Lista dei Ministri – qualche commento

18 05 2006


Stamane ho riletto ed aggiornato i numeri: 25 Ministri, 9 viceministri, 72 sottosegretari, quanta gente s’è piazzata..

Malinconico è il nuovo segretario generale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ieri c’è stato un fiorire di nuovi dicasteri, numericamente solo uno in più del precedente governo; il festival dello sdoppiamento (di Personalità) non accenna a chiudere i battenti. Le donne sono aumentate di numero ma sembra non riscuotano grande fiducia nella gestione di spesa. L’Unione non è così diversa dalla Cdl. Forse meno decisionista, o tendente a complicarsi la vita.

E’ un governo ampiamente politico, con pochi tecnici ma questa sembra essere una scelta positiva per il Ministero dell’Economia; speriamo che il prescelto sappia fare miracoli. L’Unione stessa forse percepisce in maniera miracolosa di essere governo, così più politici servono a dare una dimostrazione di muscoli, del resto l’Unione fa la forza. Dunque vanno date poltrone e poltroncine, non rischiare fuoriuscite, che ogni partito ha dato il suo contributo. Così vanno tutti i sistemi delicati di gestione del potere. Beh, qualche fuoriuscita non sarebbe un danno ma non si può; sono stati capaci di vincere sul rasoio e non si può rasare più di tanto.

Qualche caso en particulier. Per far rientrare la Bindi, che è stata “trombata” sia all’Istruzione sia all’Università, (quest’ ultimo dopo l’originaria ipotesi di Diliberto è andato a Mussi) le si è dato il Ministero per la Famiglia. Dopo tanti proclami della Cdl e della Chiesa, l’Unione vuol mostrare anch’essa la sua attenzione. Ma la Bindi ha una famiglia o ha mai pensato di averne una? Anzi, la Bindi…vabbé, non entrando troppo nelle sua biografia la scelta perlomeno fa un po’ sorridere. Di Pietro avrebbe come destinazione naturale la Giustizia ma, rischiando che la Giustizia possa funzionare davvero gli sono state assegnate le Infrastrutture, dove si deve più fare che parlare, che è meglio. Dovrebbe cercare una partnership con le Opere Pubbliche e Trasporti ma il Ministro Bianchi ha subito sparato cannonate sullo Stretto di Messina, il Ponte non si farà dice, tié! Per ricavare un altro posticino rosa, alla Melandri si è dato il Ministero per le Politiche giovanili e lo Sport. Lo conoscevo come assessorato, forse non sono ben informato su una sua preesistenza? Vedremo se farà qualcosa. Di questi tempi, sarebbe stata una simpatica provocazione un recoding come Ministero per la Solidarietà ai Giovani e allo Sport, così da prendere capra e cavoli (e so’ cavoli con il disastro messo in piedi dal big boss Luciano, (Moggi) l’uomo da più di 400 telefonate al giorno, altro che call-center, codici e pizzini. Infine Rutelli, che sarà vice-premier, leader della Margherita, Ministro per i Beni ed attività culturali e presumo con delega al Tempo Libero. Qualora gli restasse del tempo a disposizione,(penso di si) potrebbe accompagnare le vecchiette di Roma alla messa domenicale, se no se le prende tutte Casini! 🙂

la lista dei Ministri:

con portafoglio:

Affari esteri: D’Alema (Ds) (vicepremier)

Ambiente: Pecoraro Scanio (Verdi)

Commercio internazionale e Politiche europee: Bonino (RnP)

Sviluppo economico: Bersani (Ds)

Beni culturali e Turismo: Rutelli (Dl) (vicepremier)

Comunicazioni: Gentiloni (Dl)

Difesa: Parisi: (quota Prodi-Ulivo)

Economia e Finanze: Padoa Schioppa (quota Prodi)

Giustizia: Mastella (Udeur)

Infrastrutture: Di Pietro (Idv)

Interno: Amato (Ulivo)

Istruzione: Fioroni (Dl)

Lavoro e Previdenza sociale: Damiano (Ds)

Politiche agricole, alimentari e forestali: De Castro (quota Prodi)

Salute: Turco (Ds)

Solidarietà e Politiche sociali: Ferrero (Prc)

Trasporti: Bianchi (Pdci)

Università e ricerca scientifica. Mussi (Ds) 


senza portafoglio
:

Affari regionali: Lanzillotta (Dl)

Attuazione programma: Santagata (quota Prodi)

Famiglia: Bindi (Dl)

Funzione pubblica e Innovazione: Nicolais (Ds)

Pari opportunità: Pollastrini (Ds)

Politiche giovanili e sport: Melandri (Ds)

Rapporti con il parlamento e Riforme: Chiti (Ds) 





Un vincitore certo: gli italiani all’estero

14 04 2006


L’affermazione dell’Unione tra gli italiani all’estero è la novità e la certezza sull’esito di queste elezioni. Ha prevalso nel totale, ma è la circoscrizione Europa che ci consegna il dato più interessante e più vicino. Lì dove la lista unica dell’Unione ha doppiato il consenso forzista e consegna non solo una maggioranza al Senato ma anche un’immagine per alcuni nuova dei nostri connazionali altrove. Nuova ed inaspettata soprattutto per chi, il ministro per gli italiani nel mondo Tremaglia, ha tanto premuto per ottenere il voto di questo “nuovo” corpo elettorale e che si è rivelato un vero boomerang per il centrodestra.
Alcune significative percentali al Senato di nostri partners dell’UE che hanno dato all’Unione il voto di maggioranza : Regno Unito e Germania 44%, Portogallo 48%, Spagna 54%, Olanda 57%, Belgio 60%, Francia 61%, Svezia 66%. A testimonianza che un certo antieuropeismo di Berlusconi, solo a volte smentito secondo circostanze, lo ha visto soccombere alla preferenza per Prodi dei membri di Bruxelles.

Sorprende che il ministro di An Tremaglia fosse convinto che il senso d’italianità avrebbe portato voti sicuri alla sua coalizione. Un senso d’appartenenza patriottica che forse esiste ma che di certo non si riconosce nell’immagine obsoleta supposta dal suo promotore. Un’immagine che va aggiornata per quella che alcuni solo ora scoprono come comunità acculturata ed attenta al destino del Paese. Tremaglia ha fatto un grossolano errore di valutazione e ciò fa pensare che sia stato capace di guardare solo alla sua zona d’influenza. Ciò che dovrebbero riconsiderare, lui ed i poteri istituzionali tutti, è il riconoscimento e l’avanzata di un’opinione pubblica giovanile che nella percentuale con cui si è presentata al voto, lo ha fatto con cognizione di causa.

E mi soffermo sui giovani residenti negli altri paese europei, categoria che ho lasciato da non molto e di cui continuo a condividere il sentimento comune. Giovani stanchi di essere sbertucciati, derisi, offesi nell’immagine che Berlusconi ha trasmesso del paese; un paese poco serio che la stampa internazionale di ogni corrente politica raffigura da tempo come guidato da un capo-clown. Emigranti che hanno colto l’occasione per lanciare un messaggio, un grido coagulato di speranza, per il recupero del valore reale che loro spetterebbe. Ricercatori, lavoratori, neo-laureati che in paesi vicini e lontani sono andati in cerca di un condizione lavorativa di diritto, cervelli in fuga dalla sottovalutazione professionale, offerta agli altri quando disillusa in patria. Non sono persone che non amano il nostro Paese ma gente che in tanti casi ha dovuto lasciarlo per rispetto del proprio faticoso percorso e che ora che ha potuto esprimere un senso d’unità che sia anzitutto quello di una migliore rappresentazione. Consci delle gaffes internazionali di Berlusconi, tante volte li ho visti e ho con loro condiviso una strana sindrome, diffusa tra i giovani e gli studenti italiani all’estero, (sp. Erasmus) quando al minimo accenno di argomentazione politica ci si sente provenienti dal paese dei teleimbonitori. Una sensazione dura che diffida dal confrontarsi proficuamente con gli altri giovani europei, i quali ci pongono spesso la domanda: “come avete fatto a votare Berlusconi?”, ”come ha fatto a prendere tanti voti ?”, con un’aria incredula che si fa portatrice di una certa disapprovazione, sensazione sentita da tanti italiani all’estero.
Tutti testimoni di certi comportamenti irresponsabili, dai gesti di scherno nelle foto con i capi di Stato alle bislacche avances alla premier finlandese, dal terribile “kapò” affibbiato all’europarlamentare tedesco Schulz alla t-shirt anti-islam di un ministro uniculturale.

Considerando gli emigranti come stranieri-estranei disinformati sul destino dell’Italia, il Cavaliere aveva inviato qualche “spot” di propaganda. Ma altri leaders come Bertinotti in Francia e Prodi in Spagna si sono dedicati ad incontri sul territorio con queste comunità ed hanno ridato loro speranza.

Possibile che la Cdl pensasse di catturare ancora questi voti? Avevano contato su un aspetto che li ha visti procurare più danni che le emozioni patriottiche sperate; emozioni che ci sono ma che vogliono presentarsi ed esprimersi in Europa e nel mondo intero indossando un abito migliore.