Festa dell’Europa 2013; a Napoli, a “Città della Scienza”

9 05 2013


La Festa dell’Europa 2013 (Europe Day), oggi 9 maggio, a Napoli si celebra anche quest’anno e per più giorni a “Città della Scienza“, come negli anni precedenti.

In specie con e per i giovani e gli studenti, (ri)costruiamo il “Science Centre” e più spazio ai diritti di cittadinanza europea (2013 Anno europeo dei cittadini).

9 mai 2013 - Journée de l'Europe

9 mai – Journée de l’Europe. Affiche 2013: L’ENJEU, C’EST L’EUROPE IL S’AGIT DE VOUS (europa.eu, © Union européenne, 1995-2013)

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Voto utile, inutile o non voto. Illusioni dell’elettore

22 02 2013
Tanto va lo schiavo alle urne che si sente cittadino

“Tanto va lo schiavo alle urne che si sente cittadino” (immagine da: “operettemurali.wordpress.com”


A poche ore dall’apertura dei seggi ma ancora in tempo di campagna elettorale, mai come stavolta è forte la tentazione del “non voto”, espresso nel seggio o attraverso l’astensione.

In tanti ci eravamo quasi ripromessi, dopo quella volta nel 2008, che non sarebbe stato accettabile l’andare a votare nuovamente con il cosiddetto “Porcellum”, la legge elettorale “porcata” che tuttora non ci permette di scegliere davvero la persona, il/la candidato/a che vogliamo ci rappresenti. Ed eccoci alle elezioni del 24 e 25 febbraio 2013, intenti a valutare su quale/i simboletto/i (due schede) mettere la nostra crocettina, un voting system for dummies, un metodo di svilimento dell’espressione di voto (e del votante).

Ultime ore di propaganda, si diceva. Di una campagna elettorale a tratti oscena, con le consuete violazioni delle regole televisive sulla par condicio, con immancabili manifesti abusivi e che ha trovato il suo culmine nella per nulla nuova proposta/promessa di Berlusconi sulla restituzione dell’IMU (del 2012, sulla prima casa), comunicata tramite missiva su cui le Procure indagano per eventuali configurazioni di reato di “voto di scambio”.
C’è stata una predominanza del tema dell’IMU ma, pur se a tanti piacerebbe l’eliminazione di questa tassa sulla prima casa (così come proposto anche da altri), bisognerebbe intuire se una sua cancellazione comporterebbe un aumento della stessa sulle seconde case; con la conseguenza ulteriore che per quelle date in affitto, il maggior onere potrebbe finire per l’essere scaricato verosimilmente sui giovani, sui precari che non hanno possibilità attualmente di poter accedere ad un mutuo e acquistare una propria casa. Ma a chi frega dei giovani? Nei loro confronti, per combattere la disoccupazione e la sottoccupazione giovanile di cui poco si è parlato, tutto sarebbe risolto dal pagamento o meno dell’IMU?!

Promessopoli, dunque, in questo periodo è stata affollata come al solito; ma ciò che conta, anche e soprattutto in politica, non sono i programmi copia e incolla né le promesse ma i fatti, la credibilità e la coerenza nel tempo.
Non sono credibili e risultano perfino inefficaci anche certe strategie d’immagine; pensiamo a quella che in pochi giorni ha visto un leader dopo l’altro tenere in braccio dei cagnolini. Il cane “Trozzi” (o “Empy”) in braccio a Monti (malconsigliato dal consulente americano di Obama, David Axelrod), la cagnetta per Berlusconi, se solo avessero potuto esprimersi questi inconsapevoli, sfruttati animali!

E poi, gli insopportabili e ossessionanti appelli al “voto utile”, che non esiste. Il voto o è libero e sempre utile o non è. Leggi il seguito di questo post »





Studenti all’estero/Erasmus. La volontà di (non) facilitare il loro voto

23 01 2013
Studenti italiani che non potranno votare alle prossime elezioni

“Studenti italiani che non potranno votare alle prossime elezioni” (immagine da www.facebook.com/studentiesclusidalvoto)


Piuttosto che colmare il vuoto legislativo per cui alcune categorie di connazionali temporaneamente all’estero, tra cui gli studenti Erasmus, non sono contemplate dalle disposizioni per le elezioni politiche 2013 per votare nel Paese ospitante, il Governo dimissionario Monti – avvezzo come altri a ‘decretini’-legge e voti di fiducia – ha motivato l’impossibilità di intervenire per “difficoltà insuperabili…soprattutto, di costituzionalità”. Quando manca la volontà di facilitare loro il voto.

Non è ad esso che spetta il giudizio ultimo di costituzionalità e inoltre, s’intenda il voto a distanza (per es. presso le ambasciate, i consolati, per corrispondenza) per tutti coloro che si trovano temporaneamente all’estero per motivi di studio, con borsa Erasmus, senza, da free mover ecc. E c’è anche la difficoltà degli studenti fuori sede nei nostri confini. Si dovrebbe parlare di inclusione ed estensione, non di selezione di una categoria; il Governo, dunque, riferendosi solo agli Erasmus, inventa scuse che non stanno in piedi. E nel comunicato al seguito del Consiglio dei ministri si trova anche l’indecenza di un rinvio della discussione ad una riforma elettorale, quella che non hanno voluto fare pressoché tutte le forze politiche al momento presenti in Parlamento.

Gli studenti italiani all’estero sono da considerarsi inoltre in cosiddetta “missione internazionale” più di altri, Forze armate e Forze di polizia che sono categorie aventi tale diritto al voto. Rappresentando un’avanguardia culturale, cercano di “salvare la faccia”, se ancora possibile, a questo paese tra le macerie. Ma il Governo italiano in scadenza, non diverso da quelli che lo hanno preceduto e da quelli che potrebbero seguirlo, diciamo anche lo Stato italiano li discrimina (potrebbe almeno concedere il volo a/r? Piuttosto ha acquistato gli aerei caccia F-35, al tempo con il sostegno anche del Partito democratico di Bersani che ora, in campagna elettorale, ne chiede lo stop) e gli fa anche comodo che non votino, considerato il timore nazionale dei loro cervelli all’estero, non inscatolati nella televisione.

Crescono sempre più le vergogne di questo arretrato paese (apposta scritto e riscritto con la minuscola). Già il voto in sé del corpo elettorale in Italia conta poco e spesso non è rispettato; questo ulteriore, persistente deficit di democrazia e di diritti per gli studenti italiani che non potranno votare per le prossime elezioni (di fatto) dovrebbe far riflettere ancor più, tra chi potrebbe farlo in Italia, per decidere cosa (simbolo) e perfino se ha valore votare.





9 maggio, Festa dell’Europa 2012

9 05 2012


(Video “Campagna di comunicazione Festa dell’Europa”, di “affari europei” da YouTube.com)


La giornata di oggi, 9 maggio, rappresenta la Festa dell’Europa 2012, Europe Day.

Se ne parla sempre poco ma quest’anno, grazie al governo Monti che per altre questioni è criticato, non è questo post il luogo, riceve una maggiore attenzione.

Oltre agli eventi celebrativi che puntualmente vengono organizzati, per conoscere i quali si consiglia di navigare nel sito web della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, nei giorni scorsi è andato in onda uno spot televisivo (in alto), parte di una campagna di comunicazione istituzionale realizzata dal Dipartimento per le Politiche europee, il quale riassume situazioni derivanti da un’Europa che ci rende “più forti insieme” com’è scritto nello slogan scelto per il manifesto del 2012 (qui in versione fr).

Europe Day 2012, poster smoller image

Europe Day 2012, poster smaller image, © Union européenne 1995-2012, europa.eu

Tra i benefici dell’Ue, piace sottolineare i cambiamenti positivi che un programma di studi quale “Erasmus” ha apportato nelle vite, anche professionali, di tanti giovani. Peraltro, proprio quest’anno se ne festeggiano i 25 anni dalla nascita.





Il “boom” del MoVimento 5 Stelle: cittadini votano altri cittadini

8 05 2012


(Video “Grandi, grandi, grandi…” da beppegrillo.it – YouTube.com)


La tornata di elezioni amministrative del 6 e 7 maggio potrebbe aver più chiaramente indicato, piuttosto che la crescita della disaffezione secondo uno sguardo ‘breve’ incentrato su una minore affluenza alle urne, un percorso ormai intrapreso: un rinnovato rapporto di partecipazione alla res publica da parte di cittadini che votano altri cittadini, non più così disposti ad affidarsi ai cd. “partiti tradizionali”.

Partiti che, qualcuno più altri meno, arrancano. Il Pd “tiene”, la Lega e altri calano ma è soprattutto il Pdl, posto (per ora?) in sordina il suo comandante Berlusconi il quale neppure ammette la sconfitta – e ciò è un bene per gli altri, potrebbe perdere ancor più la prossima volta -, si sta inabissando come il Titanic (però, onore ai caduti di quella tragedia), riducendosi in alcuni territori fino a percentuali da partitino minore; potrebbero cambiarne il nome, con la classica operazione di plastica pre-elettorale e anche prodigarsi economicamente in quella iniziativa annunciata recentemente da Alfano, che con Berlusconi darà un volto nuovo, dicono, alla politica italiana. Se però i suoi rappresentanti resteranno quelli che ancora vediamo in tv e che potremmo forse trovare più spesso sulla Rete, la sopravvivenza non dovrebbe durare molto.

Dunque c’è l’irrompere del MoVimento 5 Stelle, una forza politica non con “forma partito”, non affetta da ideologie del passato, non definibile mediante l’uso di semplicistiche categorizzazioni da manuale come “grillismo” e simili, costituita da una lista autonoma “certificata” dal suo ideatore Beppe Grillo. Vi sono le invettive tipiche del “personaggio”, che struggono le menti di osservatori della contemplazione e di qualche politico fine come Vendola – il quale nelle ultime settimane, con l’uso di toni offensivi personali verso Grillo, ha fatto diverse cadute di stile. Ma i partiti e gli osservatori capaci di guardare oltre (e ve sono, viene in mente Ilvo Diamanti che infatti non sottovaluta i fenomeni di cambiamento) dovrebbero (?) comprendere che il registro linguistico di un comico o ex tale che agisce da megafono dell’attenzione non racchiude l’impegno di attivisti, cittadini e candidati del MoVimento, i quali anche con toni pacati portano avanti idee, tradotte in proposte concrete in rapporto ai territori, sullo sfondo di un programma nazionale che pure c’è ed è sui siti di riferimento. I punti del programma spesso vengono perfino copiati da altri, anche dai partiti, sulla carta.

Questi cittadini-candidati, tra cui tanti giovani di cultura anche politica ma indipendente, che si autofinanziano con pochi euro e fanno campagna elettorale pressoché a costo zero su internet, che come MoVimento a differenza di tutti gli altri (i partiti) non intascano i rimborsi elettorali (già finanziamento pubblico dei partiti) che vengono volontariamente rifiutati e lasciati nella casse dello Stato affinché quel denaro possa essere usato per altri nobili fini, rappresentano la vera, Politica. E se ne riappropriano allorché i partiti tradizionalmente si (pre)occupano del popolamento di cariche per i propri adepti e dell’accumulo di denaro pubblico (poi utilizzato a fini privatistici, come le indagini in corso parlano per i casi Lusi, Bossi ecc.), elementi che fanno di tali partiti, loro si, l’anti-politica. Che è cosa diversa da un’anti-partitocrazia, difficile da distinguere per un po’ di giornalisti e politici dal pensiero unico e limitato, così impegnati nel tentare di denigrare il “personaggio politico” Grillo.

Non è grave, a parere di chi scrive, che Napolitano abbia risposto a precisa domanda di non vedere alcun boom in queste elezioni; ora, se per “boom” possiamo anche intendere la sorpresa e non solo i numeri, non era inatteso l’esito elettorale del laborioso impegno che da due anni e mezzo circa porta avanti il MoVimento 5 Stelle, a partire dai territori locali, con una crescita costante e un potenziale ancora inespresso, specie al Sud. Se ne accorgono ora, forse, i partiti. Nei giorni scorsi, cercando di correre ai ripari con un fuoco concentrico, tutti contro Grillo, demonizzandolo per paura della propria inadeguatezza e dei propri elettori. Come ha invitato a fare Grillo, certi politici continuino pure ad attaccarlo, descrivendolo con termini offensivi alla stregua di quelli comico-provocatori a lui criticati; per i cd. “grillini” e il MoVimento 5 Stelle va bene continuare così, così come per Grillo che aggiunge, in uno dei suoi più recenti post: “ci vediamo in Parlamento”.





NO all’abolizione del valore legale del titolo di studio

23 04 2012

"La cultura si mangia!" (vignetta di Vauro tratta da "MetropoLiS")

"La cultura si mangia!" (vignetta di Vauro tratta da "MetropoLiS", click link immagine)


Ultime ore, fino a domani 24 aprile 2012, per partecipare alla consultazione pubblica sul valore legale del titolo di studio.

Il questionario da compilare online sul sito del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca può essere fatto oggetto di critiche sulla tendenziosità di alcune domande, sull’insufficienza del quadro documentale, su difetti riguardanti le semplici(stiche) modalità di accesso, queste ultime sulla base di quanto riportato da chi ha provato ad accedervi usando uno pseudonimo.

Malgrado tali criticità e benché sia stato poco pubblicizzato, pressoché soltanto al momento del lancio dell’iniziativa da parte del governo Monti e del ministro Profumo, ad avviso di chi scrive è utile esprimere il proprio orientamento, in specie da parte degli addetti ai lavori e tra questi gli studenti, rispondendo da subito – con il proprio vero nome – anche in semplice accordo/disaccordo alle principali domande (per le quali occorre poco tempo – nda); a tal fine si consiglia di consultare le indicazioni fornite dalla “Rete della Conoscenza”, che ha redatto un prontuario di aiuto su “come rispondere al questionario del Ministero” (ad uso dei contrari all’abolizione, sia chiaro).

Inoltre, da alcuni giorni e fino alle h. 23:59 del 15 Maggio 2012 (questo è il modo corretto d’indicare le scadenze, non come fanno in maniera superficiale al Miur) è presente in rete anche un contro-questionario, ispirato dall’“Assemblea per l’Università Bene Comune/”Convenzione per una scuola bene comune”, che non s’intende segnalare a scopo di alternativa a scapito di quella del Ministero ma come elemento di confronto e di partecipazione.

L’autore del presente scritto sostiene una posizione di contrarietà all’abolizione del valore legale del titolo di studio, eventualità che determinerebbe effetti di discriminazione in ambito pubblico tra chi consegue (o abbia conseguito) per es. una laurea presso un’università cosiddetta “di serie A”, classificata come tale sulla base di calcoli e fattori la cui oggettività risulterebbe sempre fortemente opinabile; avrebbero più peso le finanze dell’ateneo dunque i probabili maggiori costi delle tasse d’iscrizione di chi potrebbe permetterseli, in molti casi per censo familiare, a scapito di una stessa laurea conseguita presso un’università considerata “di serie B”, dal costo più contenuto, accessibile ma plausibilmente penalizzata da un ranking inferiore. La valutazione delle università esiste già ma qui si avrebbero risvolti negativi diversi. Gli effetti di tale differenziazione tra titoli che oggi sono uguali per legge si riverserebbero, per quella che è la proposta del Governo ora sottoposta a discussione, nell’accesso ai concorsi pubblici, che vedrebbero posizioni di privilegio per i portatori di un titolo di università A piuttosto che B e anche in ordine all’accesso alle professioni e alle progressioni di carriera nella PA, per le quali non sarebbe più necessario uno specifico titolo di studi di livello superiore.

Un altro tema in discussione, a questo collegato, è la sciagurata ipotesi di sminuire il valore del voto di laurea, sempre nel settore del pubblico impiego, nel quale non sarebbe considerato il suo punteggio.

Tali elementi, insieme alla considerazione ideale che a parità di titolo si dovrebbero avere uguali opportunità lavorative post-laurea di partenza, non discriminate sulla base della provenienza di università (e Regione) ma basate su merito e impegno personale in un percorso di titolo definito, all’importanza di un riconoscimento giuridico dei titoli di studio seguendo anche l’impegno dell’Ue nel riconoscere un sistema comune d’istruzione superiore e di accesso professionale, fanno “gridare” senza dubbi il NO all’abolizione del valore legale del titolo di studio.





Milano – Napoli: cambiamento; e Berlusconi è stato un danno su tutta la linea

31 05 2011


E’ credibile che la presenza di Berlusconi al fianco dei candidati sindaco per il centrodestra nelle piazze di Milano e Napoli sia stata un boomerang, un danno su tutta la linea dato che oramai viene percepito, anche da parte del suo elettorato, come un fattore perdente. Sintomatico è perfino un video in cui si vede Berlusconi che va a votare nella propria sezione elettorale, per il ballottaggio nella (ora ex) ‘sua’ Milano. La reazione della scrutatrice è un po’ l’aspetto simbolico di queste elezioni amministrative; per lei c’è tutta la mia comprensione e solidarietà. Anche io, peraltro, ho lavorato in un seggio a Napoli nel turno di ballottaggio di domenica 29 e lunedì 30 maggio. Della scrutatrice, è stata poi pubblicata una foto in cui è molto sorridente: in Piazza Duomo, durante i festeggiamenti per l’elezione a sindaco di Giuliano Pisapia.


(video da Youreporter.it via Youtube.com)

Anche a Napoli, è plausibile che la partecipazione di Berlusconi in Piazza del Plebiscito abbia avuto effetti negativi, tanto che Lettieri aveva chiesto che non venisse, dovendo già fronteggiare l’ingombrante figura di Cosentino. Ma qui si è andati oltre Berlusconi. Nella Napoli cosiddetta “liberata”, la vittoria di Luigi de Magistris, da tanti festeggiata davanti al Comune in Piazza Municipio, ha per così dire “scassato” e comunque dimostrato che in una Politica con la “p” maiuscola, in cui i cittadini partecipano attivamente anche e finalmente attraverso il voto d’opinione, può (e secondo me deve) essere premiata l’indipendenza politica del candidato; sperando che i logori meccanismi di nomina partitocratici, locali e nazionali, siano al tramonto, con l’inizio di un vero cambiamento.





Napoli: tra i rifiuti, quelli di Lettieri al confronto

12 05 2011

Morcone e de Magistris a Sky Tg24; Lettieri assente

Morcone e de Magistris a Sky Tg24; Lettieri assente

(immagine tratta da pupia.tv)

Gianni Lettieri continua a disertare il confronto con altri candidati a sindaco di Napoli. Ieri ha saltato quello tenutosi presso la TGR Campania – RAI in occasione della seconda “tribuna elettorale”, assenza della quale, ha riferito il moderatore, si è scusato perché preso da altri impegni; ieri l’altro, il faccia a faccia televisivo a Sky Tg24. Lettieri non si presentò e senza dare preavviso neppure al confronto pubblico con i giovani e gli studenti organizzato da un giornale universitario.

Tra le sue scarse presenze, vedremo se ve ne saranno altre, quella alla prima tribuna elettorale TGR Campania – RAI (video), dove peraltro fu l’unico a mostrare segni d’intolleranza e nervosismo, interrompendo un altro candidato; qualcuno avrebbe dovuto spiegare a Lettieri che in spazi di tal genere ognuno esprime semplicemente le proprie proposte ed è tremendamente scorretto interrompere qualcuno, anche se si è stati nominati, come eventualmente avviene in alcuni talk show.

– Lettieri ha tra i suoi sponsor politici Cosentino, per il quale c’è stata la richiesta di custodia cautelare con l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica, Berlusconi (che non ha bisogno di commenti) ed ha tra gli alleati del principale partito a sostegno la Lega Nord dei Maroni e Borghezio, il quale pochi giorni fa ha usato parole offensive per descrivere la città di Napoli.

– Lettieri è sostenuto da un mucchio di partiti e listarelle su cui sono in corso più indagini dell’operazione “liste pulite”. Lettieri non rappresenta in positivo gli elettori del centrodestra.

– Lettieri, sul problema dei rifiuti, non propone soluzioni organiche e vuole l’inceneritore a Napoli est.

– Lettieri ha incassato il sostegno pubblico di un gruppo di ex-amici del centro-sinistra bassoliniano, in prova ora in un’altra collocazione di pensiero.

– Il curriculum di Lettieri imprenditore non è descritto propriamente di successo; nel contesto industriale da cui proviene sono presenti considerazioni negative come quelle di D’Amato.

– Della faccia di Lettieri è tappezzata e imbrattata Napoli (motivo di per sé sufficiente a non votarlo, appoggio la campagna di sensibilizzazione promossa dall’Associazione studenti napoletani contro la camorra) con grandi spese del Pdl (che poi recupera con i nostri rimborsi elettorali) per manifesti (abusivi quando al di fuori negli spazi preposti) riportanti il motto “Far vincere Napoli” fino a che il Napoli calcio, qui la sua strumentalizzazione in cui cascano o rischiano di cascare anche degli appassionati sportivi, ha malauguratamente preso delle sconfitte; di seguito, su probabile consiglio del suo manager elettorale Velardi, ex assessore di Bassolino, ha cambiato motto passando ad un’espressione che in genere riassume chi ha pochi argomenti suoi e si appoggia a quelli di altri: “quello che ci vuole”.

Aggiungo: per far perdere definitivamente Napoli.





Il Corriere dell’Univ. e i candidati sindaco a Napoli: iniziativa deludente

27 04 2011


Fondamentalmente, considererei quella del Corriere dell’Università un’iniziativa lodevole; alla prova dei fatti, però, l’incontro a cui ho preso parte stamane presso “In Campus” mi ha deluso, per responsabilità di un paio di persone che un semplice curioso non si aspetterebbe.

Non si tratta del candidato sindaco (oggi Luigi de Magistris) né dei giovani delle associazioni studentesche che hanno dato i loro rispettivi contributi al dibattito ma, per quanto riguarda oggi, di una candidata del Pdl, la Sig.ra Paliotto che, presente tra il pubblico nella doppia veste di cittadina-elettrice e di candidata al Consiglio comunale, ha ottenuto di intervenire per tanto, troppo tempo rispetto agli altri, come permesso dal cosiddetto ‘moderatore’ Mariano Berriola, direttore del Corriere dell’Università Job. La signora si è prodigata in una lunga serie di interventi per lo più non attinenti i temi d’interesse per i giovani, gli studenti delle associazioni e il dibattito su Napoli in sé con domande strumentali tese ad avviare un suo confronto-provocazione con il candidato sindaco per un proprio tornaconto in termini di visibilità e propaganda elettorale. Ha consumato così molto del tempo dell’incontro pubblico altrimenti destinato ai più giovani e agli studenti, come da mission annunciata dell’iniziativa.

D’accordo che siamo in periodo di campagna elettorale ma ci sono altri modi e corretti, di porsi; è legittimo porre delle domande da parte di chiunque tra gli astanti ma la missione della presenza di questa signora, resasi sempre più evidente a tutti, è stata quella di strumentalizzare l’incontro con l’invitato candidato sindaco per pubblicizzare la propria candidatura (al Consiglio). Ha fatto anche una proposta: aumentare il costo dei biglietti per i trasporti pubblici! (Recentemente il costo del biglietto “Unico” è aumentato a fronte di una diminuzione del servizio, decisione che ha suscitato molte proteste).
Per cronaca riporto che anche un’altra candidata al Consiglio, Simonetta Marino dell’IdV, utilizzando però un tempo di intervento accettabile, si è presentata come tale (lei si) ed ha posto una domanda, non accomodante, malgrado l’IdV sostenga de Magistris; segno che de Magistris può essere considerato un candidato civico e indipendente, diversamente da coloro che sono espressione dei soliti partiti.

La distorsione, comunque, si è resa possibile grazie alla condotta da ‘moderatore’ del direttore Leggi il seguito di questo post »





‘Festa’ del lavoro. A Napoli, del terrorismo di certi ‘disoccupati’

1 05 2010


‘Festa’ del lavoro, ricordando (come si dovrebbe) soprattutto i caduti e tenendo a mente i non pochi che soffrono lo sfruttamento, la precarietà e la disoccupazione in specie giovanile di cui governi e sindacati poco si preoccupano e soprattutto con scarse capacità di analisi.

In Campania, dati Istat, la situazione è delle peggiori. Inoltre a Napoli “disoccupati” sono chiamati, da molti organi di stampa in questo colpevoli, certi gruppi più o meno organizzati che fanno del terrorismo, della violenza il proprio modo per chiedere vie preferenziali di accesso al lavoro; gente che, forte è il sospetto, sembra inviata e pagata per creare disordini.

A differenza delle moltitudini silenziose di giovani (e meno), tra cui istruiti e competenti, che pur essendo senza lavoro e senza meritevoli prospettive s’impegnano nel rispetto dell’ordine pubblico, preservando il territorio e l’immagine della città anche per il turismo napoletano, che con amara ironia invece può assumere un suo genere specifico fatto di distruzione e impunità.