Napoli: tra i rifiuti, quelli di Lettieri al confronto

12 05 2011

Morcone e de Magistris a Sky Tg24; Lettieri assente

Morcone e de Magistris a Sky Tg24; Lettieri assente

(immagine tratta da pupia.tv)

Gianni Lettieri continua a disertare il confronto con altri candidati a sindaco di Napoli. Ieri ha saltato quello tenutosi presso la TGR Campania – RAI in occasione della seconda “tribuna elettorale”, assenza della quale, ha riferito il moderatore, si è scusato perché preso da altri impegni; ieri l’altro, il faccia a faccia televisivo a Sky Tg24. Lettieri non si presentò e senza dare preavviso neppure al confronto pubblico con i giovani e gli studenti organizzato da un giornale universitario.

Tra le sue scarse presenze, vedremo se ve ne saranno altre, quella alla prima tribuna elettorale TGR Campania – RAI (video), dove peraltro fu l’unico a mostrare segni d’intolleranza e nervosismo, interrompendo un altro candidato; qualcuno avrebbe dovuto spiegare a Lettieri che in spazi di tal genere ognuno esprime semplicemente le proprie proposte ed è tremendamente scorretto interrompere qualcuno, anche se si è stati nominati, come eventualmente avviene in alcuni talk show.

– Lettieri ha tra i suoi sponsor politici Cosentino, per il quale c’è stata la richiesta di custodia cautelare con l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica, Berlusconi (che non ha bisogno di commenti) ed ha tra gli alleati del principale partito a sostegno la Lega Nord dei Maroni e Borghezio, il quale pochi giorni fa ha usato parole offensive per descrivere la città di Napoli.

– Lettieri è sostenuto da un mucchio di partiti e listarelle su cui sono in corso più indagini dell’operazione “liste pulite”. Lettieri non rappresenta in positivo gli elettori del centrodestra.

– Lettieri, sul problema dei rifiuti, non propone soluzioni organiche e vuole l’inceneritore a Napoli est.

– Lettieri ha incassato il sostegno pubblico di un gruppo di ex-amici del centro-sinistra bassoliniano, in prova ora in un’altra collocazione di pensiero.

– Il curriculum di Lettieri imprenditore non è descritto propriamente di successo; nel contesto industriale da cui proviene sono presenti considerazioni negative come quelle di D’Amato.

– Della faccia di Lettieri è tappezzata e imbrattata Napoli (motivo di per sé sufficiente a non votarlo, appoggio la campagna di sensibilizzazione promossa dall’Associazione studenti napoletani contro la camorra) con grandi spese del Pdl (che poi recupera con i nostri rimborsi elettorali) per manifesti (abusivi quando al di fuori negli spazi preposti) riportanti il motto “Far vincere Napoli” fino a che il Napoli calcio, qui la sua strumentalizzazione in cui cascano o rischiano di cascare anche degli appassionati sportivi, ha malauguratamente preso delle sconfitte; di seguito, su probabile consiglio del suo manager elettorale Velardi, ex assessore di Bassolino, ha cambiato motto passando ad un’espressione che in genere riassume chi ha pochi argomenti suoi e si appoggia a quelli di altri: “quello che ci vuole”.

Aggiungo: per far perdere definitivamente Napoli.





Elezioni regionali campane: per l’elezione del presidente, uno qualunque fuorché De Luca

27 03 2010

 
Non che le elezioni nella mia regione, la Campania, dèstino in me grande motivazione all’espressione del voto; ciò malgrado, avendo l’abitudine di seguire anche la politica locale di Napoli e della sua regione (pur scrivendone poco), parlo dell’imminente voto per il rinnovo del Consiglio regionale e per l’elezione del presidente della Giunta.

Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca

In parte si tratterà, in tal caso, di un voto ‘contro’. Per attribuire una preferenza ad uno dei candidati presidente che non sia Vincenzo De Luca.
Per il voto di lista, ho le mie idee che potrò esprimere nel segreto dell’urna. Per l’elezione del presidente, la scelta è più di tipo personale, dunque la mia esclude De Luca.

Intanto, considero negativamente la decisione dell’Idv e di SEL di non presentarsi in proprio ma di sostenere, alleati in coalizione, quel De Luca su cui questi partiti avevano sollevato dubbi e critiche in merito alle inchieste in cui è visto coinvolto. Ma, in primis, la questione politica è e si fonde, inevitabilmente in elezioni di tal genere, nella personalizzazione della politica.
Non è la prima volta, nell’ambito locale campano, che quelle ed altre formazioni politiche predicano bene e razzolano male; un detto che potrebbe piacere a Di Pietro ma che in questa sua scelta di sostenere De Luca gli si può rivolgere contro. De Magistris, invece, si era dichiarato contrario ad appoggiare il sindaco di Salerno. Il compromesso al ribasso ha purtroppo avuto la meglio.

Ma veniamo a colui di cui si parla. Per citare brevi motivazioni contrarie, la prima che mi viene in mente è un’opinione sul suo atteggiamento, sull’arroganza. In campagna elettorale, lo ha più volte reso evidente con espressioni come mi devono pagare, riferendosi ad un eventuale confronto (eluso) con gli altri candidati, specie con Ferrero e Fico.
Percepisce la sua partecipazione ad un confronto politico al pari di una fornitura di un prodotto commerciale?
Sono tanti i maltrattamenti verbali di cui “lo sceriffo”, un soprannome che gli è stato dato, ha usato in questi mesi di campagna elettorale; perfino minacce come quella rivolta a Travaglio con spero di incontrarlo di notte al buio. Considerando che non solo in questi ma anche in più sereni eloqui digrigna i denti, il suo stile mi appare un po’ ‘violento’ e non un semplice decisionismo dell’uomo del fare come egli si ritiene.

Aggiungiamo, non con sorpresa, che non disdegna apprezzamenti verso Berlusconi e che si è dichiarato di destra europea. I commenti che fa su altri sono quasi unicamente tesi non a confrontarsi sugli argomenti ma ad offendere gratuitamente (ma forse vorrebbe essere pagato anche per questo) la persona, che per lui è un ‘nemico’, quando addirittura “non esistente” per cui non può confrontarsi con il “nulla”. Questo modo d’intendere la politica, per certi versi non dissimile da quello di Berlusconi, offende ogni vero democratico. Rinvio, a tal proposito, ad un articolo (“E De Luca offende come il Cavaliere”) di Fabio Ciaramelli.

Questi sono alcuni tratti salienti di un candidato (a ‘Governatore’ si vota una persona-candidato) che i piddini (che lo presentano comunque come proprio e da cui lui si smarca ad ogni occasione) ed altri elettori di centro-sinistra e non identificati potrebbero votare; con quale piacere e convinzione? Non può bastare quella di non essere il candidato di Berlusconi ma quello dell’altra principale parte politica (per così dire). Considererei negativa una scelta automatica e un po’ acritica di elettori di quel partito (Pd) e di altri dello stesso schieramento di associare il loro voto di lista a quello di De Luca. (Ricordiamo che è possibile, direi auspicabile per essi, il voto disgiunto; si può votare una lista e non per forza il candidato da essa sostenuto, contrassegnando anche il nome di un candidato presidente appoggiato da altra o altre liste).

Infine, per chi non lo conoscesse bene, il candidato De Luca ha espresso in svariate occasioni più lontane nel tempo (non ultimamente, per ragioni di convenienza elettorale) sentimenti e dichiarazioni contro Napoli e i napoletani, a volte in via sottesa altre volte in modo palese. E si candida a governare una regione di cui Napoli è il capoluogo, oltre ad essere la cosiddetta ‘capitale’ del Mezzogiorno.

Chiudo dunque questo breve intervento personale, così dovuto al poco tempo a disposizione, con un video in cui De Luca, tifoso della Salernitana, si compiace di certi cori contro i napoletani.
Secondo qualcuno, non è buona politica utilizzare il calcio come elemento di propaganda (negativa in questo caso) ma penso si adatti a quel modo d’intendere la politica.

Da Bassolino a De Luca, non credo si possa “cambiare tutto”, come recita uno scontato slogan della sua campagna..per cambiare davvero, meglio scegliere un altro tra i candidati presidente.
Uno qualunque fuorché De Luca.