della diretta eco.tv e nella piazza di Napoli è stato gratificante ritrovare tante persone; alcune di mia conoscenza che so mal volentieri seguire manifestazioni di piazza e beghe della politica ma ben informate sui contenuti della proposta di Grillo e risolute nel firmare l’iniziativa, segno che le possibilità di risveglio di una sana consapevole coscienza collettiva ci sono e dovranno continuare ad essere promosse.

V-Day in P.za Dante-Napoli (foto di fabri.t,copyright)

Ho seguito il Tg 1 delle h 13:30 di oggi ed è stato dato un breve accenno al successo dell’iniziativa, che è andata ben al di là di ciò che i media tradizionali coprono. Ma il popolo di internet sa. Tra le reazioni dei politici, di cui non vale la pena riportare varie dichiarazioni di contributo poco qualitativo rispetto alla portata dell’evento, sembra che quella di Casini sia stata la più nervosa, indice delle difficoltà di un leader politico che vorrebbe mostrarsi attento alle istanze dei cittadini ma che non vuol ammettere la capacità di Grillo di portare in piazza tante persone e senza bandiere di partito. L’invidia di chi ha recentemente tentato di apparire partecipe alle nuove dinamiche media-politiche prestandosi al confronto su un forum e promuovendo l’immagine di uno pseudo test di sana condotta del politico antidroga ma che non ha abbandonato con il suo partito (Udc) e pochi elettori valori superati, espressione dell’ ipocrisia dei suoi esponenti, coinvolti in scandali a base di prostituzione, droga, contraddizioni nei diritti civili e richieste da vecchia casta politica. 

Chi invece ha dimostrato e continua ad esercitare attenzione per una giusta politica al servizio dei cittadini-elettori è Antonio Di Pietro. Ecco il votAntonio al banchetto delle firme: (da antoniodipietro.it, clicca sull’immagine e si aprirà il link alla pagina video di youtube)

Di Pietro firma al V-Day





8 settembre 2007 – V-Day a Napoli

8 09 2007

Più di 200.000 iscritti al V-Day sul sito di Beppe Grillo, tanti sostenitori, da Di Pietro a musicisti come Ligabue per il V-Day. Si supereranno certamente le 50.000 firme per la proposta di legge di iniziativa popolare. Intanto l’organizzazione prosegue, tra foto, video e dirette streaming. (Da seguire su eco.tv)Tra i tanti video creati per l’evento, il più quotato è del gruppo napoletano del Meetup 10 – Amici di Beppe Grillo di Napoli, il più numeroso gruppo di amici di Grillo nel Paese. Ecco il divertente video da loro montato, che riprende gente comune e scene da film.

 

A Napoli, appuntamento dalle h 17 alle h 21 a Piazza dei Martiri e a Piazza Dante.

And(ate)(iamo) tutti al Vaffanculo Day! Firmate e filmate!     

E non sarà male dire:                                                         V-Day banner (beppegrillo.it)





-1 al V-Day, il Vaffanculo Day. Riflessioni.

7 09 2007


Il 12 luglio Beppe Grillo ha depositato alla Corte Suprema di Cassazione di Roma una proposta di legge di iniziativa popolare per un Parlamento pulito dal titolo:
“Riforma della legge elettorale della Camera e del Senato riguardante i criteri di candidabilità ed eleggibilità, i casi di revoca e decadenza del mandato e le modalità di espressione della preferenza da parte degli elettori”.

 

   I tre punti della proposta sono: 

1- NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI. No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento – Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado e in attesa di giudizio finale.

2- DUE LEGISLATURE. No ai parlamentari di professione da 20 e 30 anni in Parlamento – Nessun cittadino italiano può essere eletto in parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.

3- ELEZIONE DIRETTA. No ai parlamentari scelti dai segretari di partito – I candidati al parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

La richiesta di legge popolare sarà accolta se saranno raggiunte almeno 50.000 firme autenticate. 

Domani 8 settembre 2007 si terrà la raccolta di firme organizzata in tante piazze delle città italiane e all’ estero dai gruppi Meetup di Beppe Grillo in occasione del Vaffanculo Day o, più brevemente, il V-Day 

Nei giorni seguenti la proposta Grillo inviò a tutti i parlamentari, senatori e deputati, una mail contenente la richiesta di esprimere il proprio accordo o disaccordo con i punti elencati. I risultati del direct mailing sono esposti in un documento a cui rinvio per la lettura dei dati percentuali, del confronto tra i gruppi parlamentari rispondenti e per conoscere l’identità e l’opinione dei singoli. 

Alla prima lettura, mi ero subito sentito d’accordo con le proposte popolari di Grillo ma, dopo aver letto i contenuti di alcune delle risposte pervenute dai parlamentari rispondenti, pur continuando a sostenere sui generis le ragioni della proposta, pongo alcune riflessioni in merito. Forse i punti elencati da Grillo avrebbero bisogno di qualche correzione. Ripeto di sostenere l’iniziativa in generale, l’impianto base delle proposte e il loro scopo anche e non solo simbolico ma, per smuovere il ragionamento qualitativo, riporto qui alcune dichiarazioni di accompagnamento: opinioni articolate pervenute a Grillo da alcuni politici insieme alle dichiarazioni di accordo o disaccordo.  

Tra quelle che ho letto ne ho selezionate alcune che hanno suscitato un mio maggiore interesse, per i contenuti maggiormente ragionati dal punto di vista tecnico-giuridico o politico-costituzionale ed escludendo dunque le semplici attribuzioni di voto positivo o negativo (si, no). Leggi il seguito di questo post »





Il referendum elettorale Guzzetta-Segni non propone una buona soluzione

14 07 2007


Il comitato promotore Guzzetta-Segni ha raccolto le firme per proporre un referendum elettorale, al fine di abrogare il sistema vigente. Certamente il meccanismo attuale ha determinato difficoltà, soprattutto al Senato e lo stesso autore (Calderoli della Lega Nord) lo ha chiaramente definito una “porcata”. (Poiché teso soltanto a creare difficoltà all’attività di governo della coalizione che, come previsto, sarebbe uscita vincitrice dall’ultima consultazione elettorale)

La nuova proposta non è la buona soluzione che tutti vorremmo. Esponenti dei Ds (verso il Partito Democratico) e di An si stanno prodigando per questa soluzione che permetterebbe loro, con Forza Italia, di spartirsi poltrone e poteri parlamentari a danno della miglior rappresentanza pluralistica del paese e a danno di quelle forze che, seppur inferiori numericamente, rappresentano in molti casi l’ancora di salvezza della democrazia rappresentativa e partecipativa, in quanto più consone all’ascolto delle istanze dei cittadini e meno legate al puro potere delle poltrone e degli inciuci.

Tra le ragioni di un no al referendum elettorale, riporto quelle dell’associazione Firenze per la Costituzione.

Tre motivi per non firmare il referendum elettorale Guzzetta – Segni (da firenzeperlacostituzione.it

  •  – consente ad una minoranza di governare il Paese: ripropone il principio della legge Acerbo del 1923 (voluta da Mussolini per garantirsi la vittoria elettorale del partito fascista) e stabilisce che la lista che ottenga più voti (anche un 25%) conquisti la maggioranza assoluta della Camera.
    Così non si elimina la frammentazione politica in tanti partiti e partitini ma s’incoraggia il formarsi di listoni eterogenei, alleanze opportunistiche destinate a sfasciarsi il giorno dopo le votazioni per ridar vita a una miriade di gruppi parlamentari.
    La proposta viola poi l’uguaglianza del voto, sancita dalla Costituzione per dare ad ogni cittadino il medesimo peso (art. 48) e mortifica il diritto di tutti i cittadini di scegliere liberamente il partito per partecipare alla determinazione della politica nazionale (art. 49).
  • mantiene le liste bloccate dei candidati, imposte dalle segreterie dei partiti e senza alcuna possibilità di scelta da parte degli elettori. In tal modo, viene accentuata la trasformazione dei partiti politici da strumenti di partecipazione democratica dei cittadini in comitati elettorali e centri di potere clientelare.
  •  – mantiene l’assurdo premio di maggioranza al Senato attribuito regione per regione, con le conseguenze negative che oggi si sono già verificate: parità tra i due schieramenti, o addirittura maggioranze diverse al Senato e alla Camera. Per questi e per tanti altri motivi la proposta di referendum Guzzetta-Segni deve essere respinta. Si deve respingere un referendum che anche i suoi promotori giudicano insufficiente. Certo, la legge elettorale vigente deve essere sostituita con una riforma in Parlamento che, in conformità ai principi della Costituzione, consenta a tutti i cittadini di scegliere i propri rappresentanti.


Anche io credo che il sistema elettorale vigente vada modificato ma diversamente da quanto proposto dal referendum.
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Il Sismi sulla democrazia

7 07 2007


Resto allibito dalle scottanti notizie che sempre più spesso provengono dal sottobosco della politica, soprattutto istituzionale, negli ultimi tempi. Il ritrovo di dossier archiviati nella ex sede del Sismi, ora non più operativa, appunti di un team fedele all’ex direttore del Sismi, il generale Nicolò Pollari (attualmente consigliere di Palazzo Chigi, della Presidenza del Consiglio) suscita clamore e incredulità. E’ un’emergenza istituzionale, oltre che democratica. “Un atto di eversione contro la democrazia in Italia”, come ha giustamente descritto Beppe Grillo nel suo post Berluscagate. Un apparato dello Stato che s’impegnava al di là dei suoi compiti istituzionali in un controllo illegale e calunnioso, secondo la denuncia del Csm, di un altro corpo dello Stato, la Magistratura; organo indipendente secondo la Costituzione ma violato nella privacy, intercettato, spiato anche nella corrispondenza privata. Spiate anche altre personalità democratiche. Magistrati italiani e europei, giornalisti, appartenenti ad associazioni e uomini di cultura fatti oggetto di un lavoro spionistico con l’intento di “neutralizzarne” e d’intimorirne l’azione. Una lunga lista, leggendo i documenti segreti ritrovati, in cui veniva spiegato chi fossero, i loro orientamenti politici e come “tenerli a bada” al fine di fiancheggiare il governo in carica dal 2001 al 2006 ed il suo Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che in prima battuta ha dichiarato di non saperne niente.

Il Sismi dovrebbe occuparsi di terrorismo internazionale, in un’opera di monitoraggio dell’integrità dello Stato, onde prevenire eventuali attacchi da forze irregolari interne ed esterne al Paese. Ma fare oggetto il nostro Paese di tali atti equivarrebbe a sparare sulla Croce Rossa. Per cui di questa unità, il “Servizio Segreto militare italiano”, non se ne sente neppure l’utilità.

Al tempo in oggetto al servizio di Nicolò Pollari, dipendente dal Ministro della Difesa (per il periodo preso in esame, Antonio Martino di An) e con ordini diretti dal Presidente del Consiglio (Silvio Berlusconi), secondo la denuncia del Csm, il Sismi avrebbe sviluppato un’opera di spionaggio illegale che sembrerebbe presupporre un disegno politico.La mafia, la camorra attecchiscono il tessuto sociale ma quello simil-istituzionale come si sviluppa, con quali metodi e meriti viene gestito?

Una sfilza di nomi ragguardevole. Leggi il seguito di questo post »