Precario cerca buon partito, scopo voto elettoral-matrimoniale

16 03 2008

Non si tratta di voto di scambio. Il nostro voto non vale solo 50 euro. Non è un annuncio personale. Sono in molti in cerca di un partito da votare per la prossima tornata elettorale. Qui non si vuol per forza sposarsi. In giro ci sono tanti precari dubbiosi sul da farsi.  

Anche nell’attuale campagna elettorale, come in quella precedente del 2006, non si è fatto a meno di sparare sui precari. Dopo l’infelice dichiarazione televisiva di qualche sera fa del pluricandidato premier Silvio Berlusconi, che durante l’approfondimento politico del Tg2 Rai “Punto di vista” ha dettato la sua ricetta per un problema che affligge tante e tanti (si, esiste anche il genere maschile) giovani e non solo, quello del lavoro precario. Ad una domanda posta all’ex premier da una studentessa universitaria, su come fosse possibile per le coppie giovani mettere su famiglia senza la sicurezza di un posto e di un reddito, (una giovane che è stata definita precaria anche se non la si può mettere alla stregua dei tanti che in questa loro condizione esclusiva devono sbarcare il lunario e non l’affrontano come impegno ad integrazione degli studi) il kapo del Pdl le ha consigliato di trovarsi un marito ricco, dunque un matrimonio di convenienza come metodo per risolvere i problemi di un’intera categoria socio-economica, composta da oltre 4 milioni di persone. “[..] le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere, e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere..”, sono state le parole della faciloneria.   

Questa dichiarazione, che ha sollevato un vespaio di polemiche e nutre la vergogna di vivere in questo Paese e per le persone che ci dovrebbero rappresentare, è stata poi oggetto di tentativi di correzione a cura dei pluriacclamati spin-doctors del Cavaliere che hanno provato a farla passare come una battuta, propria dello stile humour del barzellettiere di Arcore, che come tutti sanno è un fine umorista degno di Zelig. (Gli spin-doctors, specifica per i non addetti ai lavori, sono dei consiglieri politici che si occupano anche di modulare strategicamente il linguaggio della comunicazione politica di un leader/candidato, particolarmente in campagna elettorale; tra gli analisti risaltano solo quelli di Berlusconi poiché nel centro-sinistra vi è, a quanto sembra, una minor tradizione nell’impiego di tali professionisti o perché sono meno capaci, o meno falchi) 

Ma di tutta la vicenda, colpevole è la solita Rai, un servizio pubblico penoso. Se avessero scelto un vero precario e non una studentessa simpatizzante del Pdl, che il giorno successivo è apparsa nella lista di An per il Pdl al Comune di Roma, anche se poi la giovane ha annunciato il ritiro. La Rai si deve solo vergognare, più di Berlusconi, di cui conosciamo lo spirito che muove a tale linguaggio. Intanto tante giovani precarie dal lodevole sorriso stanno proponendo istanza di matrimonio, sul modello destinato al rinnovo dei contratti di precari.   

Con questa uscita e con quella di alcuni gg precedenti, quando durante un comizio il kapo del Pdl aveva stracciato il programma del Pd (che ha più volte accusato di averlo copiato dal suo, in effetti presentano non pochi punti in comune) si può dire di essere ormai entrati, a un mese dalle elezioni, nel clima tipico delle campagne guidate da Berlusconi, basate su offese personali e gratuite verso la collettività degli italiani e dichiarazioni scioccanti a cui naturalmente il centro-sinistra dei buonisti non sa far fronte, né in maniera elegante atta a differenziarsi sul piano dell’immagine né sullo stesso terreno dello sboccato contendente, il quale trova terreno fertile a giocare la competizione sulla guasconeria spicciola e sul bullismo senile.  

Provando ad interrogarsi sul contenuto della ricetta di Berlusconi, pur nella difficoltà di doversi appiattire su quel livello culturale, poiché di una seria analisi sociale non è capace, si possono individuare alcune conseguenze implicite che scaturiscono da quelle dichiarazioni: 

  • Berlusconi ha offeso il figlio svendendolo, (ma non sappiamo a quale fare riferimento, anche se per comune notorietà lo si associa a Piersilvio, vicepresidente di Mediaset; l’altro figlio maschio è il 19enne Luigi) mettendolo in offerta alle precarie pretendenti.
  • Berlusconi ha offeso la fidanzata del figlio, (in base al primo riferimento, la conduttrice di “Verissimo” Silvia Toffanin, che non è una precaria nel senso comune e che avrebbe dovuto avere l’orgoglio di donna e di persona nel chiedere pubbliche scuse, per essere stata considerata implicitamente una conquistatrice di un figlio ricco ed essere stata considerata precaria nella relazione con Piersilvio. Berlusconi lascia presupporre che Piersilvio possa prendere in sposa una povera precaria, la qual possibilità sembra poco credibile
  • Berlusconi ha offeso il genere femminile. (Come già avvenuto durante la scorsa campagna elettorale, quando durante il confronto televisivo con Prodi dichiarò che le donne sono e devono essere solo madri e mogli) In base al suo ragionamento, le donne non hanno le capacità (o forse non devono provare) per avere una propria carriera ed essere economicamente indipendenti ma devono preoccuparsi di riuscire a trovare un uomo ricco per farsi sposare e riuscire a vivere in una condizione dignitosa.
  • Berlusconi ha offeso la giovane studentessa, suggerendole non di impegnarsi nei propri studi (Scienze della comunicazione) a scopi di carriera ma di utilizzare il sorriso ammiccante, ammettendo implicitamente che non v’è miglior soluzione per uscire dal precariato e che se una persona è precaria e destinata a restare tale nel modello di società di Berlusconi.

Nulla è stato detto per gli uomini precari. Vale a parti invertite il consiglio? O tanto vale affidarsi alla lotteria come ha ironicamente detto Bertinotti? Inoltre i figli di Berlusconi e qualcuno del genere sono pochi e sempre meno nel nostro Paese, che già di per sé sconta una disparità numerica tra uomini e donne, per cui molte donne potrebbero restare senza marito, neppure povero, e senza un soldo, per mancanza di lavoro. 

Ad ogni modo, l’atteggiamento di scherno verso i precari non è solo di Berlusconi. Il governo uscente non ha fatto granché meglio per i precari. Ha approvato una finanziaria che prevede un bonus di circa 80 euro al mese (!) per i giovani che lasciano l’abitazione familiare e per invitarli ad andare a vivere da soli, in affitto. Una cifra irrisoria, per tutto il resto c’è la famiglia-card. Sul piano della considerazione categoriale, nell’ignoranza di una seria analisi socio-economica sulle classi sociali del Paese, il Ministro dell’Economia (!) Padoa Schioppa, che non è un politico di sinistra ma un tecnico nel governo uscente di centro-centrosinistra, affermò che i precari sono dei bamboccioni che non vogliono lasciare il tetto familiare e che con le misure di aiuto economico da lui previste avrebbero potuto fare di tasca propria. 

Nei giorni scorsi poi Veltroni ha lanciato la proposta di dare 1.000-1.100 euro al mese come salario minimo mensile legale per ogni precario, attirando l’attenzione di coloro che vivono in tale stato di angoscia e d’ ipoteca sul proprio futuro, quei tanti lavoratori a progetto che non possono avere un progetto di vita.  Ma non bisogna affidarsi alle semplici e attiravoti proposte nel salotto di Bruno Vespa. La proposta di Veltroni non deve trarre in inganno i precari e i giovani non sufficientemente informati. Questo perché, come specificato da Enrico Morando, estensore del programma del Pd, non si parla di tutti i precari, ma dei collaboratori dipendenti. Inoltre, non si tratta di un minimo mensile, ma di una misura da articolare per giornata o per ora.  

Anziché combattere i presupposti della precarietà la si sancirebbe, arrendendosi ad esse e dotandola solo di una minima rete di protezione salariale. La lotta alla precarietà richiede invece una modificazione delle norme che regolano il mercato del lavoro, il superamento della legge 30, in modo da introdurre nell’ambito del lavoro dipendente ciò che lo è effettivamente e nel privilegiare il rapporto di lavoro a tempo indeterminato come forma ordinaria di lavoro. Le attuali leggi sul lavoro permettono l’utilizzo di contratti per camuffare il precario da lavoratore autonomo, in attività che sono di lavoro subordinato. Bisognerebbe ricondurre il falso lavoro autonomo alla disciplina, ai diritti e alle tutele del lavoro subordinato e cancellare il fenomeno delle false partite Iva. (La co-partecipazione fittizia in società) Bisognerebbe introdurre il reddito sociale per inoccupati, disoccupati ed occupati precari. Ogni anno un’ingente quantità di milioni di euro sono trasferiti alle imprese, sia con incentivi diretti, sia in termini di agevolazioni fiscali, con l’obiettivo di aumentare l’occupazione ma ciò che aumenta è l’occupazione generalizzata di tipo precario.Il semplice aumento del salario minimo, pur desiderabile e gli incentivi alle imprese non difendono dai rischi di disoccupazione e non determinano cambiamenti della condizione generale dei lavoratori e dei giovani, che hanno vita precaria, non solo il lavoro.  

Né il Partito della Libertà né il Partito Democratico stanno dimostrando di essere dalla parte del lavoro e dei lavoratori. Dicono che possono cambiare il Paese, che vogliono rialzare l’Italia, ma le loro linee guida sono sempre le stesse, di accettazione della precarietà. Il voto è allora utile se indirizzato altrove, verso chi vuole fare una vera scelta.  

Vedere anche sull’argomento: “Giovani precari: cosa c’è per loro in questa campagna elettorale?”

Annunci

Azioni

Information

2 responses

17 03 2008
sveva

Che dire? niente può essere aggiunto a quanto hai scritto te,posso dire che sono indignata…anzi no, sono proprio offesa, nella mia qualità di essere pensante ed intelligente, di donna e di italiana!
Offesa da questi quattro(?) “quaquaraquà”, offesa dalla TV di stato che ci propina “falsi precari” per confronti pilotati, offesa da una ragazzetta che ha già dimostrato come si (s)vende la propria dignità…Spero solo di non dovermi sentire, oltre che offesa anche tradita, dalla scarsa memoria dei miei connazionali il 13 di aprile!

17 03 2008
Fab-Blogue Pol

Quanto da me scritto non pretende di essere esaustivo dunque mi fa piacere che qualcuno, che non voglia fare automaticamente professione di femminismo e senza che io voglia troppo sottolineare la differenza di genere, aggiunga la sua indignazione per il tipo di cultura sottostante quella dichiarazione. Il linguaggio (s)qualifica il momento e passa, ma la cultura che esprime resta impressa, almeno per chi ha memoria..Purtroppo nel nostro Paese la memoria collettiva si è mostrata più volte corta ma questo non toglie, come auspichi, che si possa sperare sia più forte e consapevole.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...