Le gouvernement français. La lista dei ministri nominati da Sarkozy

18 05 2007

gouvernement (lefigaro.fr) 

Oggi è stata presentata ufficialmente la lista dei ministri nominati da Sarkozy per il costituendo nuovo governo francese. Pochi ma buoni gli aspetti da annotare ad uso e consumo, si spera, della classe politica nostrana. Ciò che più salta agli occhi è il fatto che Sarko abbia scelto di avere una squadra agile e snella: solo 15 ministri, allorché i nostri dicasteri sono ben 25, (malgrado il nostro paese sia più piccolo sia in termini di estensione geografica, sia per popolazione) che comporta per noi sensibili costi suppletivi. Il tema degli eccessivi costi della politica in Italia sta però emergendo, grazie anche agli interessanti volumi scritti da giornalisti (G.A. Stella e Sergio Rizzo del Corsera) ma anche da alcuni politici, (i senatori di Sd Cesare Salvi e Massimo Villone) speriamo che il Parlamento se ne occupi e preoccupi. (Anche del record mondiale di auto blu) Rammentiamo qui che al Quirinale, non per colpa del Presidente Napolitano, vi lavorano più di 2000 dipendenti, molti di più di Buckingham Palace e degli altri paesi europei; giustamente Crozza a Ballarò ha lanciato un appello poche sere fa mortificando gli ospiti politici in studio. La moltiplicazione dei dicasteri da noi è servita per poi assegnare posti concatenati a tanti altri, sottosegretari e via dicendo. Prodi ha dato “lavoro” a così tanti fortunati da stabilire un record di cui c’è poco da vantarsi.

Le donne ministro in Italia sono pochine, malgrado le promesse elettorali di Prodi; una sola con portafoglio (la Turco) e due senza e non è questo il modo di risparmiare sui conti dello Stato. Non parlo di quote rosa ma qualche altra donna politica capace il nostro premier avrebbe potuto aggiungerla. Il nuovo presidente francese ne ha scelte ben 7 su 15; in pratica la metà ed una (Rachida Dati) è figlia di immigrati. E’ una lezione che non dovremmo apprendere solo noi ma anche la gauche francese; la scelta di affidare un ministero ad una figlia di immigrati maghrebini, dopo le polemiche sulla creazione di un Ministero dell’immigrazione e dell’identità nazionale (poi accorpato) che aveva suscitato le critiche, comprensibili, della sinistra. (Tralasciando le proposte scioccanti della Royal sul tema) Speriamo che questa decisione iniziale si riveli distensiva per il rapporto tra lo Stato francese e gli immigrati, dopo i problemi che si sono verificati nelle banlieues.

Ed ancora sui rapporti, stavolta più strettamente politici, inusuale e sorprendente la scelta di un centrista alla Difesa (Hervé Morin) e soprattutto un socialista (Bernard Kouchner) al Ministero degli Esteri, anche se c’è da dire che per il sistema francese è il capo di Stato che rappresenta la nazione ai summit internazionali. (Da noi il primo ministro, ossia il Presidente del Consiglio)Comunque, al di là dell’operazione simbolica, è sicuramente un gesto di apertura. D’altronde il neo-ministro socialista, fondatore di Medici senza frontiere, non era stato preso in considerazione dalla sinistra. Ci sono stati mugugni nel Parti Socialiste e l’espulsione del neo-ministro dal partito ma d’altronde la sinistra fa spesso la destra, ecco un parallelo con il nostro paese.

Infine, l’età media dei ministri. Dopo aver ricordato che il nuovo Presidente francese Sarkozy ha 52 anni e il primo ministro (François Fillon) ne ha 53, gli altri fanno una media di 52,5 contro 57,5 dei nostri. Ovviamente il salto maggiore è tra i due primi uomini di Stato ed i nostri, capo di Stato e di governo, uno scarto notevole e sintomo dell’invecchiamento dell’età di accesso iin Italia alla classe politica dirigente. La più giovane ministra francese ha 39 anni e da noi sarebbe considerata politicamente una lattante.

Le “quote giovani” da noi avrebbero senso.



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