Il post – V-Day

9 09 2007

Grande successo ieri del V-Day, oltre 300.000 le firme che sono state raccolte per la proposta di legge di iniziativa popolare.

V-Day in P.za Dante-Napoli (foto di fabri.t,copyright)

C’ero anche io con le “persone per bene”, come detto da Grillo nel corso della diretta eco.tv e nella piazza di Napoli è stato gratificante ritrovare tante persone; alcune di mia conoscenza che so mal volentieri seguire manifestazioni di piazza e beghe della politica ma ben informate sui contenuti della proposta di Grillo e risolute nel firmare l’iniziativa, segno che le possibilità di risveglio di una sana consapevole coscienza collettiva ci sono e dovranno continuare ad essere promosse.

V-Day in P.za Dante-Napoli (foto di fabri.t,copyright)

Ho seguito il Tg 1 delle h 13:30 di oggi ed è stato dato un breve accenno al successo dell’iniziativa, che è andata ben al di là di ciò che i media tradizionali coprono. Ma il popolo di internet sa. Tra le reazioni dei politici, di cui non vale la pena riportare varie dichiarazioni di contributo poco qualitativo rispetto alla portata dell’evento, sembra che quella di Casini sia stata la più nervosa, indice delle difficoltà di un leader politico che vorrebbe mostrarsi attento alle istanze dei cittadini ma che non vuol ammettere la capacità di Grillo di portare in piazza tante persone e senza bandiere di partito. L’invidia di chi ha recentemente tentato di apparire partecipe alle nuove dinamiche media-politiche prestandosi al confronto su un forum e promuovendo l’immagine di uno pseudo test di sana condotta del politico antidroga ma che non ha abbandonato con il suo partito (Udc) e pochi elettori valori superati, espressione dell’ ipocrisia dei suoi esponenti, coinvolti in scandali a base di prostituzione, droga, contraddizioni nei diritti civili e richieste da vecchia casta politica. 

Chi invece ha dimostrato e continua ad esercitare attenzione per una giusta politica al servizio dei cittadini-elettori è Antonio Di Pietro. Ecco il votAntonio al banchetto delle firme: (da antoniodipietro.it, clicca sull’immagine e si aprirà il link alla pagina video di youtube)

Di Pietro firma al V-Day





Il referendum elettorale Guzzetta-Segni non propone una buona soluzione

14 07 2007


Il comitato promotore Guzzetta-Segni ha raccolto le firme per proporre un referendum elettorale, al fine di abrogare il sistema vigente. Certamente il meccanismo attuale ha determinato difficoltà, soprattutto al Senato e lo stesso autore (Calderoli della Lega Nord) lo ha chiaramente definito una “porcata”. (Poiché teso soltanto a creare difficoltà all’attività di governo della coalizione che, come previsto, sarebbe uscita vincitrice dall’ultima consultazione elettorale)

La nuova proposta non è la buona soluzione che tutti vorremmo. Esponenti dei Ds (verso il Partito Democratico) e di An si stanno prodigando per questa soluzione che permetterebbe loro, con Forza Italia, di spartirsi poltrone e poteri parlamentari a danno della miglior rappresentanza pluralistica del paese e a danno di quelle forze che, seppur inferiori numericamente, rappresentano in molti casi l’ancora di salvezza della democrazia rappresentativa e partecipativa, in quanto più consone all’ascolto delle istanze dei cittadini e meno legate al puro potere delle poltrone e degli inciuci.

Tra le ragioni di un no al referendum elettorale, riporto quelle dell’associazione Firenze per la Costituzione.

Tre motivi per non firmare il referendum elettorale Guzzetta – Segni (da firenzeperlacostituzione.it

  •  – consente ad una minoranza di governare il Paese: ripropone il principio della legge Acerbo del 1923 (voluta da Mussolini per garantirsi la vittoria elettorale del partito fascista) e stabilisce che la lista che ottenga più voti (anche un 25%) conquisti la maggioranza assoluta della Camera.
    Così non si elimina la frammentazione politica in tanti partiti e partitini ma s’incoraggia il formarsi di listoni eterogenei, alleanze opportunistiche destinate a sfasciarsi il giorno dopo le votazioni per ridar vita a una miriade di gruppi parlamentari.
    La proposta viola poi l’uguaglianza del voto, sancita dalla Costituzione per dare ad ogni cittadino il medesimo peso (art. 48) e mortifica il diritto di tutti i cittadini di scegliere liberamente il partito per partecipare alla determinazione della politica nazionale (art. 49).
  • mantiene le liste bloccate dei candidati, imposte dalle segreterie dei partiti e senza alcuna possibilità di scelta da parte degli elettori. In tal modo, viene accentuata la trasformazione dei partiti politici da strumenti di partecipazione democratica dei cittadini in comitati elettorali e centri di potere clientelare.
  •  – mantiene l’assurdo premio di maggioranza al Senato attribuito regione per regione, con le conseguenze negative che oggi si sono già verificate: parità tra i due schieramenti, o addirittura maggioranze diverse al Senato e alla Camera. Per questi e per tanti altri motivi la proposta di referendum Guzzetta-Segni deve essere respinta. Si deve respingere un referendum che anche i suoi promotori giudicano insufficiente. Certo, la legge elettorale vigente deve essere sostituita con una riforma in Parlamento che, in conformità ai principi della Costituzione, consenta a tutti i cittadini di scegliere i propri rappresentanti.


Anche io credo che il sistema elettorale vigente vada modificato ma diversamente da quanto proposto dal referendum.
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