Casta, incasto, Chiesa e tasse: l’intricato rebus ad incastro

2 08 2007

Cosimo Mele (repubblica.it)Lorenzo Cesa (udc-camera.it)

Si ha una comprensibile difficoltà nel seguire il ritmo delle notizie sulle cialtronerie dei politici nostrani. Il caldo deve aver picchiato forte alla testa di troppi di loro con la conseguenza che nelle ultime 48 ore si è avuta un’escalation di dichiarazioni e fatti che lascia storditi, sconcertati.

E’ stato il deputato dell’Udc Cosimo Mele (da non confondere con un altro deputato Mele che è di sinistra) ad aprire le danze del sex party gate ammettendo di aver goduto della compagnia di una o due prostitute (la seconda non è chiaro se fosse di compagnia per lui o per un amichetto come qualche indiscrezione supporrebbe). L’ onorevole ha dichiarato di non aver fatto uso di sostanze stupefacenti ma al momento è chiaro che sia stata quantomeno la ragazza in sua compagnia, ricoverata in ospedale per overdose, ad averne abusato. La spiegazione più divertente dell’onorevole dice che ha fatto quel che ha fatto perché era tardi, non si sapeva cosa fare, non sapeva chi fosse e che mestier facesse quella ragazza, per cui la cosa migliore sarebbe stata quella di portarsela in hotel. Ponendo vero che l’onorevole non abbia consumato né visto coca, (è comunque indagato per cessione di stupefacenti) ci si sarebbe aspettato una ramanzina alla giovane, in linea con le dichiarate posizioni antiproibizioniste dal suo partito in Parlamento ma, tant’è, presumo non le abbia impedito né criticato l’uso di quelle sostanze in modo da facilitare la disponibilità della signorina alla sua compagnia. Il caso ha destato un clamore d’ordinanza nell’opinione pubblica perbenista e in parte del mondo politico falso moralista, anche nello stesso partito di appartenenza del povero parlamentare, partito da cui ha dato le dimissioni. Non è sorprendente invece tale condotta per chi considera i parlamentari uomini come altri, con le loro scappatelle e vizi privati.

Qui ritorna ancora una volta, dopo il caso Sircana, il concetto flebile di privacy. Uno spartiacque che divide i mass-media dai politici, la magistratura da Forza Italia e Ds. (Questi ultimi esistono fino alla nascita del Partito Democratico; a nota, il discorso sulle intercettazioni-Gip Forleo è stato rinviato a settembre, così forse alcuni vi porranno minore attenzione, e soprattutto scemerà il battage mediatico). Si tratta pur sempre di fatti privati che in prima istanza non comportano danno per la cosa pubblica, ma nell’immagine del soggetto coinvolto. Qualcuno però sottolinea che i soldi usati per l’hotel e bellezze accluse siano soldi dei contribuenti e che andrebbero anche a favorire la prostituzione. (I giornali parlano di una somma di 500 euro pagati alla giovane per la sua compagnia) Però se andassimo a sindacare come ogni parlamentare spende i suoi emolumenti e le sue notti non se ne uscirebbe più. E la prostituzione? Illegale, finché non arriveremo finalmente a legalizzare il mestiere più antico del mondo e considerarlo professione a tutti gli effetti, con annessi oneri fiscali, come nei paesi europei civili dal punto di vista delle norme sul lavoro e avanzati sul piano culturale. Non condivido pienamente le dimissioni (e infatti il casto della casta conserva la poltrona in Parlamento e abbandona solo il partito) ma sono portato a comprenderle come senso di coerenza personale perduta dal politico. (Il soggetto sarebbe un portatore non sano in Parlamento dei valori cristiano cattolici, quelli del suo partito dei divorziati e risposati vari; ancora una nota: Casini si risposa)

Al fatto in sé (libere interpretazioni) ha fatto seguito l’intervento in sua difesa del segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, che non mi era sembrato finora un politico da casta ma che a modo suo è entrato nel giro affermando che bisognerebbe dare più soldi ai parlamentari per favorire il ricongiungimento familiare. Si perché poveracci: tra indennità, diarie e rimborsi per essere fuori sede (non residenti a Roma) con oltre 12.000 euro mensili non ce la fanno ad arrivare contenti a fine mese, per cui chiedono tutta la comprensione di cui hanno bisogno e possono trovarla nella dolce compagnia di giovani signorine. E’ dura la vita di un parlamentare fuori sede, come quella dei giovani precari sfruttati, degli studenti fuori sede disperati che fanno la colletta per avere qualcosa in frigo e quelli che prendono ogni giorno i treni della disperazione, (si scassano non raramente, abbiamo un sistema di trasporti in Italia in stato eccezionale) per andare ad essere sfruttati in zone dove si riesce ad essere pagati per sopravvivere e ad essere sfruttati meglio e bene. Anch’essi fuori sede, hanno una vita favolosa e per loro non c’è bisogno di prostitute: arrivati a fine giornata, se riescono a prendere un po’ di sonno è già tanto e pensare di usare energie per altre cose più attraenti è nella maggior parte dei giorni una comprensibile chimera. Cesa, ma mi faccia il favore, la sua proposta è oscena!! Dichiarazione oscena in cosa pubblica.

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