L’opposizione è in piazza, contro il Lodo Alfano e le politiche del Governo

11 10 2008
L'opposizione è nelle nostre mani

L'opposizione è nelle nostre mani

contro il Lodo Alfano

contro il Lodo Alfano

(Il Pd ombra a guardare l’Italia, (di calcio) in attesa della propria manifestazione non anti-governativa(?!), di “incoraggiamento e sostegno al Governo”)


11 ottobre, è il giorno delle manifestazioni di piazza
dell’opposizione parlamentare, Italia dei Valori e di quella cosiddetta extraparlamentare, la rediviva Sinistra (ex)Arcobaleno e soprattutto del suo vivo popolo di sinistra, che c’è, resiste. Due eventi che si presentano come distinti sul piano organizzativo ma che appaiono uniti per un obiettivo che è comune, non simbolico e non solo politico: il via alla raccolta di firme per il referendum abrogativo del lodo Alfano, una legge ad personam introdotta allo scopo di salvare il Premier Silvio Berlusconi da possibili sentenze di condanna penale. Un pezzo del mosaico d’imposizione del potere del Governo sulla democrazia.

Poco presente nell’agenda politica e in quella, alla prima direttamente conseguente, dell’informazione, la legge “Lodo Alfano” che prende il nome dal Ministro della Giustizia Angelino Alfano e che permette alle quattro più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidenti di Camera e Senato e Presidente del Consiglio dei Ministri) di tenersi al riparo da procedimenti penali in processi per reati non inerenti la carica e che vengono sospesi fino al termine di questa, è tornata alla ribalta nel processo sui diritti televisivi di Mediaset che vede imputato Berlusconi per corruzione in atti giudiziari. Una posizione sospesa quella attuale del Presidente del Consiglio, proprio in virtù del Lodo Alfano.Grazie ad una normale procedura sollevata dal Pm di Milano Fabio De Pasquale, che ritiene il Lodo Alfano in contrasto con la Costituzione, il Tribunale di Milano ha accolto il pronunciamento ed ha presentato la richiesta alla Corte costituzionale che dovrà esprimersi sui legittimi dubbi di costituzionalità di una norma che risulta anomala anche sul piano dell’iter di approvazione perché, al di là del (im)merito, avrebbe dovuto essere approvata con l’iter previsto dall’articolo 138 della Carta costituzionale in quanto conferisce una “garanzia aggiuntiva” in deroga alla generale disciplina in vigore per tutti i cittadini. Dunque, per essa si rendeva necessaria una procedura di legge di revisione costituzionale e non una legge ordinaria com’è avvenuto e che ha portato alla sua approvazione il 22 luglio, in un tempo inferiore ad un mese dalla sua presentazione e senza il necessario dibattimento parlamentare. Ci si aspettava che il Capo dello Stato Napolitano avrebbe rinviato la legge alle Camere ma così purtroppo non è stato, aggravando la delusione in merito al suo ruolo di Garante della Costituzione, ricoperto invece con altro piglio da alcuni suoi predecessori. Una norma che non esiste in altri paesi europei, come falsamente affermato da Berlusconi; in nessun altro paese europeo i rappresentanti del Governo godono di tale forma di protezione. In alcuni l’immunità è garantita ai capi di Stato, in altri ai reali ma in nessun caso alle cariche governative.

In attesa del pronunciamento della Consulta che potrebbe avvenire nella prossima primavera, è importante che all’aspetto giuridico si accompagni fin d’ora e nei prossimi mesi un’azione concreta e diffusa di sensibilizzazione, informazione e partecipazione civile. In difesa della democrazia e dei princìpi enunciati nella Costituzione, sempre più disattesa in nome di un’efficienza e celerità dell’azione politica e di Governo che tende, in maniera evidente e pressoché dichiarata, a considerare l’ordinamento giuridico e i princìpi costituzionali superabili de facto per l’affermazione del primato della politica sullo Stato di diritto. Concezione di una deriva autoritaria di questo Governo che comprende anche l’esautoramento del ruolo e delle funzioni del Parlamento attraverso l’abuso della decretazione d’urgenza (Decreti Legge) e un antilegalitarismo da ampliare con il Lodo Consolo sull’immunità parlamentare (dal nome del parlamentare-avvocato del Ministro indagato Matteoli) per sollevare dai problemi con la Giustizia certi parlamentari privilegiati.

E’ così che quest’oggi 11 ottobre comincia la raccolta di firme a Roma e in altre città (e fino a dicembre in oltre 3.500 piazze italiane e in sedi all’estero) proposta da Antonio Di Pietro-Italia dei Valori e presentata martedì 7 ottobre in una conferenza stampa a cui hanno preso parte, per adesione all’iniziativa, l’ulivista Arturo Parisi, (non a nome del Pd ma per i “Democratici per la Democrazia”) il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, Carlo Leoni per Sinistra Democratica e Manuela Palermi per il Pdci.

Gli organizzatori, appoggiati da personalità della società civile e del mondo della cultura come Dario Fo, della Giustizia come diversi costituzionalisti e l’associazione Giuristi Democratici, del giornalismo d’inchiesta come Peter Gomez, da movimenti come quello antimafia di “Ammazzateci tutti” e comitati come “Addio pizzo”, non pongono la questione del raggiungimento del quorum come conditio sine qua non per un impegno partecipativo e democratico. Motivazione che ha invece indotto Veltroni e il Partito Democratico a non aderire, per ammissione del suo segretario nel timore della sconfitta nella consultazione. D’altronde, la manifestazione che il Pd ha in programma non sarà anti-governativa, come dichiarato dal coordinatore Enrico Morando in un’intervista a Il Giornale (vedere link nel sottotitolo), ma di “incoraggiamento e sostegno al Governo per gli sforzi che sta facendo nel fronteggiare l’emergenza” perché “i cittadini hanno un atteggiamento di fiducia nel Governo”.

I promotori della giornata odierna in Piazza Navona pongono invece l’iniziativa sul piano della moralità, della legalità (di fatto la giornata di oggi è la “1° Giornata Nazionale della Legalità”) e del rispetto costituzionale che, all’art.3, recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. La condizione personale pertanto, riferibile alla carica politica rivestita, non può essere causa per porsi al di sopra del principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge e per assicurarsi l’impunità nei confronti della giurisdizione penale, cancellando il principio della responsabilità personale. E i promotori del corteo della Sinistra sono partecipi di un desiderio di essere ed interpretare un proprio ruolo di opposizione a questo Governo, per un’altra Italia e un’altra politica, come recita lo slogan che ne accompagna la piattaforma.

Tanti sono i cittadini che avvertono come impellente il dovere morale di aderire e partecipare, per poter esprimere la propria voce anch’essa custode dello Stato di diritto e della Costituzione.

 

– Aggiornamento:

I link alla diretta tv/streaming delle due manifestazioni, precedentemente pubblicati e diretti al blog di Di Pietro e al sito di Sinistra Democratica, sono eliminati.

Il dossier Referendum Lodo Alfano di liberacittadinanza.it

Dove firmare per il referendum contro il Lodo Alfano a Napoli e nel resto della Campania

Banchetti dove firmare contro il Lodo Alfano in tutta Italia

Dove firmare per il referendum contro il Lodo Alfano per gli italiani all’estero

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6 responses

12 10 2008
Lefteca

Un firma per questa causa l’avrei messa, purtroppo non ho visto nessun gazebo dalle mie parti, anche se alla fine ho smesso di credere ai referendum già da un bel pezzo, perchè:

1) Non si arriva più ai quorum
2) Alla fine se il Parlamento vuole può ignorare gli esiti e legiferare in tutt’altra direzione…vedi abolizione del finanziamento pubblico ai partiti o del sistema elettorale proporzionale.

12 10 2008
Fab-Blogue Pol

I banchetti per la raccolta delle firme saranno presenti, fino a dicembre e specie durante i weekend, in oltre 3.500 piazze. Ti suggerisco di cercare il punto più vicino, con data e orario, sul sito dell’iniziativa a cui puoi arrivare anche da questo spazio.

Ieri si è svolta la prima manifestazione nazionale di sostegno e la raccolta ha avuto inizio in alcune ma non ancora in tutte le città previste. In piccoli Comuni è possibile non sia presente ma recandoti in un capoluogo di provincia credo non avrai difficoltà a trovare il punto di raccolta e potrai firmare. In alcune località potrebbero anche non essere presenti i gazebo che citi, (ma i banchetti si) per motivi locali di spazio pubblico.

Penso che l’istituto del referendum sia uno dei pochi strumenti di democrazia diretta che abbiamo ancora a disposizione, di questi tempi. Comprendo che alberghi un po’ di scoramento, causato anche da qualche caso del passato in cui gli esiti di un referendum sono stati aggirati, per così dire, da una successiva legiferazione in altra direzione. Se rinunciamo però anche ad usare questo strumento come mezzo per far ascoltare le nostre istanze, le possibilità di partecipazione democratica si riducono per nostra stessa negligenza.

E comunque, non dando per scontato che non si arrivi al quorum, chi di “potere” non potrà sempre non tenerne conto: andrebbe a scapito del proprio consenso nell’opinione pubblica in cui la sensibilizzazione, anche di piazza, qualche effetto lo produce sempre.

12 10 2008
luk75

il lodo alfano l’avrebbe fatto anche la sinistra a parti invertite, altrimenti perchè Napolitano avrebbe firmato?

12 10 2008
Fab-Blogue Pol

Sulla “sinistra” bisognerebbe capire a quale partito ci si riferisce. In tal caso dei dubbi li avrei ma senza escludere l’ipotesi che sarebbe stato fatto con altro nome.

La firma di Napolitano non la legherei alla questione della sua vicinanza politica a parti invertite. Il problema è in primis sul principio costituzionale disatteso e sulla (im)moralità della legge.

1 11 2008
Brigittebardot

ma scherziamo? una cosa così non l’aveva fatta neanche la DC dei tempi + beceri, figuriamoci la sinistra… dire che uno non può essere giudicato finché è al potere è inqualificabile e solo il Berlusca poteva avere la faccia di bronzo da farsi la sua legge ad personam… non mettiamo tutti nello stesso calderone, diventa un qualunquismo da casalinghe d’altri tempi.

1 11 2008
Fab-Blogue Pol

In alcuni casi riguardanti propri esponenti politici, il centrosinistra ha provato ad adottare atteggiamenti e metodi parlamentari di protezione di costoro dagli sviluppi delle indagini, nei casi delle intercettazioni telefoniche.

E’ chiaro che non possiamo metterli sullo stesso piano della legge ad personam del Presidente del Consiglio in carica ma, nel commento a cui ti riferisci, Brigitte, si formulava probabilmente solo un’ipotesi astratta per chi, di diverso orientamento politico da Berlusconi, potesse trovarsi in situazione identica nei confronti della Giustizia. Fortunatamente non mi sembra vi siano altri casi di politici impegnati in processi plurimi e in corsa per la carica di Premier.

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