“Moi, président…”. Hollande presidenziale nel confronto televisivo

3 05 2012


(video di LeMonde – YouTube)

Perfino nel débat télévisé (video integrale in lingua originale) di ieri sera (2 maggio) tra i due candidati del ballottaggio (second tour) per le presidenziali francesi 2012, François Hollande e Nicolas Sarkozy, nell’accennare all’Italia, è stato fatto il nome dell’ex presidente del Consiglio B. come ‘caso’ responsabile di anni bui della nostra economia.
Hollande ha ricordato l’amicizia tra Berlusconi e Sarkozy (video) – della stessa famiglia politica europea – e Sarkozy ha tentato inutilmente di negare tale rapporto onde evitarne effetti d’immagine negativi.

Per quanto concerne il bilancio complessivo del confronto televisivo, in Francia da molti definito “muscolare” ma che rispetto allo stile italiano è apparso più tecnico, i tentativi da parte del presidente uscente di mettere in difficoltà Hollande, insultandolo e riportando dati economici in suo possesso grazie alla carica rivestita in questi anni, non hanno sortito gli effetti da lui sperati.
Un elemento negativo complessivo può essere visto nei continui, troppi riferimenti alla Germania, ponendo la Francia in posizione subalterna.

Da rimarcare positivamente, invece, la strategia verbale di Hollande nella fase finale del dibattito, con l’uso ripetuto e convincente dell’espressione “Moi, président de la République” (video) pronunciata 15 volte, prima di ciascun proposito elencato riguardo allo stile presidenziale “normale” di cui si farà portatore. Non solo un semplice ritornello – di per sé utile – ma un preciso espediente (retorico, un’anàfora) per essere già percepito presidenziale nella possibilità ed attesa di diventare presidente.





Censurato sul blog della Costa Crociere

22 01 2012
Post sul blog della Costa Crociere

Post sul blog della Costa Crociere


Su questo blog in genere espongo altri temi ma, causa la portata tragica, nazionale e internazionale, (con la solita pessima figura italiana) di quanto accaduto all’Isola del Giglio la sera di venerdì 13 gennaio, a distanza di una settimana desidero condividere un commento personale che parte da un episodio che riguarda il web e che toccherà alcuni punti del complesso della vicenda.

Sono stato censurato sul blog della Costa Crociere. Avevo inviato due commenti, venerdì 20 gennaio alle h. 16.00 circa, in merito al post in parte presente nell’immagine sopra; interventi contenenti semplici domande e osservazioni ma che finora non sono stati pubblicati (e quel blog ha la funzione di “moderazione”). C’è da chiedersi il perché.
Avevo sostanzialmente scritto, usando termini legittimi e cordiali, che i cosiddetti “inchini” di cui tanto si parla in questi giorni possono costituire una tecnica promozionale, (di event marketing, aggiungo qui) forse efficace per l’azienda ma pericolosa per la sicurezza e per quanto mi riguarda, condannabile. Avevo poi chiesto di precisare cosa s’intendesse per “La Costa Concordia…ha omaggiato con il suo saluto” (v. post nell’immagine). Da quel che si legge, si può desumere che la compagnia si compiacesse pubblicamente, ringraziando l’allora capitano Schettino, di un cosiddetto “inchino” svolto a Procida (comunque, un’immaginabile accostamento evidente della nave alla terraferma).
Infine, avevo gentilmente chiesto di veder soddisfatta la mia curiosità spiegando il motivo per cui quel post era stato eliminato, nei giorni caldi – come riportato da alcuni blogger e ripreso dai quotidiani – e poi ripristinato. Sembra inoltre, sempre secondo alcuni scritti in rete, che anche un video sia stato eliminato e non so se vi siano stati altri episodi del genere.

In base a taluni elementi e a questo episodio di cui sono stato partecipe, sale il sospetto che la compagnia di navigazione possa nascondere qualcosa e che il corporate blog non sia tenuto, anzitutto, in piena trasparenza. Io posso fare modifiche su questo spazio ma chi si occupa di un corporate blog, la cui azienda è peraltro coinvolta in una vicenda delicata qual è quella del naufragio della nave da crociera “Costa Concordia”, a rigore professionale non deve modificare né eliminare ciò che è stato pubblicato.
A questo si lega un altro pensiero. Da testimonianze riportate da passeggeri salvatisi e da materiale audiovisivo noto, non solo la conversazione tra l’ex comandante Schettino e la Guardia Costiera, emerge un senso comune che m’induce a considerare la catena di comando della Costa come un ‘corpo’ caratterizzato da improvvisazione, basso grado di organizzazione e un senso di responsabilità, ciò che forse è più importante, tutto da dimostrare se sufficiente. Ed ora anche il blog della compagnia non mi trasmette trasparenza e fiducia. L’opinione che sto maturando nei confronti della Costa Crociere è dunque deficitaria di professionalità ed è sufficiente affinché venga boicottata, non scelta dai turisti del mare. Pensiamo anche alle scialuppe di salvataggio che, sembra, si siano riservate gli ufficiali e con le quali avrebbero abbandonato la nave prima di passeggeri; al fatto che siano state in parte condotte dai passeggeri stessi; al fatto che vi fosse carenza di personale che parlasse bene l’italiano e l’inglese, ai problemi sulla scatola nera e ad altro che probabilmente verrà fuori.
A dirla tutta, anche altri elementi, vale a dire frasi e dichiarazioni stampa rese in questi giorni da parte dei vertici della compagnia non mi appaiono convincenti e reputo auspicabile, al fine di far luce sulla condotta non solo di quella sera dell’azienda, esaminare con la massima attenzione le scelte lessicali, di contenuto e gli aspetti di fisiognomica esposti nelle interviste e nelle conferenze stampa, incrociandole al meglio con le dichiarazioni rese dall’ex comandante Francesco Schettino durante l’interrogatorio. Leggi il seguito di questo post »





Solo il governo italiano non frena sul nucleare e mentre in Giappone è dramma, l’Italia festeggia l’Unità

16 03 2011

(video di “GreenpeaceItaly”, youtube.com)


Allorché il mondo s’interroga sul nucleare e Paesi nostri vicini tra cui Francia, Germania ed altri Paesi europei, preoccupati, si accingono a ripensare programmi e prolungamenti sull’uso di impianti nucleari, sull’esempio dato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, il governo italiano berlusconiano, in cattiva compagnia di Enel e Confindustria e in favore delle solite cricche di affaristi senza scrupoli, si ostina cocciutamente a confermare la propria cieca agenda atomica che prevede la costruzione e l’allocazione di centrali nucleari sul nostro territorio, in barba a cosa ne pensano le popolazioni e gli amministratori di molte regioni ed anzi provando a secretare l’individuazione degli impianti.

Per la Campania, il governatore Caldoro si è invece già dichiarato d’accordo a localizzare il nucleare.

Esponenti del Pdl che in certe occasioni sembrano volersi spacciare per esperti, come Cicchitto, Brunetta, <strong<Romani e il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo la quale dice di andare avanti e tenta di rassicurare sul grado di sicurezza delle previste centrali di terza generazione (ma che, secondo più esperti, sarebbero già obsolete alla nascita), aggiungendo acriticamente quale leit-motiv che il programma di governo deve proseguire, anziché provare a riflettere o forse meglio a star zitti, continuano ad affermare l’intenzione di proseguire il piano per l’atomica, arroccandosi in solitudine sull’arretratezza culturale e globale con cui vogliono far affrontare il presente e il futuro energetico e non solo al nostro Paese, unico in controtendenza rispetto ai moderni stati europei.

Questi addetti del Pdl dicono di non allarmarsi e di non farsi prendere dall’emotività del momento ma potremmo o dovremmo pensare che loro si siano fatti prendere e non da ora dall’irresponsabilità e dall’irragionevolezza.

A questi si aggiungono immancabili aperture dialoganti di altre forze politiche, dai centristi al  Pd (Realacci), con il supporto di altri portatori di interessi come Chicco Testa del Forum Nucleare Italiano e Umberto Veronesi, che da buon oncologo presiede l’Agenzia sulla sicurezza nucleare, che naturalmente non ha dato voce a grosse preoccupazioni come hanno fatto invece l’Agenzia internazionale per l’energia atomica IAEA e la corrispettiva Agenzia francese.

Ed è proprio la (in)sicurezza che, per riprendere il game di recenti spot, dovrebbe dare scacco matto al nucleare: “il problema senza la soluzione”, recita l’amaro e ironico spot di Greenpeace non diffuso in televisione come quello, poi riconosciuto (da tutti, studiosi di comunicazione e cittadini prima che dall’Autorità competente) ingannevole e conseguentemente fatto ritirare, del Forum Nucleare Italiano. Dallo smaltimento e stoccaggio delle scorie al reperimento esterno ed esaurimento dell’uranio, alla pericolosità legata alla radiazioni che si è resa ancor più evidente nel dramma che sta colpendo in questi giorni la centrale nucleare di Fukushima (aggiornamenti-diretta) e un Paese, come il Giappone, più attrezzato di noi ad affrontare eventi sismici, non vi dovrebbero essere dubbi sull’opportunità di scegliere programmi alternativi, investendo su fonti di energia rinnovabili, pulite e sicure ed abbandonando anacronistici progetti pro-nucleare.

Nei giorni 12 e 13 giugno 2011 si terrà una consultazione per referendum abrogativi su temi di grande importanza, attraverso cui potremo esprimerci noi cittadini, in una delle rare volte in cui ci è possibile; per abrogare il cosiddetto legittimo impedimento, per il SI all’acqua pubblica e per il SI per fermare il nucleare.

E’ momento di cordoglio, con bandiere a mezz’asta, più che di grandi festeggiamenti!

Vota SI per fermare il nucleare

simbolo Comitato Promotore "Fermiamo il nucleare"

(immagine da facebook.com/votasiperfermareilnucleare)