Le conferenze stampa di Veltrusconi, per parti separate

2 04 2008

 Berlusconi e Veltroni-Conferenza stampa (repubblica.it)

Ieri sera Conferenza Stampa” (Audiovideo) su Rai Due con Berlusconi e Veltroni, dunque Veltrusconi per parti separate. In due tempi di egual durata, (la par condicio ieri sera era in vigore e veniva rispettata per l’evento speciale) i due leader hanno avuto 46 minuti ognuno per illustrare, di fronte al pubblico televisivo di Rai Due e ad alcuni giornalisti in studio, le proprie proposte a meno di due settimane dal voto.

Tralasciando i contenuti dei programmi elettorali abbastanza noti ai più, annotiamo qualche particolare sull’atteggiamento e su qualche tema toccato dei due candidati premier.
 
BERLUSCONI 
Berlusconi-Conferenza stampa (repubblica.it)

Il primo ad entrare in studio è stato Berlusconi, per sorteggio. I più attenti (una minoranza) avranno notato i non pochi errori grammaticali, di scelta lessicale e di consecutio temporum, commessi dal Cavaliere nelle sue risposte, come nell’accenno al “rinnovamento” dei contratti co.co.pro. Segno di una certa stanchezza dell’anziano ex premier, giunto alla sua quinta candidatura nell’arco di 14 anni di attività politica e con un sentimento interiore di inimicizia nei suoi confronti. Sarà anche per questo che finora ha rifiutato il confronto diretto vis-à-vis con il più giovane Veltroni.

Nel suo intervento parte con l’appello sul voto, su cui è tornato a rimarcare l’utilità, per una polarizzazione su sé stesso e sul candidato del Pd. “E’ opportuno che i cittadini italiani, quando diventino elettori, votino per pochi grandi partiti.” Già, quando “diventino elettori”, cosa alquanto difficile non solo quando per limiti anagrafici non possibile, ma anche quando il concetto di cittadino-elettore ha perso il suo significato più stretto, per diventare espressione di semplice conferimento di un potere ad un eletto nominato, non votato ma scelto dalle segreterie di partito. L’appello di Berlusconi è poi proseguito, rivolgendosi agli elettori del “centrodestra” (ancora non se ne fa una ragione che il centro non c’è più, Berlusconi ha perso Casini, gli manca ed ha dichiarato “Se volessero tornare con noi, le porte non sono aperte, ma spalancate” riferendosi all’ Udc) chiedendo un “voto efficace”; una variante, sempre in stile aziendale, al tormentone del voto utile.

Da annotare, sul piano delle proposte e dei meriti auto-attribuiti, alcune dichiarazioni:

  • la falsa professione di fede europeista convinta, (sappiamo invece che tante volte ha sparato sull’Euro e sull’ Unione Europea quando non esprimeva giudizi lusinghieri sul suo operato al Governo)
  • la parte di merito che si è auto-attribuito sull’assegnazione dell’ Expo 2015 a Milano, “merito anche mio per aver fatto cambiare opinione a molti capi di Stato miei amici” (chi sarebbero ci si domanda; eccetto i pessimi Bush e Putin, i leader che plausibilmente hanno il più basso livello mondiale di consenso, gli altri non lo sopportano)
  • la consapevolezza di un’alta evasione fiscale e il suo desiderio di combatterla, (del Governo Berlusconi è la depenalizzazione del reato di falso in bilancio, attuato dalle società per evadere il fisco) pur nella sua giustificazione.

Infine, in merito al giudizio sulla parte separata, (vale a dire Veltroni, che lui chiama genericamente “sinistra”, evidentemente per confusione sullo stato moderno e attuale dello scacchiere politico) ha espresso le difficoltà nel caso andasse al Governo di convivere con corpi istituzionali dello Stato (Csm, Corte Costituzionale, Magistratura in genere, Capo dello Stato) a lui tutti avversi. (Chissà perché) A Veltroni ha riconosciuto essere un bravissimo comunicatore, sottolineato due volte ma di essere espressione di un illusionismo di sinistra, per di più apparentato con il “peggio del peggio del peggio”, cioè Di Pietro. (Un’ ulteriore dichiarazione onorifica per Tonino)

Non sono mancati momenti di ilarità, quando in conclusione del suo intervento ha ringraziato i giornalisti definendoli “gentili domandatori”, ha accarezzato il viso della moderatrice Giuliana Del Bufalo (che per tutto il tempo in cui ha anche interloquito con Berlusconi, si è prodigata in sorrisi velati di gentilezza distratta e che non ha saputo evitare l’ironia spicciola sul fatto che neanche lei, sfortunatamente, ha seguito il consiglio di sposare un miliardario) e ha paragonato le modalità del suo intervento e di quello di Veltroni che lo avrebbe seguito come “essere dal dentista”. Nell’opinione comune l’andare dal dentista assume tratti di timore, a cui possono essere associati in Berlusconi stati d’animo di svogliatezza e insofferenza nel dover intervenire al programma tv. A qualcuno non è sfuggito che un operatore è intervenuto dopo l’uscita di Berlusconi dallo studio per rimuovere il cuscino (video) di rialzo sul quale l’ex premier era seduto.

VELTRONI

Veltroni-Conferenza stampa (repubblica.it)

Un po’ più energico e sentito è stato l’intervento di Veltroni. Bypassando le sue prime parole, in risposta alla domanda della moderatrice su come avrebbe dovuto chiamarlo, “Eccellenza” è stata la sua ecumenica battuta di spirito, il segretario del Pd è entrato in studio salutando in modo molto cordiale e troppo amichevole i quattro giornalisti invitati, chiamando per nome come vecchi amici coloro che dovrebbero stimolarlo in vesti più critiche dovute al ruolo.

Il terreno sul quale ha voluto rispondere indirettamente a colui che Veltroni chiama “il principale esponente della parte avversa” (in realtà esistono anche altre parti avverse tra i candidati alle elezioni e non solo l’altro invitato di ieri) è stato quello del precariato, considerato giustamente come un problema serio. La precarietà “non è il male assoluto della nostra gioventù” aveva detto Berlusconi. “È il dramma più grande di questo paese” gli ha risposto a distanza Veltroni, che poi si è speso nell’ illustrare il suo approccio alla politica, che vuole diverso da com’è stato negli ultimi 14-15 anni, desideroso di uscire dalle logiche logore del periodo preso in esame. Tra i temi ricorrenti, la volontà di produrre “uno shock d’innovazione”, attraverso il mezzo e non il fine della vittoria alle elezioni e l’appello al voto per aprire un ciclo politico, con un candidato anagraficamente nella media europea dei capi di Governo.

Il suo approccio gentile si è concesso un’unica critica più velenosa verso l’avversario citando l’episodio della telefonata chiarificatrice tra Berlusconi e il Presidente Napolitano, in seguito alle sue polemiche sul Quirinale.
Tra le dichiarazioni da ritenere, la sua “chi prende un voto in più governa”, con la quale ha cercato di distogliere le ipotesi di larghe intese e di grande coalizione dopo le elezioni. Ha specificato che le riforme sulle regole vanno fatte insieme all’opposizione, come ricordato anche da Berlusconi.

Tra i punti in chiaroscuro:

 

  • E’ sembrato sminuire il ruolo della concertazione sindacale, considerata più o meno a chiare lettere come fuori dal terreno reale del lavoro e non spettante dunque di un ruolo da protagonista nel processo decisorio.
  • L’affermazione sui nuovi candidati che saranno portati in Parlamento. L’espressione lascia intendere il modo di percepire le candidature, una sorta di scelta dei propri giocatori da portare in nazionale, ma è comune in base alla legge elettorale con cui si andrà a votare. Contraddittorio l’esempio riportato della candidatura di Umberto Veronesi, già Ministro della Salute e da molti ritenuto in conflitto d’interessi tra la sua non avversità alle centrali nucleari e l’istituto di lotta ai tumori da lui presieduto. E le titubanze sulla situazione di Bassolino in Campania.
  • Il non voler adeguare la tassazione sulle rendite finanziarie alla media europea, una presa di posizione lontana dalla sinistra.

Apprezzabili le domande poste da quattro cavalli di razza (così gratificati dalla moderatrice) del giornalismo, in ordine di apparizione Stefano Folli editorialista de Il Sole 24 ore,  Mauro Mazza direttore del Tg2, Gianni Riotta direttore del Tg1 e Marcello Sorgi, editorialista de La Stampa. Un po’ meno gli interventi della moderatrice, Giuliana Del Bufalo, direttrice della Testata Servizi Parlamentari della Rai, peraltro apparsa meno sorridente durante l’intervento di Veltroni e poco apprezzabile in alcuni interventi a sminuire la capacità di giudizio e d’impegno dei giovani, “generazione di ragazzi viziati” , “parcheggiati all’ Università” e la competenza delle donne in politica (“essendo donna farò domande diverse da quelle di grande politica dei giornalisti presenti”).

Noia e distanza continuano ad essere i “cavalli di battaglia” di questa corsa elettorale.





Precario cerca buon partito, scopo voto elettoral-matrimoniale

16 03 2008

Non si tratta di voto di scambio. Il nostro voto non vale solo 50 euro. Non è un annuncio personale. Sono in molti in cerca di un partito da votare per la prossima tornata elettorale. Qui non si vuol per forza sposarsi. In giro ci sono tanti precari dubbiosi sul da farsi.  

Anche nell’attuale campagna elettorale, come in quella precedente del 2006, non si è fatto a meno di sparare sui precari. Dopo l’infelice dichiarazione televisiva di qualche sera fa del pluricandidato premier Silvio Berlusconi, che durante l’approfondimento politico del Tg2 Rai “Punto di vista” ha dettato la sua ricetta per un problema che affligge tante e tanti (si, esiste anche il genere maschile) giovani e non solo, quello del lavoro precario. Ad una domanda posta all’ex premier da una studentessa universitaria, su come fosse possibile per le coppie giovani mettere su famiglia senza la sicurezza di un posto e di un reddito, (una giovane che è stata definita precaria anche se non la si può mettere alla stregua dei tanti che in questa loro condizione esclusiva devono sbarcare il lunario e non l’affrontano come impegno ad integrazione degli studi) il kapo del Pdl le ha consigliato di trovarsi un marito ricco, dunque un matrimonio di convenienza come metodo per risolvere i problemi di un’intera categoria socio-economica, composta da oltre 4 milioni di persone. “[..] le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere, e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere..”, sono state le parole della faciloneria.   

Questa dichiarazione, che ha sollevato un vespaio di polemiche e nutre la vergogna di vivere in questo Paese e per le persone che ci dovrebbero rappresentare, è stata poi oggetto di tentativi di correzione a cura dei pluriacclamati spin-doctors del Cavaliere che hanno provato a farla passare come una battuta, propria dello stile humour del barzellettiere di Arcore, che come tutti sanno è un fine umorista degno di Zelig. (Gli spin-doctors, specifica per i non addetti ai lavori, sono dei consiglieri politici che si occupano anche di modulare strategicamente il linguaggio della comunicazione politica di un leader/candidato, particolarmente in campagna elettorale; tra gli analisti risaltano solo quelli di Berlusconi poiché nel centro-sinistra vi è, a quanto sembra, una minor tradizione nell’impiego di tali professionisti o perché sono meno capaci, o meno falchi) 

Ma di tutta la vicenda, colpevole è la solita Rai, un servizio pubblico penoso. Se avessero scelto un vero precario e non una studentessa simpatizzante del Pdl, che il giorno successivo è apparsa nella lista di An per il Pdl al Comune di Roma, anche se poi la giovane ha annunciato il ritiro. La Rai si deve solo vergognare, più di Berlusconi, di cui conosciamo lo spirito che muove a tale linguaggio. Intanto tante giovani precarie dal lodevole sorriso stanno proponendo istanza di matrimonio, sul modello destinato al rinnovo dei contratti di precari.   

Con questa uscita e con quella di alcuni gg precedenti, quando durante un comizio il kapo del Pdl aveva stracciato il programma del Pd (che ha più volte accusato di averlo copiato dal suo, in effetti presentano non pochi punti in comune) si può dire di essere ormai entrati, a un mese dalle elezioni, nel clima tipico delle campagne guidate da Berlusconi, basate su offese personali e gratuite verso la collettività degli italiani e dichiarazioni scioccanti a cui naturalmente il centro-sinistra dei buonisti non sa far fronte, né in maniera elegante atta a differenziarsi sul piano dell’immagine né sullo stesso terreno dello sboccato contendente, il quale trova terreno fertile a giocare la competizione sulla guasconeria spicciola e sul bullismo senile.  

Provando ad interrogarsi sul contenuto della ricetta di Berlusconi, Leggi il seguito di questo post »





L’Italia..bolle

25 07 2007

Fa tanto caldo e sono poco attivo qui. Il caldo afoso mi fiacca e lascia il mio blog in stato semi-vacanziero. In realtà continuo a leggere, a informarmi; c’è tanta pastetta che bolle in pentola ma il desiderio di un po’ di necessario riposo estivo mi suggerisce di non impegnarmi troppo nello scrivere. Ci può scappare qualcosa ma intanto ecco qualche osservazione sugli ultimi accadimenti della politica del Belpaese.

Dovremmo essere tutti con Clementina Forleo, il Gip di Milano. Forza Clementina, come dice in un suo post Beppe Grillo. Clementina facci sognare, tu si. E’ il personaggio pubblico del momento e va sostenuto da noi che abbiamo a cuore la giustizia nel paese, il rispetto della legge, la morale in politica, la trasparenza dell’operato dei nostri “dipendenti”. La giovane giudice di Milano che si è dichiarata soggetta solo alla legge (e non alle beghe destra-sinistra e via dicendo) va allo scontro con la Casta, chiedendo al Parlamento l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni telefoniche nell’indagine sulle scalate bancarie, le immorali commistioni tra politica e affari. Tra i personaggi politici coinvolti, 3 parlamentari di Forza Italia e 3 dei DS. Non ad esprimere giudizi sulla rilevanza penale delle loro telefonate con banchieri e furbetti del quartierino ma quel “complici di un disegno criminoso”, espressione usata dal Gip, non la metterei così alla frusta, come anche qualche alta carica istituzionale sorprendentemente si è affrettata a fare. Intanto Bertinotti sembra avere uno scatto di reni per i cittadini, sarebbe ora. Esiste una questione morale e politicamente rilevante. Vogliamo sapere. Vogliamo l’informazione libera, non imbavagliata da leggi anti-pubblicazione. Ai nostri rappresentanti in Parlamento non abbiamo dato mandato per saperli impegnati nel gioco della conquista di banche, assicurazioni ed apparati economici. 3 di Forza Italia e 3 dei DS (D’Alema, Fassino e La Torre per i Ds, dunque Partito Democratico), i due partiti maggiori che vogliono accaparrarsi potere, poltrone ed appoggio economico. Ricordiamocene quando andremo a votare, ad ogni livello. Per casi come questi, si tratta di partiti maggiori.

Altro tema caldo degli ultimi giorni è stato quello delle pensioni. Leggi il seguito di questo post »





Giovani precari: cosa c’è per loro in questa campagna elettorale?

23 02 2006

Da alcuni giorni sembra che anche gli argomenti riguardanti gli aiuti alle famiglie, ai pensionati ed ai neonati siano tema di campagna elettorale. Proprio su questi ultimi, mentre dal governo Berlusconi si attende l’assegno da 1000 euro una tantum del bonus bebé reclamato qualche mese fa, Prodi è andato oltre, annunciando il proposito di dare un contributo ai nuovi nati fino ai 3 anni, pari a 2500 euro all’anno, erogato fino al compimento dei 18 anni, addirittura.

E’ apprezzabile che si voglia cercare di recuperare aspetti di welfare state che sono stati mortificati anche in termini di budget negli ultimi anni, ma ora mi sembra si faccia la corsa a chi la spara più grossa, senza tener conto del bilancio dello stato e di come finanziare queste misure di sostegno. Si tratta infatti di promesse elettorali. Sembra partita una base d’asta, aspettiamo per vedere chi rilancia, vorrei  proporre provocatoriamente a queste due maschere di carnevale di non limitarsi ai 18 anni e di istituire un vitalizio a tutti i nascituri.

Mi sembra di aver sentito dire che nel Ventennio si favorissero le nascite per aumentare il numero di braccia al lavoro, ma con le prospettive attuali ci vorrebbe un po’ di sano realismo e puntare anche se non soprattutto su altre fasce d’età. Aiutare per esempio i giovani disoccupati del Meridione, che nessuno sta nominando in questa campagna elettorale. A loro nessuno le fa le promesse? Forse per non diffondere troppo malcontento quando ci si misurerà con la realtà dei fatti? Forse hanno timore di movimenti di piazza? In altri paesi come la Francia i giovani disoccupati dall’età di 25 anni percepiscono l’RMI, una misura di sostegno in attesa di trovare lavoro. Noi non abbiamo un vero stato sociale come oltralpe, ma sarebbe meglio che i candidati premier smettano d’illudere la popolazione e di prenderci in giro.

E il giovane precario continua a vivere di deboli prospettive A detta di molti, questa è la prima generazione nella storia ad avere meno dei propri genitori, dei padri. Siamo retrocessi, tutti.

E seguendo la campagna elettorale, i confronti televisivi, le promesse ed i temi caldi, si capisce quali dovrebbero essere le prossime mosse del precario. Potrebbe favorire l’ingresso in questo splendido mondo di un figlio, non importa come, in provetta , prendendo un utero in affitto, (pare costi meno che affittare un appartamento in una città medio-grande) così il pargolo incasserebbe 2500 euro all’anno (per ora, ma come detto è partita la base d’asta in base alle promesse elettorali) fino ai 18 anni o meglio per tutta la vita, ma si leviamoci il pensiero, proroghiamo la misura di aiuto così lo “sistemiamo” per sempre e non ci possiamo lamentare della percentuale di indigenti. Intanto che non trova moglie perché nessuno vuole più sposarsi e perché la grande maggioranza delle donne, in seguito ai comizi televisivi di Berlusconi su Rete4, ha sviluppato un’enorme passione per la politica e scalpita dalla voglia di impegnarsi full-time nella vita di partito, favorita dalla proposta d’istituire le quote rosa, potrebbe andare a vivere in coppia, (ma forse anche in gruppo, il programma dell’Unione non precisa) uomo o donna che sia, ed avere diritti e riconoscimenti in quanto “coppia di fatto” (che di per sé non sono una cattiva idea) e magari ottenere in seguito il bonus per le giovani coppie (anche per quelle di fatto, coerenza) per prendere casa a basso prezzo. Però il precario è un tipo moderno e quindi un lavoratore molto flessibile, (ai piego ma non ai spezza) talmente flessibile che si flette per ore sugli annunci della stampa gratuita nel treno da pendolare stracolmo, scassato e non di rado guasto, teme di non arrivare alla pensione e neppure alla vecchiaia, contribuendo così al tanto auspicato svecchiamento della popolazione (in pratica si leva dalle….. prima del previsto, sollevando lo stato dal dargli pure una pensione. (Che assurdità, la pensione, una cosa antica, c’è chi vuol innalzare la pensione minima ma i lavoratori precari arrivano a prenderne una?) Se poi questa situazione non gli sta bene, potrebbe sempre provare a far fuggire il suo cervello all’estero con tutti i “capitali” che intanto ha accumulato con i contratti a progetto, (c’è chi ha il “Capitale” di Marx, in edizione economica tascabile, lasciatogli in eredità dal professore di filosofia che ha vissuto di stenti ma con onore di spirito) quei contratti a progetto che talvolta si ottengono nel post-laurea, (si fanno progetti per sempre e ti rendi conto che anche tu laureato sei un progetto e che la tua vita professionale è un progetto, perenne) dopo aver conseguito una “super laurea” con il 3+2, l’1+4, lo schema ad Y, (chi non ha mai giocato a calcetto, dai, ogni anno si cambia per esigenze di categoria) partire con Trenitalia dal sud a Torino, come hanno sempre fatto i giovani del Meridione in cerca di fortuna, arrivarvi carico di entusiasmo e di nuove “amicizie” che lo hanno accompagnato durante il tragitto e gli si sono rimaste “tanto attaccate” e da lì usufruire della tanto desiderata linea ad alta velocità, la TAV, che gli permetterebbe velocemente di raggiungere Lione e lasciare altrettanto velocemente il suo paese, viaggiando insieme alle merci perché anche il precario si sente una merce, ma contraffatta, da spacciare come originale all’estero, un prodotto italiano nel mondo.