Il “boom” del MoVimento 5 Stelle: cittadini votano altri cittadini

8 05 2012


(Video “Grandi, grandi, grandi…” da beppegrillo.it – YouTube.com)


La tornata di elezioni amministrative del 6 e 7 maggio potrebbe aver più chiaramente indicato, piuttosto che la crescita della disaffezione secondo uno sguardo ‘breve’ incentrato su una minore affluenza alle urne, un percorso ormai intrapreso: un rinnovato rapporto di partecipazione alla res publica da parte di cittadini che votano altri cittadini, non più così disposti ad affidarsi ai cd. “partiti tradizionali”.

Partiti che, qualcuno più altri meno, arrancano. Il Pd “tiene”, la Lega e altri calano ma è soprattutto il Pdl, posto (per ora?) in sordina il suo comandante Berlusconi il quale neppure ammette la sconfitta – e ciò è un bene per gli altri, potrebbe perdere ancor più la prossima volta -, si sta inabissando come il Titanic (però, onore ai caduti di quella tragedia), riducendosi in alcuni territori fino a percentuali da partitino minore; potrebbero cambiarne il nome, con la classica operazione di plastica pre-elettorale e anche prodigarsi economicamente in quella iniziativa annunciata recentemente da Alfano, che con Berlusconi darà un volto nuovo, dicono, alla politica italiana. Se però i suoi rappresentanti resteranno quelli che ancora vediamo in tv e che potremmo forse trovare più spesso sulla Rete, la sopravvivenza non dovrebbe durare molto.

Dunque c’è l’irrompere del MoVimento 5 Stelle, una forza politica non con “forma partito”, non affetta da ideologie del passato, non definibile mediante l’uso di semplicistiche categorizzazioni da manuale come “grillismo” e simili, costituita da una lista autonoma “certificata” dal suo ideatore Beppe Grillo. Vi sono le invettive tipiche del “personaggio”, che struggono le menti di osservatori della contemplazione e di qualche politico fine come Vendola – il quale nelle ultime settimane, con l’uso di toni offensivi personali verso Grillo, ha fatto diverse cadute di stile. Ma i partiti e gli osservatori capaci di guardare oltre (e ve sono, viene in mente Ilvo Diamanti che infatti non sottovaluta i fenomeni di cambiamento) dovrebbero (?) comprendere che il registro linguistico di un comico o ex tale che agisce da megafono dell’attenzione non racchiude l’impegno di attivisti, cittadini e candidati del MoVimento, i quali anche con toni pacati portano avanti idee, tradotte in proposte concrete in rapporto ai territori, sullo sfondo di un programma nazionale che pure c’è ed è sui siti di riferimento. I punti del programma spesso vengono perfino copiati da altri, anche dai partiti, sulla carta.

Questi cittadini-candidati, tra cui tanti giovani di cultura anche politica ma indipendente, che si autofinanziano con pochi euro e fanno campagna elettorale pressoché a costo zero su internet, che come MoVimento a differenza di tutti gli altri (i partiti) non intascano i rimborsi elettorali (già finanziamento pubblico dei partiti) che vengono volontariamente rifiutati e lasciati nella casse dello Stato affinché quel denaro possa essere usato per altri nobili fini, rappresentano la vera, Politica. E se ne riappropriano allorché i partiti tradizionalmente si (pre)occupano del popolamento di cariche per i propri adepti e dell’accumulo di denaro pubblico (poi utilizzato a fini privatistici, come le indagini in corso parlano per i casi Lusi, Bossi ecc.), elementi che fanno di tali partiti, loro si, l’anti-politica. Che è cosa diversa da un’anti-partitocrazia, difficile da distinguere per un po’ di giornalisti e politici dal pensiero unico e limitato, così impegnati nel tentare di denigrare il “personaggio politico” Grillo.

Non è grave, a parere di chi scrive, che Napolitano abbia risposto a precisa domanda di non vedere alcun boom in queste elezioni; ora, se per “boom” possiamo anche intendere la sorpresa e non solo i numeri, non era inatteso l’esito elettorale del laborioso impegno che da due anni e mezzo circa porta avanti il MoVimento 5 Stelle, a partire dai territori locali, con una crescita costante e un potenziale ancora inespresso, specie al Sud. Se ne accorgono ora, forse, i partiti. Nei giorni scorsi, cercando di correre ai ripari con un fuoco concentrico, tutti contro Grillo, demonizzandolo per paura della propria inadeguatezza e dei propri elettori. Come ha invitato a fare Grillo, certi politici continuino pure ad attaccarlo, descrivendolo con termini offensivi alla stregua di quelli comico-provocatori a lui criticati; per i cd. “grillini” e il MoVimento 5 Stelle va bene continuare così, così come per Grillo che aggiunge, in uno dei suoi più recenti post: “ci vediamo in Parlamento”.





NO all’abolizione del valore legale del titolo di studio

23 04 2012

"La cultura si mangia!" (vignetta di Vauro tratta da "MetropoLiS")

"La cultura si mangia!" (vignetta di Vauro tratta da "MetropoLiS", click link immagine)


Ultime ore, fino a domani 24 aprile 2012, per partecipare alla consultazione pubblica sul valore legale del titolo di studio.

Il questionario da compilare online sul sito del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca può essere fatto oggetto di critiche sulla tendenziosità di alcune domande, sull’insufficienza del quadro documentale, su difetti riguardanti le semplici(stiche) modalità di accesso, queste ultime sulla base di quanto riportato da chi ha provato ad accedervi usando uno pseudonimo.

Malgrado tali criticità e benché sia stato poco pubblicizzato, pressoché soltanto al momento del lancio dell’iniziativa da parte del governo Monti e del ministro Profumo, ad avviso di chi scrive è utile esprimere il proprio orientamento, in specie da parte degli addetti ai lavori e tra questi gli studenti, rispondendo da subito – con il proprio vero nome – anche in semplice accordo/disaccordo alle principali domande (per le quali occorre poco tempo – nda); a tal fine si consiglia di consultare le indicazioni fornite dalla “Rete della Conoscenza”, che ha redatto un prontuario di aiuto su “come rispondere al questionario del Ministero” (ad uso dei contrari all’abolizione, sia chiaro).

Inoltre, da alcuni giorni e fino alle h. 23:59 del 15 Maggio 2012 (questo è il modo corretto d’indicare le scadenze, non come fanno in maniera superficiale al Miur) è presente in rete anche un contro-questionario, ispirato dall’“Assemblea per l’Università Bene Comune/”Convenzione per una scuola bene comune”, che non s’intende segnalare a scopo di alternativa a scapito di quella del Ministero ma come elemento di confronto e di partecipazione.

L’autore del presente scritto sostiene una posizione di contrarietà all’abolizione del valore legale del titolo di studio, eventualità che determinerebbe effetti di discriminazione in ambito pubblico tra chi consegue (o abbia conseguito) per es. una laurea presso un’università cosiddetta “di serie A”, classificata come tale sulla base di calcoli e fattori la cui oggettività risulterebbe sempre fortemente opinabile; avrebbero più peso le finanze dell’ateneo dunque i probabili maggiori costi delle tasse d’iscrizione di chi potrebbe permetterseli, in molti casi per censo familiare, a scapito di una stessa laurea conseguita presso un’università considerata “di serie B”, dal costo più contenuto, accessibile ma plausibilmente penalizzata da un ranking inferiore. La valutazione delle università esiste già ma qui si avrebbero risvolti negativi diversi. Gli effetti di tale differenziazione tra titoli che oggi sono uguali per legge si riverserebbero, per quella che è la proposta del Governo ora sottoposta a discussione, nell’accesso ai concorsi pubblici, che vedrebbero posizioni di privilegio per i portatori di un titolo di università A piuttosto che B e anche in ordine all’accesso alle professioni e alle progressioni di carriera nella PA, per le quali non sarebbe più necessario uno specifico titolo di studi di livello superiore.

Un altro tema in discussione, a questo collegato, è la sciagurata ipotesi di sminuire il valore del voto di laurea, sempre nel settore del pubblico impiego, nel quale non sarebbe considerato il suo punteggio.

Tali elementi, insieme alla considerazione ideale che a parità di titolo si dovrebbero avere uguali opportunità lavorative post-laurea di partenza, non discriminate sulla base della provenienza di università (e Regione) ma basate su merito e impegno personale in un percorso di titolo definito, all’importanza di un riconoscimento giuridico dei titoli di studio seguendo anche l’impegno dell’Ue nel riconoscere un sistema comune d’istruzione superiore e di accesso professionale, fanno “gridare” senza dubbi il NO all’abolizione del valore legale del titolo di studio.





S. Berlusconi: dimesso! Che il 12/11/2011 sia l’inizio di una nuova Liberazione!

12 11 2011

Berlusconi cupo in volto

Berlusconi, cupo in volto, lascia Palazzo Grazioli (immagine, cliccabile con link, da: repubblica.it)

Finalmente! Se si può e si potrà anche storicamente affermare.

Alle h. 21:42 del 12 novembre 2011, Silvio Berlusconi ha rassegnato le dimissioni da presidente del Consiglio dei Ministri, ponendo fine al Governo Berlusconi IV.


Berlusconi consegna così la sua ‘ritirata’ (?) politica (quantomeno da capo del suo quarto governo), non per via giudiziaria né per meriti di avversari politici ma, per quel che lui potrebbe ammettere, per difficoltà nell’affrontare la crisi economica e dei mercati finanziari e per lo sgretolamento della sua maggioranza di governo. Magari segnasse la sua definitiva “uscita dal campo”; sarebbe auspicabile un suo ritiro a vita ‘privata’ ma è difficile che tale auspicio possa esaudirsi, anzi bisognerà vigilare su una sua possibile strategia legata alle dimissioni e alla preparazione di una nuova campagna elettorale. E divertirebbe, per così dire, una sua nuova e non improbabile, ennesima candidatura. In prima persona o attraverso un suo “delfino”.

Sperando che questo bel giorno per l’Italia segni l’inizio di una nuova Liberazione da una forma di democrazia limitata o di “dittatura subdola” che ha caratterizzato il quasi ventennio del berlusconismo (che però, probabilmente, resta il maggior fardello da debellare) e che porti alla conclusione della cosiddetta “anomalia italiana”, quale sistema politico-economico distorto – basti citare l’irrisolto “conflitto d’interessi” – che ha permesso a un Mister B. di dominare, volgarmente e a scopi privatistici, la scena politica italiana per così tanti anni, grazie anche all’assenza di (validi) competitors tra i cosiddetti “oppositori”, specie sul piano della comunicazione politica, come chi scrive preferisce osservare.

Sarà interessante notare in futuro se chi lo ha sostenuto e votato nel corso di questi anni politicamente “anneriti” per il nostro Paese, “i peggiori anni della nostra vita” (v. video ironico di Crozza che interpreta il Presidente Napolitano), ammetterà di averlo fatto, non tradendo coerenza e senza rinnegarlo e/o fuggire, come invece fanno e faranno certi servi suoi “sudditi”.

È festa in piazza e davanti al Quirinale, eccezionalmente luogo di approdo per il giubilo collettivo. Oggi, particolarmente, mi preme dire e scrivere: viva la Libertà, viva la Democrazia, viva l’Italia, viva la nostra Repubblica!


(video di Il Fatto Quotidiano da: youtube.com)





Il governo vuol ‘accorpare’ le festività civili. E non per un colpo di calore

19 08 2011
No soppressione festività civili

"No soppressione feste civili"

(immagine tratta dal blog: http://soppressionefestecivili.blogspot.com/)


Sarebbe meno preoccupante se si potesse imputare alle calde temperature la causa per cui, tra luci ed ombre presenti nelle misure anti-crisi approntate in questo mese di agosto dal governo Berlusconi, sia stata proposta quella di accorpare (ma si potrebbe dire anche “accoppare” e comunque sopprimere, de facto) le festività civili del nostro Paese, (insieme a quelle dei Santi Patroni e già San Gennaro a Napoli non è d’accordo, per così dire) in modo che “le stesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica” (art. 1, comma 24 del Decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138).

Sono quelle di celebrazione laica di avvenimenti storici, in ordine da calendario: il 25 Aprile, il 1° Maggio, il 2 Giugno; le date che hanno significato la Liberazione dal Fascismo, il valore del Lavoro e la scelta di democrazia costituzionale della Repubblica.

Purtroppo non è quello il motivo; lo è, invece, la volontà già più volte espressa di sminuire la considerazione degli eventi che hanno arriso all’Italia ma non, fatte le proiezioni storiche, al pensiero settario dell’attuale governo.

Si pensi a cosa succederebbe nell’opinione pubblica se, per esempio, in Francia si decidesse di spostare la festa nazionale del 14 luglio ad un altro giorno, precedente o successivo.

Peraltro, l’introduzione di tale disposizione non sembrerebbe poter produrre rilevanti ricadute economiche vantaggiose; anzi, potrebbe aversi una contrazione di consumi, come fanno notare gli operatori del turismo, con conseguenze dannose per il motore dell’economia nazionale.

Ma la questione è anche di principio, di identità e riconoscimento dei valori fondanti della nostra storia democratica e memoria civile.

Tra le voci di contrarietà espresse in rete, a sostegno della posizione espressa dall’“Anpi”, l’Associazione “Articolo 21” ha lanciato un appello, con raccolta di firme, “contro l’abolizione delle feste del 25 Aprile, del 2 Giugno e del Primo Maggio; alcuni docenti universitari promuovono a loro volta un appello, anche attraverso una pagina Facebook, con petizione per il “No alla soppressione delle feste civili”. Altre iniziative, come la petizione della CGIL, stanno nascendo.

Sperando in un suo rinsavire e in uno scatto d’orgoglio nazionale perfino in questo governo, continuerei ad ogni modo a festeggiare i tre bellissimi eventi storici nelle loro rispettive date reali e originali.





Milano – Napoli: cambiamento; e Berlusconi è stato un danno su tutta la linea

31 05 2011


E’ credibile che la presenza di Berlusconi al fianco dei candidati sindaco per il centrodestra nelle piazze di Milano e Napoli sia stata un boomerang, un danno su tutta la linea dato che oramai viene percepito, anche da parte del suo elettorato, come un fattore perdente. Sintomatico è perfino un video in cui si vede Berlusconi che va a votare nella propria sezione elettorale, per il ballottaggio nella (ora ex) ‘sua’ Milano. La reazione della scrutatrice è un po’ l’aspetto simbolico di queste elezioni amministrative; per lei c’è tutta la mia comprensione e solidarietà. Anche io, peraltro, ho lavorato in un seggio a Napoli nel turno di ballottaggio di domenica 29 e lunedì 30 maggio. Della scrutatrice, è stata poi pubblicata una foto in cui è molto sorridente: in Piazza Duomo, durante i festeggiamenti per l’elezione a sindaco di Giuliano Pisapia.


(video da Youreporter.it via Youtube.com)

Anche a Napoli, è plausibile che la partecipazione di Berlusconi in Piazza del Plebiscito abbia avuto effetti negativi, tanto che Lettieri aveva chiesto che non venisse, dovendo già fronteggiare l’ingombrante figura di Cosentino. Ma qui si è andati oltre Berlusconi. Nella Napoli cosiddetta “liberata”, la vittoria di Luigi de Magistris, da tanti festeggiata davanti al Comune in Piazza Municipio, ha per così dire “scassato” e comunque dimostrato che in una Politica con la “p” maiuscola, in cui i cittadini partecipano attivamente anche e finalmente attraverso il voto d’opinione, può (e secondo me deve) essere premiata l’indipendenza politica del candidato; sperando che i logori meccanismi di nomina partitocratici, locali e nazionali, siano al tramonto, con l’inizio di un vero cambiamento.





Solo il governo italiano non frena sul nucleare e mentre in Giappone è dramma, l’Italia festeggia l’Unità

16 03 2011

(video di “GreenpeaceItaly”, youtube.com)


Allorché il mondo s’interroga sul nucleare e Paesi nostri vicini tra cui Francia, Germania ed altri Paesi europei, preoccupati, si accingono a ripensare programmi e prolungamenti sull’uso di impianti nucleari, sull’esempio dato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, il governo italiano berlusconiano, in cattiva compagnia di Enel e Confindustria e in favore delle solite cricche di affaristi senza scrupoli, si ostina cocciutamente a confermare la propria cieca agenda atomica che prevede la costruzione e l’allocazione di centrali nucleari sul nostro territorio, in barba a cosa ne pensano le popolazioni e gli amministratori di molte regioni ed anzi provando a secretare l’individuazione degli impianti.

Per la Campania, il governatore Caldoro si è invece già dichiarato d’accordo a localizzare il nucleare.

Esponenti del Pdl che in certe occasioni sembrano volersi spacciare per esperti, come Cicchitto, Brunetta, <strong<Romani e il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo la quale dice di andare avanti e tenta di rassicurare sul grado di sicurezza delle previste centrali di terza generazione (ma che, secondo più esperti, sarebbero già obsolete alla nascita), aggiungendo acriticamente quale leit-motiv che il programma di governo deve proseguire, anziché provare a riflettere o forse meglio a star zitti, continuano ad affermare l’intenzione di proseguire il piano per l’atomica, arroccandosi in solitudine sull’arretratezza culturale e globale con cui vogliono far affrontare il presente e il futuro energetico e non solo al nostro Paese, unico in controtendenza rispetto ai moderni stati europei.

Questi addetti del Pdl dicono di non allarmarsi e di non farsi prendere dall’emotività del momento ma potremmo o dovremmo pensare che loro si siano fatti prendere e non da ora dall’irresponsabilità e dall’irragionevolezza.

A questi si aggiungono immancabili aperture dialoganti di altre forze politiche, dai centristi al  Pd (Realacci), con il supporto di altri portatori di interessi come Chicco Testa del Forum Nucleare Italiano e Umberto Veronesi, che da buon oncologo presiede l’Agenzia sulla sicurezza nucleare, che naturalmente non ha dato voce a grosse preoccupazioni come hanno fatto invece l’Agenzia internazionale per l’energia atomica IAEA e la corrispettiva Agenzia francese.

Ed è proprio la (in)sicurezza che, per riprendere il game di recenti spot, dovrebbe dare scacco matto al nucleare: “il problema senza la soluzione”, recita l’amaro e ironico spot di Greenpeace non diffuso in televisione come quello, poi riconosciuto (da tutti, studiosi di comunicazione e cittadini prima che dall’Autorità competente) ingannevole e conseguentemente fatto ritirare, del Forum Nucleare Italiano. Dallo smaltimento e stoccaggio delle scorie al reperimento esterno ed esaurimento dell’uranio, alla pericolosità legata alla radiazioni che si è resa ancor più evidente nel dramma che sta colpendo in questi giorni la centrale nucleare di Fukushima (aggiornamenti-diretta) e un Paese, come il Giappone, più attrezzato di noi ad affrontare eventi sismici, non vi dovrebbero essere dubbi sull’opportunità di scegliere programmi alternativi, investendo su fonti di energia rinnovabili, pulite e sicure ed abbandonando anacronistici progetti pro-nucleare.

Nei giorni 12 e 13 giugno 2011 si terrà una consultazione per referendum abrogativi su temi di grande importanza, attraverso cui potremo esprimerci noi cittadini, in una delle rare volte in cui ci è possibile; per abrogare il cosiddetto legittimo impedimento, per il SI all’acqua pubblica e per il SI per fermare il nucleare.

E’ momento di cordoglio, con bandiere a mezz’asta, più che di grandi festeggiamenti!

Vota SI per fermare il nucleare

simbolo Comitato Promotore "Fermiamo il nucleare"

(immagine da facebook.com/votasiperfermareilnucleare)





“AAA Cercasi”; dignità femminile per l’8 marzo

8 03 2011

 

Non mi piacciono le feste dedicate in giorni specifici, tantomeno credo che abbia granché senso una cosiddetta “Festa della donna” (che, volendo, dovrebbe valere ogni giorno e la commemorazione del tragico episodio da cui ha avuto origine si potrebbe sempre fare l’8 marzo).

Il brano “AAA Cercasi”, della ‘cantantessa’ Carmen Consoli:

appare però significativamente adatto, anche per la “Giornata Internazionale della Donna”, a rappresentare l’andazzo della condizione femminile in Italia, pervasa dall’immagine della Tv spazzatura.

Con l’auspicio che tante donne nell’attuale italietta (per la quale Unità c’è poco da festeggiare, considerando anche il modo in cui avvenne e come si dispiegano oggi le discriminazioni su base geografica) riconquistino la dignità di cui ogni persona di valore dovrebbe vestirsi, non dandosi in disponibilità ad un satrapo (e non solo a quello più noto nel nostro Paese) al fine di far carriera rapida ed ottenere soldi facili. Con questo, non riferendosi alla prostituzione tout court.

Sarebbe inoltre opportuno abbandonare il termine di moda e abbellimento, escort, smettendo di fare pubblicità indiretta ad altro e usando i termini che abbiamo sempre dato per buoni; ‘quelle’ si chiamano prostitute, meretrici, al limite puttane. Il discorso vale anche per tanti uomini pronti a svendere la propria dignità, ad esempio in politica, nelle istituzioni, nel giornalismo, gli ambienti dov’è diffusa soprattutto la prostituzione intellettuale. (E qui le virgolette semplici, sempre per l’Italia, non occorrono più)

Impegniamoci, piuttosto, nel dare attenzione al lavoro, precario e fatto di sudore e fatica, anche mentale, delle donne e di tutti: di braccia, d’ingegno e sulle coscienze, affinché prevalga il valore meritocratico e la sua dignità.





Montecitorio: Camera chiusa per poltrone a rischio

3 12 2010
(Montecitorio) Camera dei Deputati chiusa

(Montecitorio) Camera dei Deputati chiusa

Nella riunione del 1° dicembre il Pdl ha chiesto e ottenuto, con l’accordo dei Futuristi di Fini, di tenere la Camera chiusa, inattiva fino alla discussione della mozione di sfiducia al Governo, a cui seguirà la votazione del 14 dicembre.

Stanno tremando al pensiero di perdere le poltrone e non riescono ad occuparsi di altro se non, forse, al loro relativo conteggio e ai tentativi di acquisizione di poltronisti incerti.

Tale debolezza, tra le altre del suo capo, fa di questa ‘maggioranza’ in decomposizione il Governo dell’improduttivo non fare.





‘Festa’ del lavoro. A Napoli, del terrorismo di certi ‘disoccupati’

1 05 2010


‘Festa’ del lavoro, ricordando (come si dovrebbe) soprattutto i caduti e tenendo a mente i non pochi che soffrono lo sfruttamento, la precarietà e la disoccupazione in specie giovanile di cui governi e sindacati poco si preoccupano e soprattutto con scarse capacità di analisi.

In Campania, dati Istat, la situazione è delle peggiori. Inoltre a Napoli “disoccupati” sono chiamati, da molti organi di stampa in questo colpevoli, certi gruppi più o meno organizzati che fanno del terrorismo, della violenza il proprio modo per chiedere vie preferenziali di accesso al lavoro; gente che, forte è il sospetto, sembra inviata e pagata per creare disordini.

A differenza delle moltitudini silenziose di giovani (e meno), tra cui istruiti e competenti, che pur essendo senza lavoro e senza meritevoli prospettive s’impegnano nel rispetto dell’ordine pubblico, preservando il territorio e l’immagine della città anche per il turismo napoletano, che con amara ironia invece può assumere un suo genere specifico fatto di distruzione e impunità.





Liberiamo l’acqua. 24-25 aprile: parte la raccolta firme

24 04 2010

Liberiamo l'acqua - raccolta firme

Liberiamo l'acqua - raccolta firme


In questo fine settimana del 24-25 aprile ha inizio la raccolta di firme per i referendum per l’acqua pubblica; 3 quesiti referendari, depositati presso la Cassazione di Roma il 31 marzo e promossi dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua insieme a tante associazioni culturali e realtà sociali, con il sostegno anche di diverse forze politiche. (v. Comitato promotore).
Una battaglia comune per tante forze che vede assente l’Idv, che ne proporrà uno in proprio che poco cambierebbe la normativa attuale; tale rifiuto ad aderire sembra seguire una logica e un tentativo di mettere un proprio ‘cappello’ partitico sulla battaglia.
Un atteggiamento non nuovo e di cui i cittadini informati sono consapevoli.

E’ da notare che tra gli estensori dei 3 referendum sull’acqua, il cui combinato giuridico permetterebbe una vera ripubblicizzazione, vi sono eminenti costituzionalisti e docenti universitari come Stefano Rodotà e Alberto Lucarelli.

A Napoli, l’evento di lancio si terrà in Piazza Dante dalle h. 18 di oggi; vi saranno banchetti per firmare e relatori e musicisti che accompagneranno la serata.

Proprio al Consiglio Provinciale di Napoli si è fatto nei giorni scorsi un passo avanti con l’approvazione di un documento, presentato dal capogruppo della Federazione della Sinistra Tommaso Sodano, che riconosce l’acqua come bene comune pubblico, ritenendo la gestione idrica come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.

C’è tanto impegno da portare avanti, firmando in Campania e nelle altre regioni perché la gestione dell’acqua torni ad essere pubblica e non affidata a gare tra privati.

L’acqua è un bene primario pubblico, non una merce di profitto.

Liberiamo l’acqua!

(Senza dimenticare, domani ed ogni giorno, come grazie anche ai partigiani della Resistenza il nostro Paese fu liberato dal nazi-fascismo)