Milano – Napoli: cambiamento; e Berlusconi è stato un danno su tutta la linea

31 05 2011


E’ credibile che la presenza di Berlusconi al fianco dei candidati sindaco per il centrodestra nelle piazze di Milano e Napoli sia stata un boomerang, un danno su tutta la linea dato che oramai viene percepito, anche da parte del suo elettorato, come un fattore perdente. Sintomatico è perfino un video in cui si vede Berlusconi che va a votare nella propria sezione elettorale, per il ballottaggio nella (ora ex) ‘sua’ Milano. La reazione della scrutatrice è un po’ l’aspetto simbolico di queste elezioni amministrative; per lei c’è tutta la mia comprensione e solidarietà. Anche io, peraltro, ho lavorato in un seggio a Napoli nel turno di ballottaggio di domenica 29 e lunedì 30 maggio. Della scrutatrice, è stata poi pubblicata una foto in cui è molto sorridente: in Piazza Duomo, durante i festeggiamenti per l’elezione a sindaco di Giuliano Pisapia.


(video da Youreporter.it via Youtube.com)

Anche a Napoli, è plausibile che la partecipazione di Berlusconi in Piazza del Plebiscito abbia avuto effetti negativi, tanto che Lettieri aveva chiesto che non venisse, dovendo già fronteggiare l’ingombrante figura di Cosentino. Ma qui si è andati oltre Berlusconi. Nella Napoli cosiddetta “liberata”, la vittoria di Luigi de Magistris, da tanti festeggiata davanti al Comune in Piazza Municipio, ha per così dire “scassato” e comunque dimostrato che in una Politica con la “p” maiuscola, in cui i cittadini partecipano attivamente anche e finalmente attraverso il voto d’opinione, può (e secondo me deve) essere premiata l’indipendenza politica del candidato; sperando che i logori meccanismi di nomina partitocratici, locali e nazionali, siano al tramonto, con l’inizio di un vero cambiamento.





Recupero dallo status di scrutatore – una settimana

6 06 2006

Una settimana esatta dalla fine dell’estenuante scrutinio. Stamane è sopraggiunto il ricordo, quasi come se volessi celebrare (o meglio esorcizzare, liberandomene) la conclusione di quell’esperienza terribile e faticosissima, lasciandola definitivamente alla comprensiva accoglienza del bagaglio personale. Ho anche inviato un sms alla presidente di seggio, per condividerne la “ricorrenza” e l’opinione (distruttiva).

Non ebbi neppure il tempo di accennare qui a quelle giornate trascorse nel seggio. Basti pensare che nei due giorni successivi alla chiusura delle diatribe sono rimasto in uno stato di “ammaccamento” post-elettorale, a riposo quasi forzato, con un programma di recupero della notte di veglia persa nella conta e riconta di schede e preferenze. Una ventina di rappresentanti di lista accreditati, dai controllori infervorati ai presenzialisti pur docili. Caffè ripetuti ad intervalli irregolari, la pausetta-pizzetta nel serale. Signore in età da voto per inerzia che chiedevano di rivotare e noi scrutatori lì per rivoltarle 😉 Un cavallo di ritorno (il pacco senza foglio identificativo) poco dopo l’inizio dello spoglio, i pacconi finali da esaurimento ed i “paccheri” che si sono sfiorati tra di noi. Il “pronto intervento seggio in difficoltà” in notturna, a cura della paziente task force comunale, la bolgia femminile in cui volevo sguazzare ma che ha finito per quasi sovvertire il mio spirito gentil-diplomatico. I bambini d’accompagnamento domenicale, i cani in cabina, gli scontri di partito, le opinioni in combutta in una marea indefinita del disappunto, i contrasti insani intra-nos, le invasioni dei curiosi e degli azzeccagarbugli, scudettati ed a volte no, ognuno a dir la propria in un processo estemporaneo aperto al pubblico delle grandi occasioni, i verbali interpreti dell’impazzata finale, l’alba e poi il sole che ci fece capire che stavamo per fare il record di maratona della Municipalità.

Un’esperienza che segna, anche questa è fatta, all’ufficio consegnai il dovuto tra il fragore e lo stupore degli addetti, che con compassione mi accolsero come l’agnello sacrificale inviato dal regno del caos.