Festa dell’Europa 2013; a Napoli, a “Città della Scienza”

9 05 2013


La Festa dell’Europa 2013 (Europe Day), oggi 9 maggio, a Napoli si celebra anche quest’anno e per più giorni a “Città della Scienza“, come negli anni precedenti.

In specie con e per i giovani e gli studenti, (ri)costruiamo il “Science Centre” e più spazio ai diritti di cittadinanza europea (2013 Anno europeo dei cittadini).

9 mai 2013 - Journée de l'Europe

9 mai – Journée de l’Europe. Affiche 2013: L’ENJEU, C’EST L’EUROPE IL S’AGIT DE VOUS (europa.eu, © Union européenne, 1995-2013)





NO all’abolizione del valore legale del titolo di studio

23 04 2012

"La cultura si mangia!" (vignetta di Vauro tratta da "MetropoLiS")

"La cultura si mangia!" (vignetta di Vauro tratta da "MetropoLiS", click link immagine)


Ultime ore, fino a domani 24 aprile 2012, per partecipare alla consultazione pubblica sul valore legale del titolo di studio.

Il questionario da compilare online sul sito del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca può essere fatto oggetto di critiche sulla tendenziosità di alcune domande, sull’insufficienza del quadro documentale, su difetti riguardanti le semplici(stiche) modalità di accesso, queste ultime sulla base di quanto riportato da chi ha provato ad accedervi usando uno pseudonimo.

Malgrado tali criticità e benché sia stato poco pubblicizzato, pressoché soltanto al momento del lancio dell’iniziativa da parte del governo Monti e del ministro Profumo, ad avviso di chi scrive è utile esprimere il proprio orientamento, in specie da parte degli addetti ai lavori e tra questi gli studenti, rispondendo da subito – con il proprio vero nome – anche in semplice accordo/disaccordo alle principali domande (per le quali occorre poco tempo – nda); a tal fine si consiglia di consultare le indicazioni fornite dalla “Rete della Conoscenza”, che ha redatto un prontuario di aiuto su “come rispondere al questionario del Ministero” (ad uso dei contrari all’abolizione, sia chiaro).

Inoltre, da alcuni giorni e fino alle h. 23:59 del 15 Maggio 2012 (questo è il modo corretto d’indicare le scadenze, non come fanno in maniera superficiale al Miur) è presente in rete anche un contro-questionario, ispirato dall’“Assemblea per l’Università Bene Comune/”Convenzione per una scuola bene comune”, che non s’intende segnalare a scopo di alternativa a scapito di quella del Ministero ma come elemento di confronto e di partecipazione.

L’autore del presente scritto sostiene una posizione di contrarietà all’abolizione del valore legale del titolo di studio, eventualità che determinerebbe effetti di discriminazione in ambito pubblico tra chi consegue (o abbia conseguito) per es. una laurea presso un’università cosiddetta “di serie A”, classificata come tale sulla base di calcoli e fattori la cui oggettività risulterebbe sempre fortemente opinabile; avrebbero più peso le finanze dell’ateneo dunque i probabili maggiori costi delle tasse d’iscrizione di chi potrebbe permetterseli, in molti casi per censo familiare, a scapito di una stessa laurea conseguita presso un’università considerata “di serie B”, dal costo più contenuto, accessibile ma plausibilmente penalizzata da un ranking inferiore. La valutazione delle università esiste già ma qui si avrebbero risvolti negativi diversi. Gli effetti di tale differenziazione tra titoli che oggi sono uguali per legge si riverserebbero, per quella che è la proposta del Governo ora sottoposta a discussione, nell’accesso ai concorsi pubblici, che vedrebbero posizioni di privilegio per i portatori di un titolo di università A piuttosto che B e anche in ordine all’accesso alle professioni e alle progressioni di carriera nella PA, per le quali non sarebbe più necessario uno specifico titolo di studi di livello superiore.

Un altro tema in discussione, a questo collegato, è la sciagurata ipotesi di sminuire il valore del voto di laurea, sempre nel settore del pubblico impiego, nel quale non sarebbe considerato il suo punteggio.

Tali elementi, insieme alla considerazione ideale che a parità di titolo si dovrebbero avere uguali opportunità lavorative post-laurea di partenza, non discriminate sulla base della provenienza di università (e Regione) ma basate su merito e impegno personale in un percorso di titolo definito, all’importanza di un riconoscimento giuridico dei titoli di studio seguendo anche l’impegno dell’Ue nel riconoscere un sistema comune d’istruzione superiore e di accesso professionale, fanno “gridare” senza dubbi il NO all’abolizione del valore legale del titolo di studio.





Napoli: tra i rifiuti, quelli di Lettieri al confronto

12 05 2011

Morcone e de Magistris a Sky Tg24; Lettieri assente

Morcone e de Magistris a Sky Tg24; Lettieri assente

(immagine tratta da pupia.tv)

Gianni Lettieri continua a disertare il confronto con altri candidati a sindaco di Napoli. Ieri ha saltato quello tenutosi presso la TGR Campania – RAI in occasione della seconda “tribuna elettorale”, assenza della quale, ha riferito il moderatore, si è scusato perché preso da altri impegni; ieri l’altro, il faccia a faccia televisivo a Sky Tg24. Lettieri non si presentò e senza dare preavviso neppure al confronto pubblico con i giovani e gli studenti organizzato da un giornale universitario.

Tra le sue scarse presenze, vedremo se ve ne saranno altre, quella alla prima tribuna elettorale TGR Campania – RAI (video), dove peraltro fu l’unico a mostrare segni d’intolleranza e nervosismo, interrompendo un altro candidato; qualcuno avrebbe dovuto spiegare a Lettieri che in spazi di tal genere ognuno esprime semplicemente le proprie proposte ed è tremendamente scorretto interrompere qualcuno, anche se si è stati nominati, come eventualmente avviene in alcuni talk show.

– Lettieri ha tra i suoi sponsor politici Cosentino, per il quale c’è stata la richiesta di custodia cautelare con l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica, Berlusconi (che non ha bisogno di commenti) ed ha tra gli alleati del principale partito a sostegno la Lega Nord dei Maroni e Borghezio, il quale pochi giorni fa ha usato parole offensive per descrivere la città di Napoli.

– Lettieri è sostenuto da un mucchio di partiti e listarelle su cui sono in corso più indagini dell’operazione “liste pulite”. Lettieri non rappresenta in positivo gli elettori del centrodestra.

– Lettieri, sul problema dei rifiuti, non propone soluzioni organiche e vuole l’inceneritore a Napoli est.

– Lettieri ha incassato il sostegno pubblico di un gruppo di ex-amici del centro-sinistra bassoliniano, in prova ora in un’altra collocazione di pensiero.

– Il curriculum di Lettieri imprenditore non è descritto propriamente di successo; nel contesto industriale da cui proviene sono presenti considerazioni negative come quelle di D’Amato.

– Della faccia di Lettieri è tappezzata e imbrattata Napoli (motivo di per sé sufficiente a non votarlo, appoggio la campagna di sensibilizzazione promossa dall’Associazione studenti napoletani contro la camorra) con grandi spese del Pdl (che poi recupera con i nostri rimborsi elettorali) per manifesti (abusivi quando al di fuori negli spazi preposti) riportanti il motto “Far vincere Napoli” fino a che il Napoli calcio, qui la sua strumentalizzazione in cui cascano o rischiano di cascare anche degli appassionati sportivi, ha malauguratamente preso delle sconfitte; di seguito, su probabile consiglio del suo manager elettorale Velardi, ex assessore di Bassolino, ha cambiato motto passando ad un’espressione che in genere riassume chi ha pochi argomenti suoi e si appoggia a quelli di altri: “quello che ci vuole”.

Aggiungo: per far perdere definitivamente Napoli.





Il Corriere dell’Univ. e i candidati sindaco a Napoli: iniziativa deludente

27 04 2011


Fondamentalmente, considererei quella del Corriere dell’Università un’iniziativa lodevole; alla prova dei fatti, però, l’incontro a cui ho preso parte stamane presso “In Campus” mi ha deluso, per responsabilità di un paio di persone che un semplice curioso non si aspetterebbe.

Non si tratta del candidato sindaco (oggi Luigi de Magistris) né dei giovani delle associazioni studentesche che hanno dato i loro rispettivi contributi al dibattito ma, per quanto riguarda oggi, di una candidata del Pdl, la Sig.ra Paliotto che, presente tra il pubblico nella doppia veste di cittadina-elettrice e di candidata al Consiglio comunale, ha ottenuto di intervenire per tanto, troppo tempo rispetto agli altri, come permesso dal cosiddetto ‘moderatore’ Mariano Berriola, direttore del Corriere dell’Università Job. La signora si è prodigata in una lunga serie di interventi per lo più non attinenti i temi d’interesse per i giovani, gli studenti delle associazioni e il dibattito su Napoli in sé con domande strumentali tese ad avviare un suo confronto-provocazione con il candidato sindaco per un proprio tornaconto in termini di visibilità e propaganda elettorale. Ha consumato così molto del tempo dell’incontro pubblico altrimenti destinato ai più giovani e agli studenti, come da mission annunciata dell’iniziativa.

D’accordo che siamo in periodo di campagna elettorale ma ci sono altri modi e corretti, di porsi; è legittimo porre delle domande da parte di chiunque tra gli astanti ma la missione della presenza di questa signora, resasi sempre più evidente a tutti, è stata quella di strumentalizzare l’incontro con l’invitato candidato sindaco per pubblicizzare la propria candidatura (al Consiglio). Ha fatto anche una proposta: aumentare il costo dei biglietti per i trasporti pubblici! (Recentemente il costo del biglietto “Unico” è aumentato a fronte di una diminuzione del servizio, decisione che ha suscitato molte proteste).
Per cronaca riporto che anche un’altra candidata al Consiglio, Simonetta Marino dell’IdV, utilizzando però un tempo di intervento accettabile, si è presentata come tale (lei si) ed ha posto una domanda, non accomodante, malgrado l’IdV sostenga de Magistris; segno che de Magistris può essere considerato un candidato civico e indipendente, diversamente da coloro che sono espressione dei soliti partiti.

La distorsione, comunque, si è resa possibile grazie alla condotta da ‘moderatore’ del direttore Leggi il seguito di questo post »





Convegno “Il Parlamento europeo e la democrazia nell’Unione”

12 05 2008

 

Presso “Città della Scienza” a Napoli, nell’ambito di una tre giorni di attività ed eventi rivolti in particolare al mondo scolastico e giovanile e dedicati alla celebrazione della Festa dell’Europa del 9 Maggio, sabato 10 maggio l’incontro dal titolo “Il Parlamento Europeo e la democrazia nell’Unione”, con la partecipazione di gruppi di studenti delle scuole superiori, docenti e visitatori interessati alla tematiche europee.

 

Il programma del convegno, organizzato dalla Fondazione IDIS-Città della Scienza e dalla Fondazione Mezzogiorno Europa, con i patrocini della Regione Campania, Europe Direct Napoli e Unione Europea:

 

 

Programma convegno (mezzogiornoeuropa.it) 

 

Dopo il saluto di presentazione dell’iniziativa, affidato al direttore della Fondazione IDIS, Luigi Amodio, seguìto dall’introduzione al tema da parte del Presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa e coordinatore della giornata, Andrea Geremicca, gli interventi dei relatori invitati.

 

  • Clara Albani, Responsabile dell’Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo, espone per prima il tema che fa da cornice al dibattito. In considerazione di una platea costituita prevalentemente da giovani studenti, legge un documento personale attraverso il quale illustrata le origini, le funzioni e lo sviluppo storico del Parlamento Europeo, sottolineando come esso sia l’unica grande istituzione europea ad essere legittimata dal voto del popolo e che il concetto di democrazia nell’Unione che essa tende a sviluppare sia quello originario del demos, il governo del popolo.

 

  • Vittorio Calaprice, presentatosi come “semplice” funzionario della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e dicendosi lieto di essere stato invitato al dibattito con altri rappresentanti delle istituzioni e della cultura, ricorda come l’edizione 2008 della Festa dell’ Europa ricorra nell’anno europeo del dialogo interculturale e che per l’anno prossimo il tema scelto dall’Europa verterà sulla creatività e l’innovazione.  Calaprice mette in evidenza quali saranno le prossime sfide dell’Europa, citandone in particolare quattro: quella di essere un soggetto capace di reggere l’economia della globalizzazione; quella di affrontare i problemi dell’energia e del cambiamento climatico; i problemi dell’immigrazione e quello dell’ordine mondiale, a stretto giro con la lotta al terrorismo internazionale. Rammenta l’importanza e la necessità che le istituzioni europee siano fatte oggetto di conoscenza da parte dei giovani e a questo proposito rende nota la prossima realizzazione di un Centro Europeo per i giovani che nascerà a Roma.

 

  • Gianni Pittella, Deputato Europeo e Capo della Delegazione italiana del PSE al Parlamento Europeo, pone questioni di natura più politica domandando come mai, di fronte a problemi sempre più sovranazionali, non si comprenda la necessità di trovare soluzioni sovranazionali; annota infatti quanto, di fronte a tante questioni, si sviluppino reazioni di chiusura nei confini nazionalistici.                                                                                                       Pittella riconosce propri meriti per aver contribuito all’ampliamento del programma Erasmus, non più destinato come fino a qualche anno fa ai soli studenti universitari ma esteso a quelli delle scuole superiori e agli impiegati, del settori pubblico e di quello privato. Un problema su cui chiede maggiore sensibilità è legato alle risorse e al bilancio dell’ Ue. Noi tutti, spiega Pittella, chiediamo programmi e risorse all’ Unione Europea ma non le forniamo un sostegno economico sufficiente per renderla più forte e capace fintanto che il contributo di ognuno di noi ammonta a circa 50 centesimi al giorno.                                                                                                                       Il discorso politico-economico tocca alcune proposte che non solo di recente sono state formulate anche da Tremonti e dal nuovo governo e l’eurodeputato si dichiara d’accordo, al di là dell’appartenenza politica, a dar vita agli Eurobond e all’utilizzo delle riserve auree nazionali delle banche centrali allo scopo di creare un Fondo d’integrazione al bilancio europeo. Il discorso più generale riporta alla percezione e alla considerazione dell’ Europa, con la constatazione di come l’Europa non sia stata quasi mai citata durante l’ultima campagna elettorale e che solo più recentemente sembra ricevere attenzione al fine primario di modificare la legge elettorale per averne un effetto anche in Europa.

 

  • Matteo Pizzigallo, Professore Ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali presso l’Università “Federico II” di Napoli, lancia diverse critiche costruttive e ragionate sulla democrazia nell’ Unione Europea. Agganciandosi ad un’osservazione precedente di Pittella afferma come spesso, su molti problemi, si facciano solo dichiarazioni propagandistiche poco utili alla loro risoluzione e mette in luce un problema di legittimazione popolare di alcune istituzioni come la Commissione Europea, espressione di nomine fatte dalle maggioranze politiche nazionali e non da un vero governo sovranazionale. Bisognerebbe pertanto rafforzare la partecipazione democratica alla vita politica comunitaria del PE e per esteso dell’ Ue e ciò potrebbe costituire una vera svolta rivoluzionaria.                                                                                       La stessa essenza dei partiti europei mostra dei deficit e resta affidata, per un funzionamento complessivo, all’azione di singoli entusiasti parlamentari che s’impegnano nel mediare tra interessi e questioni nazionali, ma pur sempre nell’ambito di un sistema partitico europeo che risulta espressione di proiezioni nominalistiche ristrette. Gli stessi poteri reali del Parlamento Europeo andrebbero rafforzati in un’ottica di “utopia mite” e quelli della Commissione Europea dovrebbero conquistare la fiducia del PE, oltre che quella dei cittadini.

 

  • Umberto Ranieri, già Presidente della Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, è chiamato a concludere il giro d’interventi. Nel suo discorso, sottopone all’attenzione alcune criticità incontrate dal processo di costruzione europea, a partire dal progetto di Trattato di Costituzione europea fino al Trattato di Lisbona. Anch’egli sottolinea il ruolo essenziale del PE su un equilibrio istituzionale originale dell’Europa e ribadisce che il problema della democraticità del complesso comunitario è universalmente sentito, così come il bisogno di una valorizzazione delle componenti parlamentari come garanti della legittimità su base popolare. Un processo di costruzione europea che viene anche sfavorito da campagne mediatico-politiche locali tese soltanto a distruggere e che andrebbero invece contrastate da atteggiamenti equilibrati e tesi a sopperire al deficit di democraticità. In molti casi, la logica delle contrapposizioni politiche nazionali incide negativamente sul lavoro comunitario ed è questa una pratica nociva da contrastare più efficacemente. Anche attraverso la diffusione del Trattato di Lisbona che potrà consentire all’ Ue di giocare un ruolo maggiore e cruciale nella direzione della politica estera e di sicurezza comune e in altri ambiti in cui si avverte da tempo la necessità di un impegno comune, un impegno europeo.