9 maggio, Festa dell’Europa 2012

9 05 2012


(Video “Campagna di comunicazione Festa dell’Europa”, di “affari europei” da YouTube.com)


La giornata di oggi, 9 maggio, rappresenta la Festa dell’Europa 2012, Europe Day.

Se ne parla sempre poco ma quest’anno, grazie al governo Monti che per altre questioni è criticato, non è questo post il luogo, riceve una maggiore attenzione.

Oltre agli eventi celebrativi che puntualmente vengono organizzati, per conoscere i quali si consiglia di navigare nel sito web della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, nei giorni scorsi è andato in onda uno spot televisivo (in alto), parte di una campagna di comunicazione istituzionale realizzata dal Dipartimento per le Politiche europee, il quale riassume situazioni derivanti da un’Europa che ci rende “più forti insieme” com’è scritto nello slogan scelto per il manifesto del 2012 (qui in versione fr).

Europe Day 2012, poster smoller image

Europe Day 2012, poster smaller image, © Union européenne 1995-2012, europa.eu

Tra i benefici dell’Ue, piace sottolineare i cambiamenti positivi che un programma di studi quale “Erasmus” ha apportato nelle vite, anche professionali, di tanti giovani. Peraltro, proprio quest’anno se ne festeggiano i 25 anni dalla nascita.





Elezioni 6 e 7 giugno 2009: al voto !

5 06 2009
Elezioni europee giugno 2009

Elezioni europee giugno 2009

L’impegno personale nel seguire la campagna elettorale per le elezioni europee e in misura minore per la Provincia di Napoli non mi ha lasciato tempo per aggiornare il blog sull’andamento della stessa.

Non volendo usare questo spazio per dare indicazioni precise sul voto, invito semplicemente ad andare alle urne; una possibilità che possiamo usare, come la campagna di comunicazione istituzionale del Parlamento europeo ci ha suggerito nelle ultime settimane, con il motto “Usa il tuo voto” (“It’s your choice” nella versione inglese). Diversamente dalle ultime politiche, alle elezioni europee possiamo, oltre che barrare un simbolo di partito o di lista, esprimere al suo fianco fino a 3 preferenze, scrivendo i nomi e cognomi o solo i cognomi dei candidati di quella lista o partito.

Il piano di comunicazione istituzionale del Parlamento europeo per l’intera Ue è stato rifiutato e dunque non applicato nel nostro Paese dal Governo Berlusconi che ha invece prodotto propri spot allo scopo, duole pensare, di orientare politicamente la scelta di voto. Uno di questi ha avuto per testimonial una delle ragazze oggetto di note conversazioni telefoniche tra Saccà e Berlusconi. Ci sono anche state polemiche sugli spot per quanto riguarda le informazioni sul diritto di voto, attribuito “ai cittadini italiani che hanno compiuto i 18 anni”; dimenticando di rendere noto che i comunitari residenti nel nostro Paese, cittadini di altri Paesi dell’Ue, se inseriti in tempo negli elenchi elettorali, possono votare in Italia. 

Apprezzabile l’inchiesta partecipativa sulla pratica selvaggia dei manifesti elettorali abusivi, dossier fotografico raccolto sul sito Fai Notizia.

Come ampiamente prevedibile, si è parlato poco di Europa e per lo più da un punto di vista nazionale, con qualche eccezione.

Per gli indecisi, sulla rete è possibile testare la propria affinità con le forze politiche che si presentano alle elezioni europee grazie ad alcuni siti. Segnalo EU Profiler, anche se non l’ho trovato molto convincente perché l’esito, personalmente, mi è sembrato troppo orientato da una singola domanda, secca, sulle intenzioni di voto. Un’altra simulazione è su Vote Match Europe. Le issues sono anche qui piuttosto semplificate ma il test, diversamente dal precedente, indica una scelta che nelle urne non possiamo fare, tra gruppi politici europei. Non dunque sulle formazioni politiche italiane che si presentano alle elezioni europee. E’ interessante però confrontare la propria posizione su ogni tematica con quella di ogni gruppo europeo ed il comparare il proprio risultato con quello, aggregato in percentuale, degli altri internauti partecipanti.

Poi c’è sempre l’Euro-politometro di Repubblica e il suo speciale elezioni 2009 che resta un puntuale riferimento per seguire lo spoglio e i risultati, così come i siti istituzionali del Ministero dell’Interno – Speciale elezioni e quello del Parlamento europeo.

Al voto dunque!





2 giugno – Festa della Repubblica italiana. Auguri

2 06 2008


Nella ricorrenza del 2 giugno, celebrazione della Festa Nazionale della Repubblica e data cruciale per la storia del nostro Paese, (il 2 giugno 1946 l’Italia scelse, attraverso un referendum, la Repubblica lasciandosi alle spalle la Monarchia e quest’anno la nostra Costituzione compie 60 anni..non sono pochi coloro che non lo sanno) riporto i passi che reputo più interessanti del messaggio di ieri agli italiani del Presidente Giorgio Napolitano
:

“Su quali basi un rinnovato sforzo della nostra comunità nazionale debba poggiare, lo dicono i principi e gli indirizzi della Costituzione che la Repubblica si diede sessant’anni fa [..[ Ma non posso tacere la mia preoccupazione, in questo momento, per il crescere di fenomeni che costituiscono invece la negazione dei principi e valori costituzionali : fenomeni di intolleranza e di violenza di qualsiasi specie, violenza contro la sicurezza dei cittadini, le loro vite e i loro beni, intolleranza e violenza contro lo straniero, intolleranza e violenza politica [..]

Chiedo a quanti, cittadini e istituzioni, condividano questa preoccupazione, di fare la loro parte nell’interesse generale, per fermare ogni rischio di regressione civile”[..]

Costruiamo insieme un costume di rispetto reciproco, nella libertà e nella legalità [..]

 

Altri contenuti nel messaggio inviato il giorno precedente ai Prefetti d’Italia:

“L’anniversario della Festa della Repubblica deve rinnovare in tutti noi il forte impegno ad individuare risposte sempre più efficaci a domande e bisogni dei cittadini.
Le scelte e gli interventi, che ciascuno, secondo le proprie responsabilità, è chiamato ad adottare, devono tener conto, in via prioritaria, del crescente disagio di persone e comunità [..] A tal fine, sul territorio, è da valorizzare [..] il massimo coinvolgimento anche delle rappresentanze sociali, [..] quali sedi di confronto, di raccordo e di intese.” [..]

 

Buona festa a tutti, alla Repubblica e alla Costituzione ed auguri a me, è il mio giorno di festa.




“Workshop – Comunicare l’Europa: progetti, valori, opportunità”

29 02 2008

 


La seconda giornata della Winter School si apre con il workshop dal tema: “Comunicare l’Europa: progetti, valori, opportunità”, con relatori:

Piervirgilio Dastoli
Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea

Ginevra Del Vecchio
Antenna Europea – Europe Direct Caserta

CorradinoMineo                                                                                                                                                                                 Direttore RaiNews 24

Gianni Pittella
Deputato al Parlamento Europeo 

Coordina Ivano Russo 


Ginevra Del Vecchio
, responsabile Europe Direct Caserta, comincia con lo spiegare in che cosa consiste il lavoro dei punti d’informazione europea Europe Direct, antenna delle istituzioni sul territorio, creati per essere al servizio della gente. Il ruolo degli Europe Direct è quello di promuovere strumenti di partecipazione democratica venendo incontro al cittadino, grazie alla presenza capillare sul territorio di regioni e città dell’ Unione europea. Il compito degli Europe Direct, facenti parte del piano di comunicazione stabilito dalla Commissione europea nel 2005 per diffondere maggiori conoscenze sulle istituzioni europee e sulla loro attività, non è stato subito chiaro alla cittadinanza. Vengono citati alcuni esempi di rapporto e di disinformazione del cittadino nei confronti di tali uffici, considerati inizialmente alla stregua di copisterie (!) o come presunti servizi di catering. L’antenna di Caserta è un punto informativo di più antica nascita, attivo anche nell’organizzazione di eventi per il pubblico.  
 

Piervirgilio Dastoli, Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, parla della cultua amministrativa europea, mettendo in evidenza come sia prevalsa per lungo tempo la cultura della non trasparenza nell’amministrazione pubblica europea. Specie nell’utilizzo del linguaggio giuridico si sono avuti però dei cambiamenti, il linguaggio è migliorato allorché il Parlamento europeo è divenuto co-legislatore con il Consiglio dell’ Ue, che svolgeva precedentemente gran parte del compito. Per quanto concerne la visione delle istituzioni europee, il modo in cui sono percepite dall’opinione pubblica, esse sembrano essere ritenute, in base ai sondaggi eurobarometro, come più apprezzate di quelle nazionali. Bisogna però superare un persistente gap informativo e di relazione tra le istituzioni europee e i cittadini. Ad esempio, la comunicazione politica nell’ambito delle elezioni europee (che si terranno nel giugno 2009) è carente e abitualmente i candidati fanno campagna elettorale parlando d’altro, magari rifacendosi alle tematiche nazionali, per cui spesso il voto del cittadino è un voto ignaro, non basato su una sufficiente informazione e comunicazione. Recentemente la Commissione europea ha deciso di venire incontro maggiormente alla società civile e imprenditoriale, elaborando libri bianchi e libri verdi sui piani di comunicazione e introducendo la cultura delle consultazioni, specie con gli stakeholders. (Portatori d’interesse)

Gianni Pittella, Deputato al Parlamento Europeo, apre subito il suo intervento mettendo a nudo un problema: quello del contenuto della comunicazione sull’Europa. Esiste un deficit di vicinanza tra il cittadino e l’Europa, fondamentalmente da attribuire alla natura in divenire, permanente, della stessa Europa. Altro elemento di difficoltà, più squisitamente sul piano politico, riguarda il potere non definito dell’ Unione europea in politica estera, sulla quale spesso non è in grado di dare risposte unitarie e adeguate agli eventi internazionali. Esiste ad ogni modo anche qui una mancanza di corretta informazione, anche erroneamente veicolata dai media; i giornali spesso parlano di Europa come un tema di politica estera.  Anche i partiti politici parlano poco di Europa, e, dice l’europarlamentare del PSE, solo Veltroni ne ha recentemente fatto cenno nei programmi, parlando di spazio europeo. Nuove opportunità importanti sono offerte dall’Europa come l’ampliamento del programma Erasmus, che potrà essere applicato anche agli studenti della scuola secondaria superiore. Sono importanti inoltre i nuovi strumenti di comunicazione per diffondere conoscenza europea, quali YouTube, i blog, le mailing list e tutti gli spazi di opinione offerti dalle piattaforme in rete.

Corradino Mineo, Direttore di RaiNews 24, cita esempi concreti di trattamento dell’informazione su varie notizie d’attualità, mettendo in evidenza l’importanza della presenza di un canale informativo-comunicazionale che copra gli eventi in maniera efficace e critica, riallacciandosi ai discorsi sull’informazione in ambito europeo. 


Considerazioni
I punti toccati dai relatori hanno messo in evidenza delle criticità nello stato dell’informazione europea e della comunicazione Leggi il seguito di questo post »





Workshop: Nuovi modelli di Comunicazione Istituzionale

28 02 2008


Il workshop di apertura dei lavori, dal tema “Nuovi modelli di Comunicazione Istituzionale”, vede gli interventi di: 
 

ClaraAlbani                                                                                                                                                                                                                                                            Direttrice dell’Ufficio d’Informazione per l’Italia del Parlamento Europeo

Lelio Alfonso
Responsabile per la Comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Rossana Longo 
Dirigente del Servizio per le Relazioni Internazionali e per i Rapporti con le Autonomie Locali del DIE della PCM

Carlo Gambalonga
Vicedirettore Vicario ANSA                                                                                                                                                                                                                                           
 

Paolo Gambescia
Giornalista, già direttore de Il Mattino e Il Messaggero                                                                                                                                                                                       
 

IvanoRusso                                                                                                                                                                                                                                                              Presidente dell’Assemblea dei Soci Fondatori della Fondazione Mezzogiorno Europa

 

 

 

L’inizio dei lavori è affidato al Dott. Ivano Russo, Presidente dell’Assemblea dei Soci della Fondazione Mezzogiorno Europa, il quale dopo aver illustrato lo sviluppo delle attività della Fondazione Mezzogiorno Europa, introduce il tema principale su cui verteranno le giornate, un tema trasversale: il ruolo delle istituzioni e il compito di coinvolgere i cittadini sulla propria attività, che deve essere al servizio del cittadino per configurarsi come “comunicazione buona”. Nel più ampio concetto di comunicazione pubblica incerto è il confine tra comunicazione istituzionale, che sta cambiando anche con l’avvento dell’innovazione tecnologica e che deve assumere una funzione d’informazione, ad esempio sui programmi europei poco conosciuti al grande pubblico e la comunicazione politica, che si lega invece alla persuasione.
 
Carlo Gambalonga
, Vicedirettore Vicario dell’Ansa, spiega che la più grande agenzia di stampa italiana ha da sempre caratterizzazione istituzionale dovuta anche ad un assetto societario, e nel suo ruolo di tradizionale affiancamento delle istituzioni. Sottolinea il ruolo internazionale dell’Ansa, di osservazione della politica estera. L’ultimo modello di sviluppo della comunicazione dell’Ansa è Ansamed, un Agenzia per il Mediterraneo sotto forma di network. Un modello nuovo, di comunicazione orizzontale e non verticale come da tradizione, per rafforzare l’indipendenza in partnership con altre 16 agenzie. Ansamed vuol raccontare le notizie e i fatti del Mediterraneo agli stessi paesi convolti, al fine di avvicinarli tra loro nel contesto culturale e informativo. Una funzione non da osservatore esterno e non solo da un punto di vista italiano, aumentando in tal modo la democrazia dell’informazione. Bisogna sottolineare che l’Ansa ha aperto sedi nei Balcani e a Tirana, sedi non attrattive per i grandi gruppi editoriali e svolge ormai funzione di driver per le piccole agenzie internazionali.Gambalonga sottolinea che la comunicazione è spesso autoreferenziale e che dovrebbe essere più improntata verso i cittadini che sono gi utenti finali, utilizzando un linguaggio sobrio e comprensibile per tutti; è questa, dice, una corretta comunicazione istituzionale.
 

Rossana Longo
, Dirigente del Servizio per le Relazioni Internazionali e per i Rapporti con le Autonomie Locali del Dipartimento Informazione e Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, parla dell’importanza di nuovi modelli di comunicazione che non siano un fine, ma uno strumento specifico per una comunicazione “a rete”, una rete comunicativa circolare.La sua illustrazione del funzionamento del Dipartimento e del Servizio è a carattere esplicativo, sulla riorganizzazione più recente del DIE, in particolare dell’Ufficio I e sul piano di comunicazione strategica che ha previsto la realizzazione del nuovo logo della PCM con il simbolo del tricolore e riportante  la dicitura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il piano di comunicazione visto come processo si configura secondo lo schema che prevede la concertazione, la raccolta dei dati, la progettazione e l’approvazione. Da non sottovalutare l’impegno nella sinergia con gli Enti locali, con un’ipotesi di procedura redatta per costruire una rete Regioni-Enti locali, per un buon meccanismo di governance pubblica.

Clara Albani
, Direttrice dell’Ufficio d’Informazione per l’Italia del Parlamento Europeo, sottolinea anch’ella la necessità di comunicare direttamente con il cittadino. L’Europa è un’entità complessa, molteplice, per target e linguaggi e mezzi importanti da utilizzare per diffonderne il funzionamento sono gli uffici periferici, il sito web realizzato in 22 lingue, il centro per visitatori al PE e la prossima realizzazione di una web-tv, che prevede 4 canali, uno per specialisti, uno per i giovani, uno più di “colore” sulla vita parlamentare e uno di spazio interattivo, che si chiamerà “la tua voce al PE” e che permetterà di interagire con i MEP. Sottolinea l’importanza della trasparenza, obiettivo principale della comunicazione del PE, la sinergia con i forum cittadini e l’avvicinarsi alla stampa regionale e locale per lavorare con gli enti locali, al quale scopo lavorano gli uffici Europe Direct. Il problema che pone è quello sullo scarso spazio dedicato ai canali tradizionali come la Rai all’informazione sull’Ue, che costituisce solo il 3% dell’informazione complessiva dell’azienda di Stato, (dato dell’osservatorio di Pavia) sulla quale non di rado sono confuse le informazioni sulle diverse istituzioni europee. Il problema riguarda anche i contenuti e l’attrattiva, poiché la comunicazione sull’Europa sembra non interessare, non attirare l’attenzione e il PE, così come le altre istituzioni, sono percepiti come distanti dall’opinione pubblica. Il PE lavora principalmente sulla trasparenza e la neutralità non persuasiva, mentre la Commissione europea lavora molto nella presentazione dei risultati dei processi europei.
 
 

Paolo Gambescia
, giornalista, ex direttore de Il Mattino e Il Messaggero, parlamentare, è docente di comunicazione politica. E’ il quid da cui comincia il dibattito teso a mettere in risalto la difficile linea di confine tra la comunicazione istituzionale “neutra” e la comunicazione politica persuasiva e di parte. La sua analisi critica parte dal chiedersi come sia cambiata la comunicazione negli ultimi 20 anni. La prima risposta che si potrebbe dare è quella della circolarità. C’è infatti da denunciare il problema delle istituzioni che parlano per parti separate, in modo unidirezionale. Il bisogno è invece quello di far partecipare, quello di un raccordo tra le istituzioni e la collettività. Non sono esenti da critiche il giornalismo, che risulta appiattito sul potere, superficiale e la politica, che lascia prevalere l’immagine sui contenuti. La comunicazione istituzionale finisce per essere messa al servizio del committente, un assessore, un politico e le strutture di comunicazione si occupano di far prevalere l’immagine del referente e sono piegate a questa esigenza.  Il sistema della comunicazione non è molto diverso dal sistema politico della cooptazione, nella gestione del potere ed il problema è esso stesso politico, anche di polarizzazione politica.
   
 

Lelio Alfonso
, Responsabile per la Comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, apre il suo discorso con un’amara constatazione: raccontare il day by day del Governo è stato un rituale di comunicazione di crisi. Le difficoltà del lavoro consistono nella insufficiente comunicazione diretta al cittadino-utente finale, nella mediazione dei media e nel loro compito di trovare la notizia per arrivare al cittadino. Inevitabilmente, aggiunge, si corre il rischio di essere di parte nella comunicazione istituzionale di un Governo, una difficoltà intrinseca alla distinzione tra comunicazione di servizio e comunicazione politica. La comunicazione istituzionale è in balia degli eventi si può dire, non è autonoma e i suoi tempi non sono rapidi quanto i cicli della politica.

 

 

 

Considerazioni

Come accennato nell’apprezzato intervento di Gambescia, che ha vivacizzato il dibattito suscitando reazioni e questioni diffuse a più riprese tra i partecipanti, esiste un meccanismo perverso nel rapporto tra media, politica e dunque il potere che permette che la “cattiva politica” s’inserisca nella produzione di comunicazione istituzionale. Anche Clara Albani ha espresso il suo disappunto per un certo tipo di giornalismo diffuso in Italia che risulta essere viziato (collaterale) con il sistema di potere. (Dei grandi gruppi editoriali direi, che sono pochi e per di più composti da editori non in attività esclusiva) La spiegazione da parte di Lelio Alfonso delle difficoltà di fare comunicazione istituzionale per un Governo, che è sempre di parte, potrebbe prestarsi alla considerazione consapevole di un tipo di comunicazione istituzionale poco credibile o a rischio nella sua neutralità. La stessa figura del giornalista, specie se orientato politicamente, parrebbe mettere in evidenza la possibilità e l’opportunità di un comunicatore istituzionale non per forza giornalista.