Giornata dell’Europa – 2010

9 05 2010


Festa dell'Europa - manifesto 2010

Festa dell'Europa, 9 maggio 2010

(fonte immagine: europa.eu, Unione europea 1995-2010)


Oggi, 9 maggio 2010, ricorre il 60° anniversario della nascita dell’Europa comunitaria e si celebra la Giornata – Festa dell’Europa.

La rete italiana degli Europe Direct, come le altre antenne europee, organizza eventi celebrativi; la Festa dell’Europa a Napoli ha per principale location Città della Scienza, con in esposizione fino al 15 maggio un Europa Museum.

Auguri a noi ‘cittadini europei’!

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Elezioni 6 e 7 giugno 2009: al voto !

5 06 2009
Elezioni europee giugno 2009

Elezioni europee giugno 2009

L’impegno personale nel seguire la campagna elettorale per le elezioni europee e in misura minore per la Provincia di Napoli non mi ha lasciato tempo per aggiornare il blog sull’andamento della stessa.

Non volendo usare questo spazio per dare indicazioni precise sul voto, invito semplicemente ad andare alle urne; una possibilità che possiamo usare, come la campagna di comunicazione istituzionale del Parlamento europeo ci ha suggerito nelle ultime settimane, con il motto “Usa il tuo voto” (“It’s your choice” nella versione inglese). Diversamente dalle ultime politiche, alle elezioni europee possiamo, oltre che barrare un simbolo di partito o di lista, esprimere al suo fianco fino a 3 preferenze, scrivendo i nomi e cognomi o solo i cognomi dei candidati di quella lista o partito.

Il piano di comunicazione istituzionale del Parlamento europeo per l’intera Ue è stato rifiutato e dunque non applicato nel nostro Paese dal Governo Berlusconi che ha invece prodotto propri spot allo scopo, duole pensare, di orientare politicamente la scelta di voto. Uno di questi ha avuto per testimonial una delle ragazze oggetto di note conversazioni telefoniche tra Saccà e Berlusconi. Ci sono anche state polemiche sugli spot per quanto riguarda le informazioni sul diritto di voto, attribuito “ai cittadini italiani che hanno compiuto i 18 anni”; dimenticando di rendere noto che i comunitari residenti nel nostro Paese, cittadini di altri Paesi dell’Ue, se inseriti in tempo negli elenchi elettorali, possono votare in Italia. 

Apprezzabile l’inchiesta partecipativa sulla pratica selvaggia dei manifesti elettorali abusivi, dossier fotografico raccolto sul sito Fai Notizia.

Come ampiamente prevedibile, si è parlato poco di Europa e per lo più da un punto di vista nazionale, con qualche eccezione.

Per gli indecisi, sulla rete è possibile testare la propria affinità con le forze politiche che si presentano alle elezioni europee grazie ad alcuni siti. Segnalo EU Profiler, anche se non l’ho trovato molto convincente perché l’esito, personalmente, mi è sembrato troppo orientato da una singola domanda, secca, sulle intenzioni di voto. Un’altra simulazione è su Vote Match Europe. Le issues sono anche qui piuttosto semplificate ma il test, diversamente dal precedente, indica una scelta che nelle urne non possiamo fare, tra gruppi politici europei. Non dunque sulle formazioni politiche italiane che si presentano alle elezioni europee. E’ interessante però confrontare la propria posizione su ogni tematica con quella di ogni gruppo europeo ed il comparare il proprio risultato con quello, aggregato in percentuale, degli altri internauti partecipanti.

Poi c’è sempre l’Euro-politometro di Repubblica e il suo speciale elezioni 2009 che resta un puntuale riferimento per seguire lo spoglio e i risultati, così come i siti istituzionali del Ministero dell’Interno – Speciale elezioni e quello del Parlamento europeo.

Al voto dunque!





Festa dell’Europa e Giorno della Memoria (ma i giornali parlano d’altro)

9 05 2009

 

A meno di un mese dalle elezioni europee, il panorama informativo mainstream prolunga il suo tramonto continuando ad occuparsi prevalentemente delle vicende private, divenute pubbliche e di conseguenza anche politiche di Silvio Berlusconi, com’è nello stile del suo protagonista.

A tematiche e programmi di natura più strettamente politica, anche nell’ottica del voto e che meriterebbero diffusione, sono anteposte beghe provincialistiche da basso impero.

E’ bene rammentare, come fatto qui altre volte, che il 9 maggio si celebra la Giornata/Festa dell’Europa (Journée de l’Europe, Europe Day)
Cade in questa data, infatti, la ricorrenza della dichiarazione Schuman, atto progenitore del processo d’integrazione comunitaria che ha dato vita all’Unione europea.
E’ utile ricordarlo anche per avvicinare i cittadini ad una cultura europea, tanto più che il 6 e 7 giugno si andrà a votare per il rinnovo del Parlamento europeo, a 30 anni dalla sua prima elezione, diretta e a suffragio universale.

Inoltre, in questo stesso giorno, si ricordano Aldo Moro e Peppino Impastato. Questa data ha assunto una valenza simbolica per commemorare le vittime del terrorismo, nel “Giorno della Memoria”, istituito al fine di ricordare tutte le vittime del terrorismo e le stragi di tale matrice.





Cittadini europei. Lontani dall’Europa del Trattato

30 06 2008

 

Sono giorni in cui il Paese del pallone assorbe la delusione provocata dall’anziana Nazionale agli Europei, per opera di rigore dei vicini spagnoli poi vincitori del torneo conclusosi ieri. Alcuni giorni fa anche l’Eurostat, l’ufficio statistico europeo, ha contribuito al confronto affondando il coltello acquistato da Berlusconi alla televendita e diffondendo stime preoccupanti che evidenziano la posizione dell’Italia tra le ultime della “vecchia Europa” (vale a dire prendendo in considerazione i primi 15 Paesi Ue pre-allargamento) per il valore del prodotto interno lordo pro-capite, che per il 2007 ha visto aumentare il divario dalla Spagna arrivando a 6 punti percentuali, (107 a 101, fatta base 100 la media dell’Ue) lasciandoci alle spalle solo la Grecia e il Portogallo.

 

Segnali plurimi di arretramento in Europa. Ma le riflessioni che da alcune settimane più si concentrano sulla tematica europea, spesso trascurata nel dibattito pubblico e dei media, riguardano il suo piano istituzionale e politico. A seguito di una nuova frenata, stavolta pervenuta dall’Irlanda, al processo di ratifica del Trattato europeo di Lisbona e dell’impatto sul suo prosieguo. Il celebre motto “uniti nella diversità” sembrerebbe al momento declinabile in “divisi sulle difficoltà”.     

 

 

Focalizzare l’attenzione sulle reazioni al no irlandese del 12 giugno, giorno in cui il 53,4% dei votanti il referendum si è espresso contro la ratifica del Trattato di Lisbona, invita inevitabilmente a leggere non solo il tentativo, da parte dei principali leaders istituzionali europei, di minimizzare e considerare l’outcome negativo come un incidente di percorso, circoscritto all’1% della popolazione europea ma anche il rinfocolare di un sentimento, più diffuso di quanto gli alti gradi vogliano lasciar credere, o credere loro stessi, di contrarietà al compimento di un processo costituzionale europeo che vede nell’entrata in vigore della sua Carta fondamentale il momento della sua realizzazione. La seconda lettura ci indica l’esistenza di un respiro più ampio del polmone irlandese e che consiste in dubbi permanenti e sottesi verso il riconoscimento di un Trattato di regole non sufficientemente chiare, quantomeno non pienamente legittimate secondo il senso della partecipazione più democratica. Perplessità rimaste temporaneamente sospese negli ultimi due anni, dopo il doppio no referendario di Francia e Olanda del 2005 e il conseguente periodo di riflessione e che si sono potute riaffacciare alla prima, nuova misurazione del consenso diretto da parte di un popolo e non dunque attraverso la delega dei suoi rappresentanti.

 

L’esito del referendum irlandese non ha colto di sorpresa gli analisti; è però plausibile pensare che anche le istituzioni europee avessero coscienza di tale possibilità e che a questi timori fondati non sapessero far fronte se non con la scelta di un metodo di ratifica in sordina, per via parlamentare. Difficile seguire altre vie più partecipate e condivise, devono aver pensato, data la priorità all’imponenza dell’impianto giuridico-istituzionale europeo di ben 27 Paesi. Significativa la difficoltà e oggetto di polemica una dichiarazione, resa nei giorni precedenti la consultazione popolare, dal Commissario europeo al mercato interno Charlie McCreevy secondo il quale il testo sarebbe di difficile lettura per il cittadino comune, in ammissione di averlo letto personalmente solo per sommi capi.

 

Tenuto al confine di un ambito territoriale nazionale (qui una contraddizione dal sapore nazionalistico maggioritario nell’ambito altrimenti ideale comunitario espresso generalmente dall’Unione) il timore, pur coscienzioso, del rigetto di un referendum, di un Paese sui Ventisette, non aveva mosso le alte gerarchie istituzionali all’elaborazione di un piano B forse perché decise nel voler perseguire il piano stabilito ad ogni costo, fino anche al sacrificio, probabile e plausibile, del criterio dell’unanimità della ratifica. Pur comprensibile perché, dopo l’arrendevolezza manifestata nei compromessi al ribasso raggiunti in sede di stesura del documento, come le clausole opt-out rese a Gran Bretagna e Polonia sul valore giuridico altrimenti vincolante della Carta dei diritti fondamentali e i tanti protocolli aggiuntivi tesi a soddisfare i vari interessi nazionali, come ancora per la Polonia il sistema di voto con clausola compromissoria cosiddetta di Ioannina, i rappresentanti europei non ritenevano opportuna l’elaborazione di nuovi ed ulteriori piani alternativi, con il rischio di minare la riuscita e l’immagine dell’impianto complessivo del progetto.

Lecito pensare ora e in tempi meno sospetti, che la modalità di ratifica en passant per via parlamentare sia stata frutto di un ragionamento strategico teso a celare e respingere le sacche di contrarietà che albergano in non pochi Paesi.

 

Alla luce del no irlandese e del deludente vertice europeo del 19 e 20 giugno, in cui si è deciso di non decidere, le attuali prospettive del Trattato mostrano dunque elementi d’inquietudine. Leggi il seguito di questo post »





Politica energ(et)ica del Governo sulla monnezza

26 05 2008

 

Inceneritori e nucleare. Questi sono i cardini della politica energetica e dei rifiuti del Governo Berlusconi. Per rialzare la monnezza e l’Italia.

Hanno stabilito di fare i rilievi tecnici per valutare l’idoneità del sito di Chiaiano ad ospitare una discarica di chissà cosa. Rilievi che furono già fatti, con esiti negativi, da esperti e professori geologi come Franco Ortolani. Ma, forse, vorrebbero (potrebbero?) far in modo che i siti scelti si rivelassero “a forza” idonei, altrimenti “non si sa dove andare”. Se i sondaggi saranno fatti onestamente, i risultati non potranno che portare alla decisione di non fare la discarica, nei pressi di un centro abitato, in città, su un terreno già considerato inadatto.

Altro. Scajola ha annunciato dal palco degli industriali (è questo un particolare che conta) che si darà inizio a lavori, dunque investimenti d’impresa, per la costruzione di centrali nucleari.

Recentemente Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, aveva dichiarato: “Il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra“.

“Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da 1gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”. Ma il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta”.

Le imprese ci guadagnerebbero meno e allora che facciamo? Si torna all’antico ripensando al nucleare, che oltre ad essere pericoloso e dannoso per l’ambiente e per la salute è destinato ad esaurirsi e, come già sta avvenendo nei paesi che guardano alla modernità, ad essere sostituito da fonti rinnovabili, come richiesto anche dall’Unione europea. (20% fonti di energia rinnovabile entro il 2020) Si torna indietro anche con i cancrovalorizzatori; (inceneritori, e non termovalorizzatori che è una dicitura scorretta e disconosciuta anche dall’Ue) è la raccolta differenziata il futuro, un ciclo corretto con altri strumenti, sin da adesso, facciamolo “presente”.

E non è che a Napoli e in Campania nessuno abbia delle proposte pulite. Lo scorso anno, fu un consorzio napoletano, l’Anea, a vincere il premio europeo “Energy Globe Award”, grazie ad un progetto sull’uso dei pannelli per l’energia solare.

E stasera, Energy Globe Award 2008, in diretta streaming dalle h.20 dal Parlamento europeo. Chissà che non si possano prendere esempi di buone pratiche..e d’intelligenze innovative.





Convegno “Il Parlamento europeo e la democrazia nell’Unione”

12 05 2008

 

Presso “Città della Scienza” a Napoli, nell’ambito di una tre giorni di attività ed eventi rivolti in particolare al mondo scolastico e giovanile e dedicati alla celebrazione della Festa dell’Europa del 9 Maggio, sabato 10 maggio l’incontro dal titolo “Il Parlamento Europeo e la democrazia nell’Unione”, con la partecipazione di gruppi di studenti delle scuole superiori, docenti e visitatori interessati alla tematiche europee.

 

Il programma del convegno, organizzato dalla Fondazione IDIS-Città della Scienza e dalla Fondazione Mezzogiorno Europa, con i patrocini della Regione Campania, Europe Direct Napoli e Unione Europea:

 

 

Programma convegno (mezzogiornoeuropa.it) 

 

Dopo il saluto di presentazione dell’iniziativa, affidato al direttore della Fondazione IDIS, Luigi Amodio, seguìto dall’introduzione al tema da parte del Presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa e coordinatore della giornata, Andrea Geremicca, gli interventi dei relatori invitati.

 

  • Clara Albani, Responsabile dell’Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo, espone per prima il tema che fa da cornice al dibattito. In considerazione di una platea costituita prevalentemente da giovani studenti, legge un documento personale attraverso il quale illustrata le origini, le funzioni e lo sviluppo storico del Parlamento Europeo, sottolineando come esso sia l’unica grande istituzione europea ad essere legittimata dal voto del popolo e che il concetto di democrazia nell’Unione che essa tende a sviluppare sia quello originario del demos, il governo del popolo.

 

  • Vittorio Calaprice, presentatosi come “semplice” funzionario della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e dicendosi lieto di essere stato invitato al dibattito con altri rappresentanti delle istituzioni e della cultura, ricorda come l’edizione 2008 della Festa dell’ Europa ricorra nell’anno europeo del dialogo interculturale e che per l’anno prossimo il tema scelto dall’Europa verterà sulla creatività e l’innovazione.  Calaprice mette in evidenza quali saranno le prossime sfide dell’Europa, citandone in particolare quattro: quella di essere un soggetto capace di reggere l’economia della globalizzazione; quella di affrontare i problemi dell’energia e del cambiamento climatico; i problemi dell’immigrazione e quello dell’ordine mondiale, a stretto giro con la lotta al terrorismo internazionale. Rammenta l’importanza e la necessità che le istituzioni europee siano fatte oggetto di conoscenza da parte dei giovani e a questo proposito rende nota la prossima realizzazione di un Centro Europeo per i giovani che nascerà a Roma.

 

  • Gianni Pittella, Deputato Europeo e Capo della Delegazione italiana del PSE al Parlamento Europeo, pone questioni di natura più politica domandando come mai, di fronte a problemi sempre più sovranazionali, non si comprenda la necessità di trovare soluzioni sovranazionali; annota infatti quanto, di fronte a tante questioni, si sviluppino reazioni di chiusura nei confini nazionalistici.                                                                                                       Pittella riconosce propri meriti per aver contribuito all’ampliamento del programma Erasmus, non più destinato come fino a qualche anno fa ai soli studenti universitari ma esteso a quelli delle scuole superiori e agli impiegati, del settori pubblico e di quello privato. Un problema su cui chiede maggiore sensibilità è legato alle risorse e al bilancio dell’ Ue. Noi tutti, spiega Pittella, chiediamo programmi e risorse all’ Unione Europea ma non le forniamo un sostegno economico sufficiente per renderla più forte e capace fintanto che il contributo di ognuno di noi ammonta a circa 50 centesimi al giorno.                                                                                                                       Il discorso politico-economico tocca alcune proposte che non solo di recente sono state formulate anche da Tremonti e dal nuovo governo e l’eurodeputato si dichiara d’accordo, al di là dell’appartenenza politica, a dar vita agli Eurobond e all’utilizzo delle riserve auree nazionali delle banche centrali allo scopo di creare un Fondo d’integrazione al bilancio europeo. Il discorso più generale riporta alla percezione e alla considerazione dell’ Europa, con la constatazione di come l’Europa non sia stata quasi mai citata durante l’ultima campagna elettorale e che solo più recentemente sembra ricevere attenzione al fine primario di modificare la legge elettorale per averne un effetto anche in Europa.

 

  • Matteo Pizzigallo, Professore Ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali presso l’Università “Federico II” di Napoli, lancia diverse critiche costruttive e ragionate sulla democrazia nell’ Unione Europea. Agganciandosi ad un’osservazione precedente di Pittella afferma come spesso, su molti problemi, si facciano solo dichiarazioni propagandistiche poco utili alla loro risoluzione e mette in luce un problema di legittimazione popolare di alcune istituzioni come la Commissione Europea, espressione di nomine fatte dalle maggioranze politiche nazionali e non da un vero governo sovranazionale. Bisognerebbe pertanto rafforzare la partecipazione democratica alla vita politica comunitaria del PE e per esteso dell’ Ue e ciò potrebbe costituire una vera svolta rivoluzionaria.                                                                                       La stessa essenza dei partiti europei mostra dei deficit e resta affidata, per un funzionamento complessivo, all’azione di singoli entusiasti parlamentari che s’impegnano nel mediare tra interessi e questioni nazionali, ma pur sempre nell’ambito di un sistema partitico europeo che risulta espressione di proiezioni nominalistiche ristrette. Gli stessi poteri reali del Parlamento Europeo andrebbero rafforzati in un’ottica di “utopia mite” e quelli della Commissione Europea dovrebbero conquistare la fiducia del PE, oltre che quella dei cittadini.

 

  • Umberto Ranieri, già Presidente della Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, è chiamato a concludere il giro d’interventi. Nel suo discorso, sottopone all’attenzione alcune criticità incontrate dal processo di costruzione europea, a partire dal progetto di Trattato di Costituzione europea fino al Trattato di Lisbona. Anch’egli sottolinea il ruolo essenziale del PE su un equilibrio istituzionale originale dell’Europa e ribadisce che il problema della democraticità del complesso comunitario è universalmente sentito, così come il bisogno di una valorizzazione delle componenti parlamentari come garanti della legittimità su base popolare. Un processo di costruzione europea che viene anche sfavorito da campagne mediatico-politiche locali tese soltanto a distruggere e che andrebbero invece contrastate da atteggiamenti equilibrati e tesi a sopperire al deficit di democraticità. In molti casi, la logica delle contrapposizioni politiche nazionali incide negativamente sul lavoro comunitario ed è questa una pratica nociva da contrastare più efficacemente. Anche attraverso la diffusione del Trattato di Lisbona che potrà consentire all’ Ue di giocare un ruolo maggiore e cruciale nella direzione della politica estera e di sicurezza comune e in altri ambiti in cui si avverte da tempo la necessità di un impegno comune, un impegno europeo.




9 maggio – E’ anche la Festa dell’Europa

9 05 2008

 

Oggi, 9 maggio, è il giorno in cui si ricorda l’uccisione di Aldo Moro, lo statista il cui cadavere fu trovato il 9 maggio 1978, esattamente 30 anni fa. Questa data ha assunto una valenza simbolica per commemorare le vittime del terrorismo ed oggi si celebra per la prima volta, al Quirinale, il «Giorno della memoria», istituito lo scorso anno “al fine di ricordare tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice”.

Sembra doveroso ricordarle.

 

Ma oggi, 9 maggio, è anche una giornata celebrativa “al positivo” e di cui gli organi di informazione parlano poco, la “Giornata dell’ Europa”, che quest’anno è incentrata sul dialogo interculturale, un concetto preso male alla lettera dal Ministro Bossi in una querelle con la Libia.   

 

Europe Day

On the 9th of May 1950, Robert Schuman presented his proposal on the creation of an organised Europe, indispensable to the maintenance of peaceful relations. This proposal, known as the “Schuman declaration“, is considered to be the beginning of the creation of what is now the European Union. Today, the 9th of May has become a European symbol (Europe Day) which, along with the flag, the anthem, the motto and the single currency (the euro), identifies the political entity of the European Union. Europe Day is the occasion for activities and festivities that bring Europe closer to its citizens and peoples of the Union closer to one another. (fonte: European-agenda.com)

 

Cade oggi la ricorrenza della dichiarazione Schuman, atto progenitore del processo d’integrazione comunitaria che ha dato vita all’Unione europea.

 

Un tema molto trascurato nel dibattito pubblico e politico più provincialistico, anche pre-elettorale, un’istituzione a volte denigrata, più o meno esplicitamente, nelle parole del di nuovo premier Silvio Berlusconi, che vede spesso l’Unione europea come un ostacolo alla sua concezione limitata della politica estera e internazionale. D’altronde lo stesso panorama dell’informazione dà prevalenza alle notizie sulla formazione dei nomi del governo e la lista dei ministri del Berlusconi IV o sul “governo ombra” del Pd, segno che la politica e l’informazione in Italia sono ben lontane dall’assumere un profilo più alto e di cultura moderna al di fuori dei propri confini.

 

Per cenni storici che hanno preceduto l’istituzione della Festa dell’Europa, rinvio al post dello scorso anno su questo spazio.

 

Qui voglio segnalare gli eventi nazionali messi a punto per la giornata europea e gli eventi locali organizzati per oggi e per i prossimi giorni dalle antenne d’informazione sul territorio “Europe Direct“.

 

Per spirito di condivisione europea, essendo una Festa celebrata in tutti gli Stati dell’Ue, reputo interessante indicare anche un sito in lingua francese sulla Journée de l’Europe, “Fête l’Europe”, in cui si riportano eventi continentali.

 

E, a livello locale, il convegno per la Festa dell’Europa che si terrà domani a Napoli: “Il Parlamento Europeo e la Democrazia nell’Unione”, presso Città della Scienza, promosso dalla Fondazione Mezzogiorno Europa e dalla Fondazione IDIS con il sostegno delle istituzioni regionale e europea.





EU tube – video (sexy?) di promozione del cinema europeo

13 07 2007


Da pochi giorni la Commissione europea ha lanciato il proprio spazio-account “EUtube” sul celebre sito youtube.com
.
Un’iniziativa lodevole per avvicinare i cittadini europei a saperi e programmi delle istituzioni comunitarie, in certi casi poco conosciuti al grande pubblico dei non addetti ai lavori e/o percepiti lontani dall’opinione pubblica.

Tra i primi video pubblicati, il maggior numero di visitatori è associato ad uno spot di promozione del programma “Media”, un progetto di sostegno, anche finanziario, al cinema europeo. Non sono mancate però critiche espresse in alcuni quotidiani, da rappresentanti delle istituzioni (in special modo un parlamentare polacco) e da cosiddetti “perbenisti” vari portanti lamentele per lo stile scelto e per le scene d’amore in esso contenute. Non mi sembra proprio che si tratti di pornografia e giustamente la Commissaria alla Comunicazione Margot Wallstrom ha difeso il video discusso. (“It‘s been a funny few days, with the usual suspects engaging in an unusual line of attack. Isn‘t it rather ironic to face the full collective moral censure of the Daily Mail and the Sunday Times over a rather innocent compilation of short love scenes from European art house movies? Do they honestly think that EUtube is the first place on the internet that people will search for pornography?”) 

Nel video, sono riportate alcune scene di amplessi tratte da film di successo, non film porno, della durata di pochi istanti e ben note tra gli appassionati di cinema. Tra i film citati in “Film lovers will love this”: “Il favoloso mondo di Amelie” del francese Jean-Pierre Jeunet, “La mala educacion” dello spagnolo Pedro Almodovar, “Le onde del destino” del regista danese Lars von Trier e gli italiani “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana e “The Dreamers” di Bertolucci.

Title: “Film lovers will love this”- Let’s come together





In Germania un G8 riscaldato dalla guerra fredda

6 06 2007

G8 Germania (ap,eurotopics.net) 

Sarà il tema del cambiamento climatico e la problematica del riscaldamento globale a tener banco durante la 3 giorni del vertice dei 7 paesi più industrializzati più la Russia che sta iniziando a Heilingendamm, nella zona baltica della Germania. La padrona di casa nonché Presidente di turno dell’Unione europea, (fino alla fine di giugno) la cancelliera tedesca Angela Merkel, si è prodigata in colloqui bilaterali con alcuni capi di Stato e di governo dei paesi partecipanti (Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Giappone, Canada e Stati Uniti, oltre alla già citata Russia) e in aperture verso la partecipazione di altri paesi ma appare difficile poter giungere ad un accordo sulle misure da adottare e gli obiettivi di lungo termine per ridurre l’inquinamento ambientale. Il tema sarà ripreso nella conferenza delle Nazioni Unite del prossimo dicembre. Ed è nel quadro delle Nazioni Unite sostenuto dalla Merkel che Bush non accetterebbe i limiti imposti e punterebbe ad un rinvio della discussione alla fine del 2008.

Malgrado un’annunciata svolta ecologista degli ultimi giorni, il Presidente George Bush, che si prepara ad una visita nel nostro paese che si terrà il 9 giugno e per la quale si prevede una manifestazione di protesta verso la sua politica imperialista, non sembra intenzionato a fare grandi passi e a convergere sulle proposte avanzate, come quella della cancelliera tedesca e del primo ministro giapponese Shinzo Abe, (al suo primo G8, così come il neo presidente francese Nicolas Sarkozy, mentre il premier britannico Blair è alla sua ultima partecipazione) che prevede di ridurre del 50% entro il 2050 le emissioni totali di gas a effetto serra, in rapporto al livello del 1990, andando oltre gli obiettivi del protocollo di Kyoto che scadrà nel 2012 e che non è mai stato ratificato dal presidente americano. Bush ha già fatto sapere che non prenderà iniziative se queste non saranno prese prima da paesi ad economia emergente come Cina e India, osservatori invitati ad una parte del vertice insieme a Brasile, Messico e Sudafrica (e Commissione europea nel suo Presidente Barroso).

Altri temi in agenda Leggi il seguito di questo post »





9 maggio – Festa dell’Europa

9 05 2007

 europe day (ec.europa.eu)  piano Schuman (ec.europa.eu)

Festa dell’ Europa e lancio del piano Schuman, 9 maggio 1950: Salone dell’Orologio del Quai d’Orsay, il ministero francese degli Affari esteri. Al microfono Robert Schuman; alla sua destra Jean Monnet.

Cos’è la festa dell’Europa?

 

Pochi sanno che il 9 maggio 1950 è nata l’Europa comunitaria e si festeggia la Giornata dell’Europa.
Quel giorno a Parigi la stampa era stata convocata al Quai d’Orsay, sede del Ministero degli Esteri, per una comunicazione della massima importanza. Le prime righe della dichiarazione del 9 maggio 1950 redatta da Robert Schuman, Ministro francese degli Affari esteri, in collaborazione con il suo amico e consigliere Jean Monnet danno un’idea dei propositi ambiziosi della stessa.

Jean Monnet e Robert Schuman (ec.europa.eu)

(traduzione italiana) “La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi,  proporzionali ai pericoli che la minacciano”. “Mettendo in comune talune produzioni di base e istituendo una nuova Alta Autorità le cui decisioni saranno vincolanti per la Francia, la Germania e i paesi che vi aderiranno, saranno realizzate le prime fondamenta concrete di una federazione europea indispensabile alla salvaguardia della pace“. 

colomba della pace (ec.europa.eu)

Ed ancora dalla dichiarazione: “Il contributo che un’Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche. L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”.«Il governo francese propone di mettere l’insieme della produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto una comune Alta Autorità, nel quadro di un’organizzazione alla quale possono aderire gli altri paesi europei».“La fusione della produzioni di carbone e di acciaio assicurerà subito la costituzione di basi comuni per lo sviluppo economico, prima tappa della Federazione europea, e cambierà il destino di queste regioni che per lungo tempo si sono dedicate alla fabbricazione di strumenti bellici di cui più costantemente sono state le vittime”.

fac-simile dichiarazione Schuman (ec.europa.eu)

Facsimile del progetto definitivo della dichiarazione di Robert Schuman del 9 maggio 1950. Si trattava della nona versione del progetto, che l’équipe di Robert Schuman portò a termine il 6 maggio 1950
(Fonte: Fondazione Jean Monnet per l’Europa, Losanna).

Tutto è cominciato quel  9 maggio e al vertice tenuto a Milano nel 1985 i capi di Stato e di governo hanno deciso di festeggiare questa data come Giornata dell’Europa. Ogni paese che ha democraticamente scelto di aderire all’Unione europea adotta i valori di pace e di solidarietà su cui si fonda la costruzione comunitaria. Questi valori si realizzano grazie allo sviluppo economico e sociale e all’equilibrio del contesto ambientale e delle varie regioni, fattori che possono garantire un livello di qualità della vita diffuso equamente tra i cittadini. L’Europa, come insieme di popoli consapevoli di appartenere ad una medesima entità avente culture analoghe o complementari, esiste da secoli, ma senza regole o istituzioni e la consapevolezza di questa unità di fondo non era mai bastata ad evitare i disastri. Oggi la meta è: costruire un’Europa che rispetti la libertà e l’identità di ciascuno dei popoli che la compongono, gestita in comune applicando il principio per cui “ciò che può essere meglio fatto in comune, deve esserlo”. Solo l’unione dei popoli può garantire all’Europa la sovranità sul suo destino e il suo prestigio nel mondo. Uniti nella diversità.

«Quello che dobbiamo costruire ora è un’unione di sentimenti e di intelletti, sostenuta da un forte senso della comunanza del nostro destino, che è la consapevolezza della nostra comune cittadinanza europea».
Romano Prodi, presidente della Commissione europea,
dinanzi al Parlamento europeo, 14 settembre 1999

(fonte foto ed informazioni: europa.eu, il portale dell’ Unione europea)

L’Unione europea è all’ascolto e al servizio dei cittadini. Pur mantenendo la sua specificità, le sue abitudini di vita, la sua lingua, ogni cittadino deve sentirsi a casa propria nella patria europea. La rete informativa europea è costituita dai centri Europe Direct, che organizzano manifestazioni anche nelle città italiane.