Se in Abruzzo la questione morale (dalla Campania)

14 12 2008


Abruzzo al voto per l’elezione del presidente e il rinnovo del Consiglio regionale.

Seggi aperti oggi, dalle h.8 alle h. 22 e domani, lunedì 15 dicembre dalle h.7 alle h.15.

i candidati alla Presidenza della Regione Abruzzo

Sei i candidati presidente. I due principali contendenti sono Gianni Chiodi (Pdl) e il deputato dell’Italia dei Valori Carlo Costantini. (Centrosinistra e Sinistra)

Il centro, costituito per l’occasione da Udc e Udeur insieme, ha candidato Rodolfo De Laurentiis; la Destra, Teodoro Buontempo; la lista “Per il bene Comune”, Angelo Di Prospero; il Partito comunista dei lavoratori, Ilaria Del Biondo.

 

 

Dopo lo scandalo suscitato dall’arresto, il 14 luglio scorso, dell’ormai ex presidente Ottaviano Del Turco, accusato di avere intascato tangenti nel settore della sanità nell’ambito di un’inchiesta che vede coinvolti anche alcuni assessori delle ultime giunte di opposto colore politico che si sono succedute alla guida della Regione Abruzzo, il voto è o dovrebbe essere accompagnato da un’importante questione morale, tema tornato d’attualità per diverse amministrazioni regionali.

La speranza in queste ore è che tanti abruzzesi, in particolar modo i giovani che rappresentano tendenzialmente una delle fasce di elettorato che più esprime disaffezione per la politica, prendano coscienza della possibilità, recandosi alle urne, di poter contribuire al rinnovamento della politica abruzzese e di fungere da esempio per le altre regioni; per un futuro, che dalla politica e dall’amministrazione deve ripartire, in cui ci sia anzitutto limpidezza e trasparenza morale.

Poco credibile che tale auspicio di rinnovamento possa essere rappresentato dal candidato del Pdl Gianni Chiodi che, riferisce il giornalista Daniele Martinelli che riporta una notizia da l’Espresso, è imputato per disastro ambientale e gestione di rifiuti non autorizzata e rinviato a giudizio per i danni ambientali arrecati da una discarica abusiva di rifiuti.

In campagna elettorale, il candidato di Berlusconi Gianni Chiodi si è distinto per un’iniziativa propagandistica che dovrebbe suscitare indignazione pari alla sua evidenza: la diffusione di un video-appello dal titolo “Tutti i giovani del Presidente”, inizialmente pubblicato sul suo sito e su YouTube e poi da lui rimosso per un probabile rigurgito di vergogna, (ma che è stato ripubblicato dal sito d’informazione Abruzzo24ore.tv che segue le elezioni) in cui per sostenere la propria candidatura ha dato l’impressione d’illudere i giovani in cerca di occupazione promettendo loro un “avviamento al lavoro imprenditoriale” tramite raccolta dei curricula presso la sua “bancarella”. Già, il termine scelto dal candidato e dal suo staff da l’idea di una vendita, riportando alla mente le vicende giudiziarie che da tempo accompagnano l’amministrazione regionale abruzzese.

Nel suo spot, dal titolo cinematografico-casereccio del genere filmetto all’italiana, per non parlare della musica di sottofondo di genere requiem) è ravvisabile un reato perseguibile penalmente, la proposta di cosiddetto “voto di scambio”.

Il candidato-imputato del Pdl spera in una facile vittoria ma qui dalla Campania, altra regione al centro dell’attenzione in termini di riflessione sulla (s)correttezza morale del suo comunque penoso ceto politico dirigente, ci si chiede se gli abruzzesi desiderosi di onestà siano in grado di far valere uno scatto d’orgoglio e sappiano andare al voto, dunque non astenendosi, scegliendo una persona distante dalle vicende del recente passato e da quanto le premesse indichino in Gianni Chiodi.

E’ importante, è bene sottolinearlo, la scelta di una persona su cui non ci siano ombre come carichi pendenti nei rapporti con la Giustizia e che non sia soggetta al trasversalismo politico che anche oggi è stato espresso dal precedente Governatore. In un’ intervista Del Turco ha affermato che per la propria osservanza socialista (sperando non si riferisca alle tangenti del fu socialista più noto per questo) e per il proprio approccio culturale non avrebbe votato il candidato di Di Pietro e di altri partiti di centrosinistra, Carlo Costantini che sul suo sito web ha reso noto il proprio certificato penale, pulito. Del Turco ha poi aggiunto l’intenzione di voler tornare a far politica “ovunque sia possibile farlo come riformista”, anche con il Pdl. Di fatto fu proprio il leader del Pdl Berlusconi che, nei giorni seguenti al suo arresto, gli si dichiarò solidale e certo della sua innocenza (sarà che il Premier era abituato, prima del Lodo Alfano, a provare a dichiararsi tale nei suoi processi) e l’uomo politico delle istituzioni che gli mostrò maggiore comprensione fu Cossiga! (C’è un filo logico)

Del Turco ha dichiarato la sua scelta di voto anti-Costantini come dettata anche dalla propria cultura.

Una scelta contraria alla sua potrebbe rappresentare una lezione di ripresa morale e culturale per l’Abruzzo oggi, per l’Italia un domani





E a conquistare la rossa primavera fu..

19 04 2008


Fuori la Sinistra. C’è chi la prende come un’esortazione a ripartire e a riorganizzarsi, (ma anche secondo vecchi schemi, in Campania si discute già di una Cosa di bassoliniana tela, un laboratorio, dalle nostre parti al peggio non v’è mai fine) chi non ne piange la morte presunta, crogiolandosi nell’accettazione della sua scomparsa in Parlamento con un sentimento di liberazione, chi chiede di salvare il soldato Bertinotti, chi dice che la sinistra non va estinguendosi perché la rappresentanza non fa pari con la pancia del Paese e quest’ultima sembra essere la miglior ipotesi, poiché una sinistra in Italia c’è. In ogni caso, da qual angolo le si vuol vedere, le analisi sulla débacle della Sinistra, (Arcobaleno, ma al momento la si può anche  identificare con un’opzione più generica, sinistra) andate a pioggia sulla rete negli ultimi giorni, mettono in evidenza un trapasso che alcuni continuavano a celare sul retro dell’autobus: una metà dei voti attesi per la SA sono stati conquistati dal Pd. E’ questo l’avviso da cui partire. A conquistar la rossa primavera fu il Pd e dove brillava (?) il Sol dell’avvenire s’interpose, determinando l’eclissi della Sinistra.

I dati sono ormai chiari, la Sinistra Arcobaleno è stata fagocitata in massima parte dal Pd, qualche spina è finita in pasto all’Idv, qualche operaio al Nord si è sentito abbandonato e ha trovato riparo nella Lega, il resto alle liste minori di sinistra e quel che avanza s’è astenuto perché non ha trovato né carne né pesce.

 

Ieri è stato reso pubblico un sondaggio in cui in un item si chiedeva quanto fosse stato determinante l’appello al voto utile. La questione sarebbe stata più interessante se fosse stata posta agli elettori della SA (si, a quel 3% circa su base nazionale, poco ma vero) o, se fatta, renderla nota ai lettori, per farne un’analisi completa, non parziale, sulla scelta di parte dei “simpatizzanti generici di sinistra”. (Sullo slogan di campagna della SA si tornerà poi, qui è solo un gioco di parole) Ne sarebbe scaturito che chi ha votato SA pensa che altri che di norma lo avrebbero fatto si siano fatti incantare dalle sirene del voto utile al Pd, nell’illusione del “si può battere” Berlusconi.  

 

E allora, se complimenti vogliamo fare al Pd, lo si può solo per aver vinto una guerra tra sconfitti destinati, dove l’obiettivo raggiunto è stato quello di affossare la Sinistra per “perdere meno” da Berlusconi. Già, anche perché la sconfitta condivisa è mal comune..(non piace completare il proverbio)

Il Pd non può consolarsi nel dire di aver conseguito un risultato soddisfacente comparando i voti ottenuti con quelli del 2006, contando qualche migliaia di voti in più e che non si sarebbe potuto fare di più (“si può fare di più”, ci prende la vena melodica, magari ad uso della Sinistra) perché, numeri alla mano, tra Camera e Senato, vi sono stati 9 punti percentuali di distacco e una regione come la Campania, storica foriera di voto progressista, è l’emblema della sanzione alla classe politica dirigente di centro-sinistra, che ha subito un’evidente batosta dal Pdl. Va da sé che il discorso virerebbe subito su Bassolino ma il dato è incontrovertibile ed è ciò che conta. E non basta Piazza del Plebiscito. Viene in mente una massima di Nenni: piazze piene, urne vuote. In questo caso le urne non sono rimaste vuote, ma riempite dal voto per il Pdl, questo si. Il successo del Pd è l’aver mangiato la SA. Yes, you can, tu chiamale se vuoi..soddisfazioni.

 

Che ne sarà ora della Sinistra in Italia? La domanda Leggi il seguito di questo post »