Il governo vuol ‘accorpare’ le festività civili. E non per un colpo di calore

19 08 2011
No soppressione festività civili

"No soppressione feste civili"

(immagine tratta dal blog: http://soppressionefestecivili.blogspot.com/)


Sarebbe meno preoccupante se si potesse imputare alle calde temperature la causa per cui, tra luci ed ombre presenti nelle misure anti-crisi approntate in questo mese di agosto dal governo Berlusconi, sia stata proposta quella di accorpare (ma si potrebbe dire anche “accoppare” e comunque sopprimere, de facto) le festività civili del nostro Paese, (insieme a quelle dei Santi Patroni e già San Gennaro a Napoli non è d’accordo, per così dire) in modo che “le stesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica” (art. 1, comma 24 del Decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138).

Sono quelle di celebrazione laica di avvenimenti storici, in ordine da calendario: il 25 Aprile, il 1° Maggio, il 2 Giugno; le date che hanno significato la Liberazione dal Fascismo, il valore del Lavoro e la scelta di democrazia costituzionale della Repubblica.

Purtroppo non è quello il motivo; lo è, invece, la volontà già più volte espressa di sminuire la considerazione degli eventi che hanno arriso all’Italia ma non, fatte le proiezioni storiche, al pensiero settario dell’attuale governo.

Si pensi a cosa succederebbe nell’opinione pubblica se, per esempio, in Francia si decidesse di spostare la festa nazionale del 14 luglio ad un altro giorno, precedente o successivo.

Peraltro, l’introduzione di tale disposizione non sembrerebbe poter produrre rilevanti ricadute economiche vantaggiose; anzi, potrebbe aversi una contrazione di consumi, come fanno notare gli operatori del turismo, con conseguenze dannose per il motore dell’economia nazionale.

Ma la questione è anche di principio, di identità e riconoscimento dei valori fondanti della nostra storia democratica e memoria civile.

Tra le voci di contrarietà espresse in rete, a sostegno della posizione espressa dall’“Anpi”, l’Associazione “Articolo 21” ha lanciato un appello, con raccolta di firme, “contro l’abolizione delle feste del 25 Aprile, del 2 Giugno e del Primo Maggio; alcuni docenti universitari promuovono a loro volta un appello, anche attraverso una pagina Facebook, con petizione per il “No alla soppressione delle feste civili”. Altre iniziative, come la petizione della CGIL, stanno nascendo.

Sperando in un suo rinsavire e in uno scatto d’orgoglio nazionale perfino in questo governo, continuerei ad ogni modo a festeggiare i tre bellissimi eventi storici nelle loro rispettive date reali e originali.





Percezione di sicurezza o realtà: morti bianche, corruzione..

7 08 2008

 

Post sessantottini. O ladri, delinquenti, stupratori. Rientrano in tali definizioni, secondo il Ministro della Difesa La Russa, i contrari alla presenza dei militari nelle città, presenti da lunedì scorso in 21 province italiane. Il Sindacato Italiano Lavoratori della Polizia Locale ha espresso contrarietà verso il provvedimento e verso l’involuzione creata a  discapito dei suoi rappresentati dal famigerato pacchetto sicurezza. Comuni e onesti cittadini non convinti della bontà dell’iniziativa scrivono post sessantottini sui blog. Questi eversivi sovvertitori dell’Ordine pubblico.

 
Tant’è, i militari sono giunti anche a Napoli, dove il bisogno di sicurezza è molto sentito; qui ne sono arrivati “ben” 179, neppure fossero i berretti verdi. Saranno impiegati per 6 mesi (rinnovabili, devono avere un contratto a progetto o in qualche modo precario come piace al Governo) in compiti di pattugliamento congiunto con le sminuite Forze dell’Ordine, nella sorveglianza di “obiettivi sensibili” di un fantomatico terrorismo e nel controllo esterno dei Centri per gli immigrati. Sperando non possano dare man forte ad iniziative come quella recente in cui, dopo che un gruppo di migranti e richiedenti asilo era stato deportato da un complesso abitativo nel quartiere napoletano di Pianura (zona Trencia) senza aver individuato una destinazione, ha fatto seguito un increscioso episodio di botte nei pressi del Duomo di Napoli. E’ consigliabile a tal proposito un manuale di formazione alla nonviolenza per le Forze dell’Ordine, da tenere a mente nelle situazioni di tensione.Quasi non passa giorno nella città partenopea senza che le tensioni (in)civili si acuiscano, determinando il crescere di un clima d’intolleranza e di razzismo sempre più forte. Berlusconi ha recentemente dichiarato che Napoli è tornata in occidente, dopo la fine dell’emergenza rifiuti; se è questo l’occidente che intende, la sua civiltà è in grande declino. Si respira un clima di cui cittadini, istituzioni, partiti e associazioni criminali hanno responsabilità trasversali. Note la politica di propaganda anti-immigrati del Governo, accusato di razzismo a più riprese da organismi europei e istituzioni dell’Ue, i movimenti anti-rom d’ignoranza popolare in diversi quartieri, i manifesti anti-rom del Partito Democratico a Ponticelli, non ultima in questo filone è stata la presa in carico su base etnica, da parte del Comune di Napoli, dello sgombero della palazzina sopraccitata a Pianura, avvenuta diversamente per i locali e per gli immigrati, di cui se ne sono occupati due diversi assessori, trovando un alloggio immediato per i primi e lasciando all’addiaccio i secondi. Quella napoletana e italiana non sembrano affatto democrazie occidentali.

A Roma, il sindaco Alemanno (oggi protagonista di una proposta di divieto di rovistare nei cassonetti) ha specificato che i militari avranno un ruolo defilato, poco visibile e soprattutto non saranno presenti sui percorsi d’interesse turistico. A Napoli è stato definito un solo obiettivo sensibile, il consolato americano ma a molti, da queste parti, la questione terrorismo rammenta la barzelletta diffusa in rete sul tentativo di attentato da parte degli inviati di Osama. Ieri si è appreso della prima condanna del tribunale militare statunitense per l’ attentato terroristico dell’11 settembre ed è nei confronti dell’autista di Bin Laden (!)

Non si vuol nutrire la fantasia del Governo, per tale scenario; se esso dovesse diffondere la percezione di un pericolo, come fa per la questione sicurezza tutta, si potrebbe pensare che lo spunto provenga da qui. Ancora non si ha notizia, infatti e come in genere in questo periodo, dell’arresto di presunti terroristi intenti a progettare attentati sul territorio italico. Ora che ci sono anche i soldati, la notizia potrebbe essere “creata” per rinforzare la percezione indotta dell’utilità di questi nelle città.

Dalle nostre parti, digiamolo a La Russa, il vero obiettivo sensibile è costituito dalla monnezza e gli attentatori non sono né iracheni né talebani. Leggi il seguito di questo post »