Festa dell’Europa 2013; a Napoli, a “Città della Scienza”

9 05 2013


La Festa dell’Europa 2013 (Europe Day), oggi 9 maggio, a Napoli si celebra anche quest’anno e per più giorni a “Città della Scienza“, come negli anni precedenti.

In specie con e per i giovani e gli studenti, (ri)costruiamo il “Science Centre” e più spazio ai diritti di cittadinanza europea (2013 Anno europeo dei cittadini).

9 mai 2013 - Journée de l'Europe

9 mai – Journée de l’Europe. Affiche 2013: L’ENJEU, C’EST L’EUROPE IL S’AGIT DE VOUS (europa.eu, © Union européenne, 1995-2013)

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Commento sul seminario-incontro a Napoli con Jacques Séguéla

11 07 2012
Presidente da vendere - Copertina

Copertina del libro Presidente da vendere, di Jacques Séguéla


Considerato uno dei più grandi pubblicitari al mondo e una personalità della comunicazione pubblicitaria-elettorale, Jacques Séguéla è stato ospite-star di un seminario-evento tenutosi venerdì 29 giugno presso l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli e organizzato dall’Istituto Superiore di Comunicazione “ILAS” di Napoli.

Autore di alcuni testi noti, in Italia pubblicati da Fausto Lupetti editore di comunicazione, tra cui per il versante advertising è ‘d’obbligo’ citare Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario…Lei mi crede pianista in un bordello, trad. it. di Paolo Grimaldi, Milano, 1986 (ed. or.: Ne dite pas à ma mère que je suis dans la publicité…Elle me croit pianiste dans un bordel, Flammarion, Parigi, 1979) e Hollywood lava più bianco. Il manifesto della pubblicità spettacolo, trad. it. di Paolo Grimaldi, Milano, 1985 (ed. or.: Hollywood lave plus blanc, Flammarion, Parigi, 1982), il bébé (autodefinizione) 78enne pubblicitario francese suscita il mio interesse di studi e professionale grazie alla sua reputazione quale artefice di successi elettorali; a partire da quello più famoso di François Mitterrand, che nel 1981 fu il primo socialista della “Quinta Repubblica” francese eletto all’Eliseo, con il celebre sloganLa Force Tranquille” (trad.: “La forza tranquilla”). A questo, si aggiungano altre campagne elettorali presidenziali vinte in diversi paesi, con un record di 18 su 20; perse quella del 2002 per un altro socialista francese, Lionel Jospin. Sono venuto così a conoscenza del suo recente libro (uscito in Italia prima che in Francia) Presidente da vendere, con Domenico Pasquariello, Milano, 2010.

Posto che non è mia intenzione discuterne le qualità di pubblicitario, testimoniate da tanti successi per marche francesi diffuse nel mondo intero, desidero condividere alcuni commenti personali – in ambito politico – rispetto a quanto ascoltato dal vivo; qualche riflessione che vada al di là dei tanti applausi che la platea di studenti e comunicatori gli ha tributato al momento e dei commenti di stima diffusi anche nei giorni successivi sull’apposita pagina-evento su Facebook “Jacques Séguéla a Napoli per parlare di comunicazione”. Aggiungo di basarmi sullo speech in versione italiana della brava traduttrice simultanea, pur seguendo anche in lingua originale francese i contributi di Séguéla; è possibile vederne e ascoltarne parte in alcuni video (a cura di Pasquale Popolizio).

Per quanto riguarda l’ambito pubblicitario commerciale, come premesso, poco da ri-dire. Da spettatore comune, voglio notare che diverse sono state le video-réclame mostrate durante l’incontro con protagonisti dei bambini, dunque minori; pur destando un’ilarità che “funziona”, una parte della rassegna video che non ha incontrato particolarmente il mio favore a causa della insistita partecipazione di questi, peraltro quando si tratta di pubblicizzare condom e che ne costituirebbe il legame concettuale.

Venendo piuttosto all’ambito politico che più mi compete, annoto alcuni punti che non mi hanno convinto, esercizio più interessante rispetto a quello opposto. Leggi il seguito di questo post »





Il sindaco de Magistris, simbolicamente, cede a San Gennaro

21 09 2011

De Magistris sangue San Gennaro

De Magistris bacia la teca del sangue di San Gennaro

(immagine tratta da napolionline.org)

All’indomani della festività di San Gennaro, il sindaco de Magistris si è affrettato, non a caso, a ricordare il progetto riguardante la nascita di una moschea a Napoli; crede, forse, di poter fare contenti i religiosi di ogni ‘fede’ ma è infelice la tempistica con cui ha rimarcato tale apertura e disponibilità. Può apparire, infatti, come un salto indietro a riequilibrare il bacio che ha dato, il giorno precedente, alla teca contenente il sangue del Santo Patrono della città.

Come ricordato da bravi osservatori tra cui Fabio Ciaramelli (in “La laicita non è un lusso“, ripubblicato in napolionline.org), non ha seguìto la scelta che fu di Valenzi bensì quella della Jervolino e di Bassolino, a cui qui si teme nel tempo possa più assomigliare (politicamente).

Sarà stato anche soltanto (e non è poco) un gesto, simbolico, che lui ha spiegato ponendolo sul piano identitario e della propria religiosità cattolica ma a molti non è piaciuto e apprezzabile ne è il commento del corsivista de La Stampa, Massimo Gramellini in “I valori dell’Italia” (lastampa.it).
Un altro scivolone da aggiungere alla recente, crescente collezione.

Assumere una posizione su un tema, come si dovrebbe, non vuol dire una buona sul momento e per non far torto a nessuno. E in politica, anche nell’amministrare una città, cercare di piacere a tutti porta, più che altro, ad una certa confusione.





A Napoli la nuova politica: dello struzzo?

6 09 2011

politica dello struzzo

politica dello struzzo


Si conferma difficile, a Napoli (ma non solo), che la politica dello struzzo, lo scaricabarile, il vittimismo, il pressappochismo a cui si può aggiungere anche la presunzione (l’avere atteggiamento presuntuoso) possano concederci una tregua, magari il tempo di una consiliatura comunale; ecco così commentare una nuova ‘sparata’, insieme ad una nuova sconfitta, della ‘politica’ locale.


Primo tema della discordia, motivo di tale commento, la sicurezza urbana e la sua percezione; soggetto protagonista: il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Ospite alla festa nazionale dell’Api di Rutelli, tenutasi nello scorso weekend a Lebro, ha azzardato un paragone tra le città di Napoli e Bruxelles spiegando che in quest’ultima, dove si recava in veste di europarlamentare, egli aveva maggior paura di passeggiare per strada allorché a Napoli si sente più sicuro. Poche ore dopo è giunta la legittima, in più elegante, replica del corrispettivo belga, il simpatico (così è sembrato a chi scrive in un occasione di un incontro di persona) Bourgmestre Freddy Thielemans, tramite il suo portavoce stampa, Nicolas Dassonville: «Da noi non ci sono di certo le rivolte per i rifiuti, né “zone franche” in cui la polizia non può operare. La nostra polizia è presente ed interviene ovunque…Bruxelles è una città in cui il tasso di criminalità è sicuramente molto inferiore alla media delle grandi città europee». (cit. inDe Magistris fa arrabbiare Bruxelles…”, corrieredelmezzogiorno.corriere.it, 03-09-2011)

  • (My message to Mr. Thielemans: “Mr. de Magistris didn’t speak in my name in that case; I am Neapolitan, Brussels is more safe than Naples and as a liveable city, I hope to reach you again in the future”)

Gettare discredito su altri, in tal caso un luogo, trasmettendo il messaggio che ‘lì è peggio che qui’ (opinione soggettiva, di minoranza) è atteggiamento di chi tenta di spostare l’attenzione dalle proprie pubbliche difficoltà, mettendo metaforicamente ‘la testa sotto’ ed essendo forse consapevole di non essere davvero in grado di realizzare quel cambiamento che si promette, ancor più in rapporto alle aspettative create (come in quelle di chi scrive, che come blogger ha sostenuto l’elezione di de Magistris, dunque non essendo un avversario).

Risale a pochi giorni fa un atteggiamento simile, di confronto e autoconsolazione, in un commento al dato 2011 riguardante il minor numero di omicidi a Napoli rispetto a Roma.

Intanto, la stessa domenica si è appreso che due previste tappe italiane della manifestazione sportiva di vela “World Series”, prologo dell'”America’s Cup” alla cui ospitalità Napoli si era già una volta candidata, non si terranno nel mare di Bagnoli; gli è stata preferita Venezia, grazie anche alle garanzie e alla concretezza, per dirne qualcuna, offerte dall’amministrazione della città lagunare. Leggi il seguito di questo post »





Il governo vuol ‘accorpare’ le festività civili. E non per un colpo di calore

19 08 2011
No soppressione festività civili

"No soppressione feste civili"

(immagine tratta dal blog: http://soppressionefestecivili.blogspot.com/)


Sarebbe meno preoccupante se si potesse imputare alle calde temperature la causa per cui, tra luci ed ombre presenti nelle misure anti-crisi approntate in questo mese di agosto dal governo Berlusconi, sia stata proposta quella di accorpare (ma si potrebbe dire anche “accoppare” e comunque sopprimere, de facto) le festività civili del nostro Paese, (insieme a quelle dei Santi Patroni e già San Gennaro a Napoli non è d’accordo, per così dire) in modo che “le stesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica” (art. 1, comma 24 del Decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138).

Sono quelle di celebrazione laica di avvenimenti storici, in ordine da calendario: il 25 Aprile, il 1° Maggio, il 2 Giugno; le date che hanno significato la Liberazione dal Fascismo, il valore del Lavoro e la scelta di democrazia costituzionale della Repubblica.

Purtroppo non è quello il motivo; lo è, invece, la volontà già più volte espressa di sminuire la considerazione degli eventi che hanno arriso all’Italia ma non, fatte le proiezioni storiche, al pensiero settario dell’attuale governo.

Si pensi a cosa succederebbe nell’opinione pubblica se, per esempio, in Francia si decidesse di spostare la festa nazionale del 14 luglio ad un altro giorno, precedente o successivo.

Peraltro, l’introduzione di tale disposizione non sembrerebbe poter produrre rilevanti ricadute economiche vantaggiose; anzi, potrebbe aversi una contrazione di consumi, come fanno notare gli operatori del turismo, con conseguenze dannose per il motore dell’economia nazionale.

Ma la questione è anche di principio, di identità e riconoscimento dei valori fondanti della nostra storia democratica e memoria civile.

Tra le voci di contrarietà espresse in rete, a sostegno della posizione espressa dall’“Anpi”, l’Associazione “Articolo 21” ha lanciato un appello, con raccolta di firme, “contro l’abolizione delle feste del 25 Aprile, del 2 Giugno e del Primo Maggio; alcuni docenti universitari promuovono a loro volta un appello, anche attraverso una pagina Facebook, con petizione per il “No alla soppressione delle feste civili”. Altre iniziative, come la petizione della CGIL, stanno nascendo.

Sperando in un suo rinsavire e in uno scatto d’orgoglio nazionale perfino in questo governo, continuerei ad ogni modo a festeggiare i tre bellissimi eventi storici nelle loro rispettive date reali e originali.





Milano – Napoli: cambiamento; e Berlusconi è stato un danno su tutta la linea

31 05 2011


E’ credibile che la presenza di Berlusconi al fianco dei candidati sindaco per il centrodestra nelle piazze di Milano e Napoli sia stata un boomerang, un danno su tutta la linea dato che oramai viene percepito, anche da parte del suo elettorato, come un fattore perdente. Sintomatico è perfino un video in cui si vede Berlusconi che va a votare nella propria sezione elettorale, per il ballottaggio nella (ora ex) ‘sua’ Milano. La reazione della scrutatrice è un po’ l’aspetto simbolico di queste elezioni amministrative; per lei c’è tutta la mia comprensione e solidarietà. Anche io, peraltro, ho lavorato in un seggio a Napoli nel turno di ballottaggio di domenica 29 e lunedì 30 maggio. Della scrutatrice, è stata poi pubblicata una foto in cui è molto sorridente: in Piazza Duomo, durante i festeggiamenti per l’elezione a sindaco di Giuliano Pisapia.


(video da Youreporter.it via Youtube.com)

Anche a Napoli, è plausibile che la partecipazione di Berlusconi in Piazza del Plebiscito abbia avuto effetti negativi, tanto che Lettieri aveva chiesto che non venisse, dovendo già fronteggiare l’ingombrante figura di Cosentino. Ma qui si è andati oltre Berlusconi. Nella Napoli cosiddetta “liberata”, la vittoria di Luigi de Magistris, da tanti festeggiata davanti al Comune in Piazza Municipio, ha per così dire “scassato” e comunque dimostrato che in una Politica con la “p” maiuscola, in cui i cittadini partecipano attivamente anche e finalmente attraverso il voto d’opinione, può (e secondo me deve) essere premiata l’indipendenza politica del candidato; sperando che i logori meccanismi di nomina partitocratici, locali e nazionali, siano al tramonto, con l’inizio di un vero cambiamento.





Napoli: il sondaggio ‘fantasma’, con menzogna, del Comitato Lettieri

24 05 2011

menzogna Comitato Lettieri

menzogna Comitato Lettieri

(screenshot dal sito giannilettieri.it)


L’antefatto. Napoli, sabato 21 maggio; un po’ di cittadini napoletani, tra cui lo scrivente, vengono contattati telefonicamente a nome della nota società di sondaggi e ricerche SWG, per un sondaggio relativo all’orientamento e alle intenzioni di voto per il sindaco in vista del ballottaggio del 29 e 30 maggio. Il contenuto del sondaggio/intervista prende una piega che per i più risulta particolare, sensazione che viene diffusa su Facebook da alcuni dichiaratisi intervistati; le domande, infatti, riguardano le proposte del solo candidato Lettieri tra cui, per esempio, una non (ancora?) annunciata, forse in fase di studio: l’abolizione del pedaggio sulla Tangenziale di Napoli, che personalmente considererei una di quelle solite bolle elettorali che vengono lanciate negli ultimi giorni di una campagna, elettorale per l’appunto.

Alla fine dell’intervista, l’operatrice dichiara che il sondaggio è “per scopi statistici” e non dice il nome del committente. Bisogna dire che gli operatori non sono autorizzati a dire il committente per non condizionare le risposte ma ad intervista terminata, per quanto mi riguarda, mi aspetterei diversamente, per non dare adito a dubbi e in favore della trasparenza.

Domenica 22 maggio. Pongo la questione su tale sondaggio lasciando un commento, anche ‘provocatorio’ ma lecito, ad un post sul sito del Comitato elettorale Gianni Lettieri; tale commento resta con mia sorpresa (comincio a temere una censura a cui ogni tanto e solo per ‘scomodità’ di contenuti vengo sottoposto) in moderazione, dunque non pubblicato per un giorno intero (il tempo trascorso è indicativo di un qualcosa di poco chiaro, considerando che commenti pervenuti successivamente al mio, anche nella stessa giornata di domenica, vengono regolarmente pubblicati).

Lunedì 23 maggio. Per sciogliere un dubbio sulla veridicità del sondaggio, una persona di mia conoscenza e fiducia contatta telefonicamente la società SWG (sede di Trieste), i cui uffici erano chiusi nel weekend (ma non i call center, spiegheranno). L’addetta di segreteria, ascoltata la richiesta di chiarimenti, risponde di averla sottoposta alla Responsabile Field, Carlotta Martinelli, la quale conferma l’esistenza del sondaggio in questione.

Di seguito, risponde il Research Director della SWG, Rado Fonda, che serenamente dichiara che il committente di quel sondaggio è il Comitato elettorale Gianni Lettieri. (Ecco spiegato perché le domande erano solo su Lettieri; il mio commento, in figura, era stato un po’ provocatorio perché il sondaggio uscisse allo scoperto)

Intanto, il mio commento sul sito del Comitato Lettieri viene, dopo mio sollecito via mail, finalmente pubblicato seguito da una risposta, pubblica, della redazione: (screenshot in alto a questo post)

Redazione:
“@Fab: grazie per la segnalazione. Il comitato elettorale Gianni Lettieri non ha autorizzato sondaggi di alcun tipo”
.

Ora, delle due l’una. Se crediamo ed è la mia ipotesi, nella serietà e nella veridicità delle dichiarazioni rese dalla società SWG, (quali motivi potrebbero avere, loro, diversamente?) si evince che il Comitato elettorale Gianni Lettieri, contrariamente a quanto affermato sul proprio sito, abbia autorizzato e commissionato un sondaggio elettorale alla SWG, attraverso interviste telefoniche raccolte il 21 maggio.

Sondaggio lecito (ne è vietata solo la pubblicazione dei risultati, in questo periodo) come tutti quelli che vengono fatti per uso interno di una parte politica ma per certi versi è sembrato un sondaggio ‘fantasma’ e poco trasparente che mostra lo scopo reale del Comitato Lettieri, di propagandare le proposte del candidato attraverso un uso strumentale del sondaggio; è politicamente inaccettabile che un candidato sindaco utilizzi ancora i sondaggi, a pochissimi giorni dal voto, come metodo per diffondere le proprie proposte e per cercarne altre dell’ultimo minuto e di accattivanti (bolle elettorali) al solo scopo di prendere voti.

Posto che la SWG, credibile, abbia svolto regolarmente il proprio lavoro, l’iniziativa mostra un metodo discutibile del committente e la risposta della redazione sul sito del Comitato elettorale Gianni Lettieri si rende, all’evidenza di questa ricostruzione dei fatti e delle prove verbali e scritte raccolte, una menzogna.





Al voto a Napoli. Indecisi, dubbiosi e altri: al 1° turno c’è anche il voto disgiunto

15 05 2011


Anche per le imminenti elezioni amministrative al Comune di Napoli (1° turno, 15-16 maggio), è certo che tra gli aventi diritto al voto vi sia una fetta, che qui non vogliamo quantificare, di indecisi del tutto (sull’andare a votare) e un’altra fetta composta da chi ha almeno un dubbio da risolvere per riuscire ad esprimere la propria preferenza di voto.

Dei primi, è comprensibile un certo disincanto misto a rabbia, delusione, distacco, rassegnazione e altro ma, specie nelle condizioni in cui versa la nostra città in questo momento, andare a votare dovrebbe essere un bene, oltre che un diritto/dovere civico: per i giovani, disertare sarebbe un po’ come non esercitare voce in capitolo e non ritenersi possibili protagonisti di un cambiamento; per i meno giovani e comunque per tutti, significherebbe abbandonare la capacità di indignarsi e di reagire. Opinioni personali, con rispetto per quelle di ognuno.

Veniamo alla seconda fetta, composta da coloro che hanno un dubbio tra chi e/o cosa scegliere; certamente vi sono quelli che combattuti tra il gradimento personale verso un certo candidato e la preferenza per una lista diversa e un po’ più in là di quelle che lo sostengono, hanno il timore di disperdere il proprio voto in un verso o nell’altro e credono che dovranno per forza scegliere tra due opzioni. Un’incertezza che può essere dissolta in una proficua soluzione.

Ricordiamo, infatti, dato che non in molti conoscono tutte le modalità e possibilità di espressione del voto, che alle elezioni comunali per il sindaco di Napoli, come per tutti i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, è possibile esercitare (al 1° turno e solo in quello) anche il c.d. “voto disgiunto”. Come si esprime il voto disgiunto? Facile: tracciando sulla scheda azzurra, naturalmente con la matita copiativa che si usa al seggio, un segno (una X) sul rettangolo (contrassegno) recante il nome e cognome (nominativo) di un candidato alla carica di sindaco ed un altro segno X sul simbolo di una lista (chi la chiama partito, fa lo stesso qui per intenderci) non collegata al candidato sindaco prescelto.
Naturalmente, tra le altre possibilità, vi è anche quella di votare solo il sindaco.

Qui si ritiene che chi esprima il voto disgiunto si riveli un cittadino-elettore ben informato, consapevole e capace di apprezzare la personalità e le qualità individuali del candidato sindaco scelto, a partire per esempio dal grado di fiducia che egli singolarmente ispira e dunque al di là dei partiti e allo stesso tempo di dar peso alle idee, ai programmi della forza politica considerata complessivamente più ‘vicina’. Naturalmente queste sono solo alcune motivazioni.

In questo modo, inoltre, si può accompagnare il candidato sindaco che si ritiene abbia più speranza, più possibilità che andando al ballottaggio possa battere l’antagonista principale e allo stesso tempo si aiuta la lista che si preferisce.
Sono infatti i due candidati a sindaco più votati al primo turno che vanno al ballottaggio (2° turno, in cui non c’è voto disgiunto) mentre con i voti di lista saranno eletti i consiglieri comunali.
Ecco dunque un fac-simile di scheda senza nomi che semplifica graficamente il voto disgiunto (valido solo al 1° turno):

grafica scheda con voto disgiunto per il 1° turno

Es. grafico scheda con voto disgiunto, valido solo al 1° turno

Con questa modalità, ricordiamo anche ai componenti del seggio e a tutti coloro che seguiranno lo spoglio del primo turno, che saranno validi sia il voto alla lista sulla quale è tracciato il segno sia il voto al candidato a sindaco anche se non collegato alla lista votata.
Il voto disgiunto non è possibile nelle elezioni riguardanti la Municipalità (scheda arancio) e nell’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta del sindaco.

Detto un po’ di quel che serve, non resta che augurare serenità e buon libero voto in libera Napoli!





Napoli: tra i rifiuti, quelli di Lettieri al confronto

12 05 2011

Morcone e de Magistris a Sky Tg24; Lettieri assente

Morcone e de Magistris a Sky Tg24; Lettieri assente

(immagine tratta da pupia.tv)

Gianni Lettieri continua a disertare il confronto con altri candidati a sindaco di Napoli. Ieri ha saltato quello tenutosi presso la TGR Campania – RAI in occasione della seconda “tribuna elettorale”, assenza della quale, ha riferito il moderatore, si è scusato perché preso da altri impegni; ieri l’altro, il faccia a faccia televisivo a Sky Tg24. Lettieri non si presentò e senza dare preavviso neppure al confronto pubblico con i giovani e gli studenti organizzato da un giornale universitario.

Tra le sue scarse presenze, vedremo se ve ne saranno altre, quella alla prima tribuna elettorale TGR Campania – RAI (video), dove peraltro fu l’unico a mostrare segni d’intolleranza e nervosismo, interrompendo un altro candidato; qualcuno avrebbe dovuto spiegare a Lettieri che in spazi di tal genere ognuno esprime semplicemente le proprie proposte ed è tremendamente scorretto interrompere qualcuno, anche se si è stati nominati, come eventualmente avviene in alcuni talk show.

– Lettieri ha tra i suoi sponsor politici Cosentino, per il quale c’è stata la richiesta di custodia cautelare con l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica, Berlusconi (che non ha bisogno di commenti) ed ha tra gli alleati del principale partito a sostegno la Lega Nord dei Maroni e Borghezio, il quale pochi giorni fa ha usato parole offensive per descrivere la città di Napoli.

– Lettieri è sostenuto da un mucchio di partiti e listarelle su cui sono in corso più indagini dell’operazione “liste pulite”. Lettieri non rappresenta in positivo gli elettori del centrodestra.

– Lettieri, sul problema dei rifiuti, non propone soluzioni organiche e vuole l’inceneritore a Napoli est.

– Lettieri ha incassato il sostegno pubblico di un gruppo di ex-amici del centro-sinistra bassoliniano, in prova ora in un’altra collocazione di pensiero.

– Il curriculum di Lettieri imprenditore non è descritto propriamente di successo; nel contesto industriale da cui proviene sono presenti considerazioni negative come quelle di D’Amato.

– Della faccia di Lettieri è tappezzata e imbrattata Napoli (motivo di per sé sufficiente a non votarlo, appoggio la campagna di sensibilizzazione promossa dall’Associazione studenti napoletani contro la camorra) con grandi spese del Pdl (che poi recupera con i nostri rimborsi elettorali) per manifesti (abusivi quando al di fuori negli spazi preposti) riportanti il motto “Far vincere Napoli” fino a che il Napoli calcio, qui la sua strumentalizzazione in cui cascano o rischiano di cascare anche degli appassionati sportivi, ha malauguratamente preso delle sconfitte; di seguito, su probabile consiglio del suo manager elettorale Velardi, ex assessore di Bassolino, ha cambiato motto passando ad un’espressione che in genere riassume chi ha pochi argomenti suoi e si appoggia a quelli di altri: “quello che ci vuole”.

Aggiungo: per far perdere definitivamente Napoli.





Il Corriere dell’Univ. e i candidati sindaco a Napoli: iniziativa deludente

27 04 2011


Fondamentalmente, considererei quella del Corriere dell’Università un’iniziativa lodevole; alla prova dei fatti, però, l’incontro a cui ho preso parte stamane presso “In Campus” mi ha deluso, per responsabilità di un paio di persone che un semplice curioso non si aspetterebbe.

Non si tratta del candidato sindaco (oggi Luigi de Magistris) né dei giovani delle associazioni studentesche che hanno dato i loro rispettivi contributi al dibattito ma, per quanto riguarda oggi, di una candidata del Pdl, la Sig.ra Paliotto che, presente tra il pubblico nella doppia veste di cittadina-elettrice e di candidata al Consiglio comunale, ha ottenuto di intervenire per tanto, troppo tempo rispetto agli altri, come permesso dal cosiddetto ‘moderatore’ Mariano Berriola, direttore del Corriere dell’Università Job. La signora si è prodigata in una lunga serie di interventi per lo più non attinenti i temi d’interesse per i giovani, gli studenti delle associazioni e il dibattito su Napoli in sé con domande strumentali tese ad avviare un suo confronto-provocazione con il candidato sindaco per un proprio tornaconto in termini di visibilità e propaganda elettorale. Ha consumato così molto del tempo dell’incontro pubblico altrimenti destinato ai più giovani e agli studenti, come da mission annunciata dell’iniziativa.

D’accordo che siamo in periodo di campagna elettorale ma ci sono altri modi e corretti, di porsi; è legittimo porre delle domande da parte di chiunque tra gli astanti ma la missione della presenza di questa signora, resasi sempre più evidente a tutti, è stata quella di strumentalizzare l’incontro con l’invitato candidato sindaco per pubblicizzare la propria candidatura (al Consiglio). Ha fatto anche una proposta: aumentare il costo dei biglietti per i trasporti pubblici! (Recentemente il costo del biglietto “Unico” è aumentato a fronte di una diminuzione del servizio, decisione che ha suscitato molte proteste).
Per cronaca riporto che anche un’altra candidata al Consiglio, Simonetta Marino dell’IdV, utilizzando però un tempo di intervento accettabile, si è presentata come tale (lei si) ed ha posto una domanda, non accomodante, malgrado l’IdV sostenga de Magistris; segno che de Magistris può essere considerato un candidato civico e indipendente, diversamente da coloro che sono espressione dei soliti partiti.

La distorsione, comunque, si è resa possibile grazie alla condotta da ‘moderatore’ del direttore Leggi il seguito di questo post »