Il sindaco de Magistris, simbolicamente, cede a San Gennaro

21 09 2011

De Magistris sangue San Gennaro

De Magistris bacia la teca del sangue di San Gennaro

(immagine tratta da napolionline.org)

All’indomani della festività di San Gennaro, il sindaco de Magistris si è affrettato, non a caso, a ricordare il progetto riguardante la nascita di una moschea a Napoli; crede, forse, di poter fare contenti i religiosi di ogni ‘fede’ ma è infelice la tempistica con cui ha rimarcato tale apertura e disponibilità. Può apparire, infatti, come un salto indietro a riequilibrare il bacio che ha dato, il giorno precedente, alla teca contenente il sangue del Santo Patrono della città.

Come ricordato da bravi osservatori tra cui Fabio Ciaramelli (in “La laicita non è un lusso“, ripubblicato in napolionline.org), non ha seguìto la scelta che fu di Valenzi bensì quella della Jervolino e di Bassolino, a cui qui si teme nel tempo possa più assomigliare (politicamente).

Sarà stato anche soltanto (e non è poco) un gesto, simbolico, che lui ha spiegato ponendolo sul piano identitario e della propria religiosità cattolica ma a molti non è piaciuto e apprezzabile ne è il commento del corsivista de La Stampa, Massimo Gramellini in “I valori dell’Italia” (lastampa.it).
Un altro scivolone da aggiungere alla recente, crescente collezione.

Assumere una posizione su un tema, come si dovrebbe, non vuol dire una buona sul momento e per non far torto a nessuno. E in politica, anche nell’amministrare una città, cercare di piacere a tutti porta, più che altro, ad una certa confusione.