Rimborsi elettorali: un’informazione scorretta su “Voglio Scendere”

11 06 2009


Leggendo il noto blog “Voglio Scendere” (P. Corrias, P. Gomez, M. Travaglio) , come d’abitudine nella mia rassegna quotidiana, vi ho trovato un breve scritto di Pino Corrias dal titolo Suicidi a sinistra che, oltre a presentare un contenuto insulso, riporta un’informazione scorretta in merito ai rimborsi elettorali. I rimborsi elettorali, chiariamo, andranno solo alle forze che hanno superato il 4% alle europee, non il 2%. Attraverso miei commenti, (comprensivi di alcuni riferimenti legislativi) a cui poi hanno fatto seguito quelli di altri, sono stato il primo a farlo notare, sperando in una rettifica.


E’ deludente trovare un post di quella pochezza argomentativa, politicamente strumentale e di disinformazione (in buona fede?) sul blog su cui scrivono anche Marco Travaglio e Peter Gomez e che è candidato come miglior blog giornalistico al Premio Ischia 2009.

Politicamente strumentale perché il giornalista aveva dichiarato, nei giorni scorsi, la sua scelta di voto (per il Pd) e il post in oggetto cerca di corroborarne a posteriori la scelta, pur avendo avuto anche il Pd un calo, dunque una sconfitta che Corrias forse non vuol vedere; pochezza argomentativa perché, pur considerandone la brevità, fa una semplicistica lettura del mancato raggiungimento del quorum da parte delle formazioni di sinistra che non si sono presentate tutte assieme.

Claudio Fava, stimato europarlamentare uscente che come altri non è stato rieletto a causa della soglia di sbarramento, decisa dai partiti maggiori per tener fuori anche dall’Europa tutte le altre forze di sinistra e non solo, aveva spiegato nei giorni scorsi le ragioni, gli obiettivi, le distinzioni dei progetti delle varie anime della sinistra, di Sinistra e Libertà e dei Comunisti.

 

Di seguito, il mio secondo commento lasciato ieri sul blog “Voglio Scendere” (ne avevo lasciato un altro in precedenza, primo a notare l’errore) :

Questo blog sarebbe il mio preferito se non vi trovassi, a volte, taluni articoli di Corrias a mio parere di poco conto come il presente. Ciò che mi sorprende non è la pochezza dell’argomentazione portata in questo post, sulla quale neppure mi esprimo proprio sulla base di tale considerazione ma il fatto che Lei, Corrias, non sia informato sulla seconda questione.

I contributi elettorali non saranno percepiti dalle forze di sinistra e dalle altre che abbiano superato (o raggiunto) il 2%. La Camera dei deputati soppresse l’articolo, inserito in prima lettura dal Senato, che consentiva l’accesso al rimborso elettorale a tutti i partiti che avessero raggiunto almeno il 2 per cento dei suffragi. Dopo un ulteriore passaggio al Senato, si è tornati al testo originario del decreto, che ne prevede la distribuzione tra le sole forze politiche che abbiano superato la soglia di sbarramento del 4% e abbiano avuto almeno un eletto al Parlamento europeo.

Alcuni riferimenti legislativi:

Resoconto sommario della seduta del Senato n. 174 del 18/03/2009, esame del Disegno di Legge S.1341-B in cui l’emendamento 1.0.1 che mirava a reintrodurre l’articolo eliminato dalla Camera dei deputati viene respinto, con votazione nominale elettronica

Lo stesso 18 marzo avviene la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 gennaio 2009, n. 3, recante disposizioni urgenti per lo svolgimento nell’anno 2009 delle consultazioni elettorali e referendarie. Approvato definitivamente, diventa Legge 26/09 del 25 marzo 2009


Aggiornamento:

Claudio Fava ha scritto una risposta a Pino Corrias, da questi pubblicata come rettifica al post. Corrias precisa di essersi affidato ad un Senatore della Repubblica come fonte. Ho nuovamente commentato:
“Lei dovrebbe saperlo, un Senatore della Repubblica non è miglior fonte giornalistica rispetto alle fonti documentali, come quelle che Le avevo segnalato io tramite una semplice ricerca sul web”.





Razzismo, tifo politicizzato o violento sono realtà di questo Paese. A volte, invece, c’è disinformazione: il caso Napoli (calcio e non solo)

16 10 2008

 

In questo audiovideo:

“Tifo e informazione. La bufala campana”. Di Enzo Cappucci.

Tifo violento o disinformazione?
L’inchiesta di Rainews24 sulle “violenze” prima di Roma-Napoli del 31 agosto 2008 e sul modo in cui i media hanno raccontato la vicenda.

Il servizio dura 20 minuti circa ed è da seguire interamente. Per una più corretta informazione


 
Nello scorso weekend, il campionato di calcio di serie A ha osservato un turno di riposo a causa del doppio impegno della Nazionale negli incontri di qualificazione ai prossimi Mondiali.

Nel primo di questi, un gruppo di sostenitori-estremisti italiani a Sofia recatisi per il match contro la Bulgaria si è segnalato per comportamenti deprecabili e cori inneggianti al fascismo.

Nell’indignazione generale che ne ha fatto seguito, in cui anche La Russa ha detto che si sarebbe vergognato, fa eccezione qualcuno come Domenico Mazzilli, direttore dell’Osservatorio del Viminale sulle manifestazioni sportive il quale ha detto di non condannare il comportamento di costoro, non trattandosi di reato in quel Paese; affermazione che non fornisce segnali positivi sul piano dell’educazione morale. Deve forse aver anche pensato che si sia trattato di poca cosa rispetto all’ampiezza del fenomeno dell’estremismo di destra nell’ambito delle manifestazioni calcistiche e al più generale e crescente numero di episodi di razzismo e xenofobia di cui le cronache italiane ci aggiornano ad un ritmo quasi quotidiano, come quello di pochi giorni fa di una 15enne di origine marocchina picchiata a Varese da un gruppo per un posto in un autobus. Oramai risulta difficile tenere il conto.

In merito ad un altro episodio recente che ha visto protagonista una donna di origine somala maltrattata, secondo le dichiarazioni della diretta interessata, all’aeroporto di Ciampino da agenti della polizia di frontiera, il Ministro dell’Interno Maroni parlò di una “clamorosa montatura, fatta anche dalla stampa, che non c’entra nulla col razzismo”[..] ..è veramente incredibile che i giornali – sottolineò il ministro leghista – diano credito a queste affermazioni senza nemmeno riportare correttamente ciò che è stata l’azione della polizia”.

Razzismo, intolleranza, estremismo del tifo politicizzato sono tendenze in crescita nello sport e nel quotidiano del nostro Paese e sembrano sempre più realtà coperte e sostenute da potere e volontà politica.

Qui però si vuol soprattutto prendere spunto da queste vicende, pur importanti, per far luce anche su un altro aspetto che pure rappresenta un problema nel nostro Paese ed è quello dell’informazione. Non si vuol stabilire una scala di priorità sui temi dell’informazione e del razzismo ma il discorso sulla montatura fatta dalla stampa e che ha portato Maroni all’annuncio di costituirsi, come Ministero, parte civile contro la donna somala, fornisce lo spunto per introdurre una diversa questione che il Ministro sembra aver giudicato in maniera opposta, fidandosi ciecamente dei racconti dei giornali, dei Tg in base ai quali scaturì una decisione di un certo peso. Sarà evidente, dunque, di come il Ministro leghista Maroni giudichi e agisca in maniera incoerente.

E varrà a dimostrazione di come esista davvero una questione sul potere d’influenza dell’informazione che in taluni casi può manipolare un evento aumentandone e distorcendone la portata, così come esiste davvero nel Paese un clima crescente d’intolleranza verso lo straniero e che sfocia in un’emergenza razzismo.

Razzismo che esiste, ribadiamo, anche nell’ambiente del calcio o che in taluni casi può quantomeno definirsi pregiudizio su base geografica, territoriale, come quello che andremo a vedere nella sua applicazione tutta italiana.

Una questione in particolare che, riemersa nei giorni scorsi, non è stata sufficientemente trattata da molti importanti organi di informazione sportiva e non: quella che tuttora vieta ai tifosi del Napoli di poter seguire la propria squadra in occasione delle trasferte su tutti i campi, divieto stabilito dopo la prima giornata del torneo a valere per l’intero campionato, secondo le valutazioni dell’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive del Ministero dell’Interno di Maroni e del Casms. (Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive) Tali organi, anche in occasione della più recente giornata di campionato, “sbagliarono” (?) valutazione classificando con il massimo indice di pericolo per la sicurezza la partita Genoa-Napoli, le cui tifoserie hanno da tempo un esemplare gemellaggio da vero spot positivo per il calcio. Uno striscione critico nei confronti dell’Osservatorio sulle manifestazioni, comparso all’inizio della gara tra Genoa-Napoli del 5 ottobre sulle gradinate della Nord, cuore del tifo rossoblù genoano recitava così: “Osservatorio: il vostro continuo monitoraggio ha dimenticato 26 anni di gemellaggio, vergogna”.

Ma tant’è, anche quest’anno come nel precedente, la trasferta ai tifosi napoletani è stata vietata e ad essa è stata aggiunta una classificazione del pericolo in modo tale da evitare che si possa trasmettere, agli occhi degli italiani tutti e non solo, un’immagine positiva di Napoli e dei (tifosi) napoletani, quale sarebbe scaturita dagli spalti del Marassi tra genoani e napoletani. Risulta talmente macroscopica l’incoerenza della decisione di classificare con il massimo grado di pericolo per la sicurezza la partita più pacifica del campionato da non riuscire a credere che in chi decide nell’Osservatorio ci possa essere un tale grado d’incompetenza e non conoscenza del mondo del tifo ma, piuttosto, risulta più credibile un’ipotesi di malafede e di un atteggiamento studiato e voluto.

Dopo la prima giornata di campionato, come molti sanno, fu presa la drastica decisione di vietare tutte le trasferte ai tifosi partenopei, sulla base di un’onda emotiva che oggi appare più chiara nella sua forma non di verità bensì di una tempesta o bolla mediatica. Leggi il seguito di questo post »