Elezioni 6 e 7 giugno 2009: al voto !

5 06 2009
Elezioni europee giugno 2009

Elezioni europee giugno 2009

L’impegno personale nel seguire la campagna elettorale per le elezioni europee e in misura minore per la Provincia di Napoli non mi ha lasciato tempo per aggiornare il blog sull’andamento della stessa.

Non volendo usare questo spazio per dare indicazioni precise sul voto, invito semplicemente ad andare alle urne; una possibilità che possiamo usare, come la campagna di comunicazione istituzionale del Parlamento europeo ci ha suggerito nelle ultime settimane, con il motto “Usa il tuo voto” (“It’s your choice” nella versione inglese). Diversamente dalle ultime politiche, alle elezioni europee possiamo, oltre che barrare un simbolo di partito o di lista, esprimere al suo fianco fino a 3 preferenze, scrivendo i nomi e cognomi o solo i cognomi dei candidati di quella lista o partito.

Il piano di comunicazione istituzionale del Parlamento europeo per l’intera Ue è stato rifiutato e dunque non applicato nel nostro Paese dal Governo Berlusconi che ha invece prodotto propri spot allo scopo, duole pensare, di orientare politicamente la scelta di voto. Uno di questi ha avuto per testimonial una delle ragazze oggetto di note conversazioni telefoniche tra Saccà e Berlusconi. Ci sono anche state polemiche sugli spot per quanto riguarda le informazioni sul diritto di voto, attribuito “ai cittadini italiani che hanno compiuto i 18 anni”; dimenticando di rendere noto che i comunitari residenti nel nostro Paese, cittadini di altri Paesi dell’Ue, se inseriti in tempo negli elenchi elettorali, possono votare in Italia. 

Apprezzabile l’inchiesta partecipativa sulla pratica selvaggia dei manifesti elettorali abusivi, dossier fotografico raccolto sul sito Fai Notizia.

Come ampiamente prevedibile, si è parlato poco di Europa e per lo più da un punto di vista nazionale, con qualche eccezione.

Per gli indecisi, sulla rete è possibile testare la propria affinità con le forze politiche che si presentano alle elezioni europee grazie ad alcuni siti. Segnalo EU Profiler, anche se non l’ho trovato molto convincente perché l’esito, personalmente, mi è sembrato troppo orientato da una singola domanda, secca, sulle intenzioni di voto. Un’altra simulazione è su Vote Match Europe. Le issues sono anche qui piuttosto semplificate ma il test, diversamente dal precedente, indica una scelta che nelle urne non possiamo fare, tra gruppi politici europei. Non dunque sulle formazioni politiche italiane che si presentano alle elezioni europee. E’ interessante però confrontare la propria posizione su ogni tematica con quella di ogni gruppo europeo ed il comparare il proprio risultato con quello, aggregato in percentuale, degli altri internauti partecipanti.

Poi c’è sempre l’Euro-politometro di Repubblica e il suo speciale elezioni 2009 che resta un puntuale riferimento per seguire lo spoglio e i risultati, così come i siti istituzionali del Ministero dell’Interno – Speciale elezioni e quello del Parlamento europeo.

Al voto dunque!





Festa della privacy dei contribuenti

1 05 2008

 

Oggi, 1° maggio, giornata internazionale del lavoro e dei lavoratori, ci si sofferma sulla triste constatazione che il bollettino dei caduti sul lavoro nel nostro Paese si aggiorna quotidianamente.

Da non trascurare, oltre al grave problema delle morti bianche, anche quello legato alle difficoltà di coloro che hanno un lavoro precario, che precarizza la vita stessa; a questo proposito, anche quest’anno in tante piazza d’Europa la manifestazione EuroMayDay.

 

L’altra notizia più titolata sui media tradizionali e che ha acceso anche la Rete, riguarda la decisione di ieri di Vincenzo Visco, viceministro uscente dell’Economia, di disporre con decreto il provvedimento di pubblicazione sul sito dell’Agenzia delle Entrate, a firma del suo direttore Massimo Romano, dei nominativi e dei redditi dichiarati, con le imposte versate, di tutti i contribuenti italiani, relativi al 2005 e accessibili a tutti. Il sito, dopo alcune ore durante le quali è stato preso d’assalto dai curiosi amanti del gossip, è stato bloccato dallo stop del Garante della privacy, Francesco Pizzetti ma in queste ore si stanno diffondendo i dati attraverso il peer-to-peer di Emule e probabilmente attraverso altre possibilità come le cache dei motori di ricerca e chissà quanto altro.

Per alcune ore è stato possibile e molto semplice sbirciare sulle informazioni personali, sui redditi e le imposte sia di personaggi pubblici famosi, (ci sono giornali che subito ne hanno fatto una notizia carica di dati sui vip) sia di cittadini comuni, che si sono così visti spiati dal proprio vicino di casa, tenendo conto che lo spettegolare in casa d’altri e a questo punto perfino nelle tasche, è un’arte italiana ben sviluppata, segno di un decadimento culturale e di valori.

 

La polemica nasce dal problema della violazione della privacy. (Legge 196/2003) Mentre è infatti vero, come ha spiegato con un comunicato l’Agenzia delle Entrate, che una legge stabilisce la pubblicità dei dati e che la predisposizione degli elenchi dei nominativi dei contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi è prevista dall’articolo 69 del Dpr numero 600 del 1973, e che tali elenchi erano a disposizione per la consultazione sia negli uffici dell’Agenzia che nei Comuni, è una novità inquietante che si sia deciso di renderli pubblici on line, senza darne un’informativa specifica nelle dichiarazioni e dunque rendendoli così accessibili, senza richiesta motivata, a qualunque curioso.  

 

Molte sono le reazioni da parte delle associazioni dei consumatori, che stanno ragionando su azioni legali da intraprendere per permettere ai cittadini di chiedere il risarcimento dei danni di violazione della privacy (in primis il Codacons ha predisposto un modulo on line per promuovere una causa collettiva) e, naturalmente e immancabilmente, è scoppiata la polemica politica. A questa ha contribuito una dichiarazione alla stampa di Visco, inopportuna come le seguenti fornite dallo stesso ex vice-ministro nel corso delle ore dopo l’accadimento.

 

Tra le reazioni irretite, molto evidenziata dai quotidiani è stata quella di Beppe Grillo, che in post sul blog dal titolo “La colonna infame” si è espresso duramente sulla vicenda. Alcune sue frasi:

 

“I rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell’Agenzia delle Entrate. I nullatenenti e gli evasori non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato, rapinato.

 

Dopo l’indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l’indirizzo di casa dei contribuenti.

 

Il rapporto fiscale è tra il privato cittadino e lo Stato e tale deve rimanere.”

 

Navigando in rete si trovano commenti di chi manifesta stupore sulle esternazioni di Grillo e qualche giornale ne ha approfittato per continuare la propria battaglia anti-Grillo mettendo in evidenza come vi siano, tra gli stessi frequentatori del blog di Grillo e tra i suoi sostenitori giornalisticamente noti come “grillini”, coloro che si sono dichiarati d’accordo su una cosiddetta operazione di trasparenza (secondo le affermazioni difensive di Visco) e contrari alla critica di Grillo.

 

Ma, indipendentemente dal fatto che sulla rete siano circolati anche i numeri sui suoi redditi (che siano cospicui credo molti lo sappiano) e che la cosa da buon genovese l’avrà contrariato, penso abbia ragione Grillo; Leggi il seguito di questo post »





Oxygen, la scienza per tutti. Come comunicare ricerca e innovazione – dal Festival del Giornalismo

11 04 2008


Il grande pubblico, su tutti i media, dimostra un interesse crescente verso le tematiche della scienza e le loro ricadute nella vita quotidiana. Il giornalismo di settore deve dunque permettere anche ai “non addetti ai lavori” di avvicinarsi alla ricerca e all’innovazione, creando un canale di comunicazione diretto fra scienza e società reale. La sfida per il giornalista scientifico sta nel rendere comprensibili le meraviglie del mondo scientifico pur rispettandone la complessità. Il caso della rivista Oxygen.

 

Ne parlano:

 

·         Vittorio Bo, presidente Codice Edizioni e direttore editoriale Oxygen

·         Marco Cattaneo, direttore della rivista Le Scienze

·         Gianluca Comin, direttore relazioni esterne ENEL e direttore responsabile Oxygen

·         Giuseppe O. Longo, professore ordinario di Teoria dell’Informazione all’Università di Trieste

·         Michael Specter, giornalista e inviato scienze e salute del The New Yorker

 


Marco Cattaneo
introduce il dibattito chiarendone i motivi e le finalità: parlare di educazione scientifica, comunicare la scienza in maniera accessibile al grande pubblico ed esporre come questo viene fatto da Oxygen, una rivista di divulgazione scientifica a cura dell’Enel. Le riviste di settore attraversano da anni una crisi, aggravatasi dalla chiusura di alcune tra le più rinomate, come Newton che ha recentemente terminato le pubblicazioni. Lo stesso dicasi per i format televisivi, solo alcuni resistono con difficoltà.

 

Gianluca Comin parte dalla constatazione di un anomalo deficit italiano per spiegare le motivazioni che hanno spinto l’Enel a creare una rivista di divulgazione scientifica, anche in lingua inglese per avere un’apertura internazionale.

In effetti, interviene Vittorio Bo, in Italia dove esiste una tradizione di cultura d’impresa anche nell’ambito dell’editoria, prevalgono pubblicazioni a stampa dal carattere sensazionalistico, il cosiddetto gossip, che risultano essere di più facile lettura ed interesse.

 

Michael Specter spiega che anche negli Usa prevalgono taluni aspetti di sensazionalismo. In America, dice, sarebbe difficile finanziare una rivista di settore di tal genere; le aziende editoriali non sarebbero interessate poiché non crederebbero in un buon ritorno economico. Nell’ambito statunitense esistono comunque riviste che si occupano di scienza ed esistono anche figure particolari di correttori (fact-checkers), come al New Yorker, persone ossessionate dalla ricerca dei fatti reali e che controllano l’esattezza perfino delle singole parole nell’articolo sia scientifico sia di altro genere. Avere i fact-checkers è importante, afferma Specter, ma bisogna tener conto che va lasciato uno spazio a chi scrive, un margine di espressione che non sia costituita solo da precisione ma che possa rivelarsi come informazione interessante, attrattiva per il lettore.

 

Dal punto di vista accademico e culturale, Giuseppe Longo spiega la prevalenza della tecnologia sulla scienza e invita a riflettere sul rapporto tra scienza diffusa e cultura e sull’impatto culturale della scienza. Sta agli esperti esercitare la funzione di divulgazione ma il loro ruolo è contraddittorio perché più il pubblico diventa informato meno crede ipse dixit negli esperti; questo timore frena a volte la vera e più ampia divulgazione scientifica.

 

Certo, la scienza non è mai facile, mai si o no, mai bianco o nero, commenta Specter e un punto fondamentale è che dobbiamo essere meglio educati ad essa, non relegarla acriticamente agli esperti.

 

Anche i Festival della scienza che hanno uno scopo divulgativo non possono supplire ad un’insufficienza di base sulla cultura della scienza, spiega Bo. Il Festival, quando ha successo, è un media ma, sulla base dei dati sull’iscrizione all’università degli ultimi 10 anni, non è sufficiente ad incrementare le immatricolazioni alle facoltà scientifiche, in netto calo tendenziale sia in Italia quanto negli Usa, conferma Specter. La contaminazione tra culture, quella umanistica e quella scientifica si rende necessaria, come una sorta di aggancio. Questo farebbe si che anche la scienza possa divenire comprensibile ai più, se comunicata efficacemente al grande pubblico.

 

Tornando al tema dell’approccio della rivista al mondo editoriale, Comin sottolinea che pur essendo questa il prodotto di un’azienda e che potrebbe essere considerato di parte e a scopo promozional-aziendale, non è per il solo credo aziendale che essa si presenta. La credibilità e l’apprezzamento che va incontrando è dovuto anche alla preparazione specifica dei vari contributori, che non provengono tutti dal mondo tecno-scientifico in senso stretto. 

Lo scienziato che contribuisce con un suo scritto alla divulgazione deve essere capace, per effetto della contaminazione di cui sopra, di parlare ad un pubblico di non addetti ai lavori ed ecco l’utilità di un approccio di contaminazione tra la cultura scientifica e quella umanistica.

 

Longo ribadisce che bisogna fare uno sforzo per contaminare queste culture.

E critica gli specialisti che credono che la divulgazione sia una perdita di tempo. Spesso la tecnoscienza è percepita come un soggetto arido ed il compito di comunicarla è utile proprio per renderla più leggibile da tutti, in modo da combattere l’analfabetismo scientifico di massa.

Specter denuncia che l’analfabetismo scientifico in America è molto basso, più di quanto si credi al di qua dell’Atlantico e che gli scienziati sono spesso chiusi nel proprio sapere, il che costituisce l’approccio contrario al concetto di divulgazione.

 

Seguono interventi sulla presentazione e la qualità della rivista, che cerca un linguaggio non paludoso, avvalendosi anche di immagini e di uno stile grafico apprezzato dai lettori.

 

Il linguaggio e lo stile comunicativo sono le carte vincenti per comunicare scienza, ricerca e innovazione, utilizzando la comunicazione di tipo divulgativo non per indottrinare accademicamente ma per condividere conoscenza, incontrando così l’interesse del grande pubblico anche dei non addetti ai lavori.





Il Sismi sulla democrazia

7 07 2007


Resto allibito dalle scottanti notizie che sempre più spesso provengono dal sottobosco della politica, soprattutto istituzionale, negli ultimi tempi. Il ritrovo di dossier archiviati nella ex sede del Sismi, ora non più operativa, appunti di un team fedele all’ex direttore del Sismi, il generale Nicolò Pollari (attualmente consigliere di Palazzo Chigi, della Presidenza del Consiglio) suscita clamore e incredulità. E’ un’emergenza istituzionale, oltre che democratica. “Un atto di eversione contro la democrazia in Italia”, come ha giustamente descritto Beppe Grillo nel suo post Berluscagate. Un apparato dello Stato che s’impegnava al di là dei suoi compiti istituzionali in un controllo illegale e calunnioso, secondo la denuncia del Csm, di un altro corpo dello Stato, la Magistratura; organo indipendente secondo la Costituzione ma violato nella privacy, intercettato, spiato anche nella corrispondenza privata. Spiate anche altre personalità democratiche. Magistrati italiani e europei, giornalisti, appartenenti ad associazioni e uomini di cultura fatti oggetto di un lavoro spionistico con l’intento di “neutralizzarne” e d’intimorirne l’azione. Una lunga lista, leggendo i documenti segreti ritrovati, in cui veniva spiegato chi fossero, i loro orientamenti politici e come “tenerli a bada” al fine di fiancheggiare il governo in carica dal 2001 al 2006 ed il suo Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che in prima battuta ha dichiarato di non saperne niente.

Il Sismi dovrebbe occuparsi di terrorismo internazionale, in un’opera di monitoraggio dell’integrità dello Stato, onde prevenire eventuali attacchi da forze irregolari interne ed esterne al Paese. Ma fare oggetto il nostro Paese di tali atti equivarrebbe a sparare sulla Croce Rossa. Per cui di questa unità, il “Servizio Segreto militare italiano”, non se ne sente neppure l’utilità.

Al tempo in oggetto al servizio di Nicolò Pollari, dipendente dal Ministro della Difesa (per il periodo preso in esame, Antonio Martino di An) e con ordini diretti dal Presidente del Consiglio (Silvio Berlusconi), secondo la denuncia del Csm, il Sismi avrebbe sviluppato un’opera di spionaggio illegale che sembrerebbe presupporre un disegno politico.La mafia, la camorra attecchiscono il tessuto sociale ma quello simil-istituzionale come si sviluppa, con quali metodi e meriti viene gestito?

Una sfilza di nomi ragguardevole. Leggi il seguito di questo post »