“Workshop – Comunicare l’Europa: progetti, valori, opportunità”

29 02 2008

 


La seconda giornata della Winter School si apre con il workshop dal tema: “Comunicare l’Europa: progetti, valori, opportunità”, con relatori:

Piervirgilio Dastoli
Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea

Ginevra Del Vecchio
Antenna Europea – Europe Direct Caserta

CorradinoMineo                                                                                                                                                                                 Direttore RaiNews 24

Gianni Pittella
Deputato al Parlamento Europeo 

Coordina Ivano Russo 


Ginevra Del Vecchio
, responsabile Europe Direct Caserta, comincia con lo spiegare in che cosa consiste il lavoro dei punti d’informazione europea Europe Direct, antenna delle istituzioni sul territorio, creati per essere al servizio della gente. Il ruolo degli Europe Direct è quello di promuovere strumenti di partecipazione democratica venendo incontro al cittadino, grazie alla presenza capillare sul territorio di regioni e città dell’ Unione europea. Il compito degli Europe Direct, facenti parte del piano di comunicazione stabilito dalla Commissione europea nel 2005 per diffondere maggiori conoscenze sulle istituzioni europee e sulla loro attività, non è stato subito chiaro alla cittadinanza. Vengono citati alcuni esempi di rapporto e di disinformazione del cittadino nei confronti di tali uffici, considerati inizialmente alla stregua di copisterie (!) o come presunti servizi di catering. L’antenna di Caserta è un punto informativo di più antica nascita, attivo anche nell’organizzazione di eventi per il pubblico.  
 

Piervirgilio Dastoli, Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, parla della cultua amministrativa europea, mettendo in evidenza come sia prevalsa per lungo tempo la cultura della non trasparenza nell’amministrazione pubblica europea. Specie nell’utilizzo del linguaggio giuridico si sono avuti però dei cambiamenti, il linguaggio è migliorato allorché il Parlamento europeo è divenuto co-legislatore con il Consiglio dell’ Ue, che svolgeva precedentemente gran parte del compito. Per quanto concerne la visione delle istituzioni europee, il modo in cui sono percepite dall’opinione pubblica, esse sembrano essere ritenute, in base ai sondaggi eurobarometro, come più apprezzate di quelle nazionali. Bisogna però superare un persistente gap informativo e di relazione tra le istituzioni europee e i cittadini. Ad esempio, la comunicazione politica nell’ambito delle elezioni europee (che si terranno nel giugno 2009) è carente e abitualmente i candidati fanno campagna elettorale parlando d’altro, magari rifacendosi alle tematiche nazionali, per cui spesso il voto del cittadino è un voto ignaro, non basato su una sufficiente informazione e comunicazione. Recentemente la Commissione europea ha deciso di venire incontro maggiormente alla società civile e imprenditoriale, elaborando libri bianchi e libri verdi sui piani di comunicazione e introducendo la cultura delle consultazioni, specie con gli stakeholders. (Portatori d’interesse)

Gianni Pittella, Deputato al Parlamento Europeo, apre subito il suo intervento mettendo a nudo un problema: quello del contenuto della comunicazione sull’Europa. Esiste un deficit di vicinanza tra il cittadino e l’Europa, fondamentalmente da attribuire alla natura in divenire, permanente, della stessa Europa. Altro elemento di difficoltà, più squisitamente sul piano politico, riguarda il potere non definito dell’ Unione europea in politica estera, sulla quale spesso non è in grado di dare risposte unitarie e adeguate agli eventi internazionali. Esiste ad ogni modo anche qui una mancanza di corretta informazione, anche erroneamente veicolata dai media; i giornali spesso parlano di Europa come un tema di politica estera.  Anche i partiti politici parlano poco di Europa, e, dice l’europarlamentare del PSE, solo Veltroni ne ha recentemente fatto cenno nei programmi, parlando di spazio europeo. Nuove opportunità importanti sono offerte dall’Europa come l’ampliamento del programma Erasmus, che potrà essere applicato anche agli studenti della scuola secondaria superiore. Sono importanti inoltre i nuovi strumenti di comunicazione per diffondere conoscenza europea, quali YouTube, i blog, le mailing list e tutti gli spazi di opinione offerti dalle piattaforme in rete.

Corradino Mineo, Direttore di RaiNews 24, cita esempi concreti di trattamento dell’informazione su varie notizie d’attualità, mettendo in evidenza l’importanza della presenza di un canale informativo-comunicazionale che copra gli eventi in maniera efficace e critica, riallacciandosi ai discorsi sull’informazione in ambito europeo. 


Considerazioni
I punti toccati dai relatori hanno messo in evidenza delle criticità nello stato dell’informazione europea e della comunicazione sia di tipo istituzionale che politico, nel coinvolgimento dei cittadini-elettori. A più riprese, sollecitati dalle domande di partecipanti attivi al dibattito sulle questioni europee, alcuni relatori hanno manifestato fondamentalmente una sorta di consenso per il metodo di approvazione del Trattato di Lisbona, sostituente il Trattato di Costituzione europea. Premesso che molti commentatori-politici tra i quali il Presidente Napolitano si sono espressi, all’indomani della firma del Trattato, nei termini di un compromesso al ribasso sulla sua messa a punto finale, io credo di non essere il solo a mettere in evidenza come l’utilizzo di uno strumento partecipativo quale il referendum, uno dei pochi strumenti di democrazia diretta a disposizione, avrebbe potuto legittimare in modo migliore l’adozione del suddetto Trattato. Il dibattito tra i referendari e coloro che propendono per l’approvazione per via parlamentare (quest’ultimo metodo adottato in 26 dei 27 Stati dell’ Ue, farà eccezione l’Irlanda che consulterà i cittadini) è forse ad un punto di adagio, ma non apprezzo la mancata presa in considerazione di Piervirgilio Dastoli dell’opportunità dello strumento referendario europeo, da lui considerato nello specifico come non utile e come non luogo primario di espressione di democrazia diretta; la realtà che non si dice è che la scelta che è stata fatta dagli Stati serviva al fine di imporre il Trattato comunque, dopo il doppio no francese e olandese del 2005, ad evitare lo sviluppo di un dibattito critico e di riflessione che avrebbe potuto determinare difficoltà scomode per le istituzioni europee.
 

Al tema del Trattato ha fatto riferimento anche Ginevra Del Vecchio, che ha semplicisticamente considerato come “fallito”  il referendum francese del 2005, sul quale, dice, non c’era sufficiente informazione. Di un referendum che si tiene non si può darne attributo di “fallimento” solo perché l’esito non ha rispettato i desiderata di una parte o di una corrente di pensiero. Il referendum è ad ogni modo un successo per il suo essere intrinsecamente strumento di democrazia e di espressione dell’opinione pubblica. E’ pur vero che un referendum europeo in ogni Stato si sarebbe prestato ad una campagna di strumentalizzazione politica, ma non si può accettare a mio parere la concezione di fallimento solo perché rigettato; secondo tale ragionamento, implicito alla replica della Del Vecchio, nel referendum francese, dove posso testimoniare un buon grado di informazione nell’opinione pubblica trovandomi su quel territorio in quel periodo, doveva forzatamente vincere il “si” oppure, come poi è avvenuto, si doveva ricominciare il processo daccapo per approvare il Trattato a tutti i costi, anche sulla voce dei cittadini.
Per quanto riguarda la constatazione che le elezioni europee avvengano in un clima di disinformazione, con “voto ignaro” come detto da Dastoli, in effetti è evidente che i cittadini hanno scarsa conoscenza delle issues, delle tematiche europee. Ma si può forse aggiungere che le istituzioni sembrano affidarsi solo a pochi canali per far conoscere l’Europa e non vadano abbastanza verso il cittadino, con modalità che auspicabilmente dovrebbero essere maggiormente partecipative, quali dibattiti in rete e dal vivo, blog, incontri informali etc. A questo proposito, segnalo che tra i pochi media europei impegnati nello sviluppo di una relationship tra le istituzioni e i cittadini per la formazione di un’opinione pubblica europea, cafébabel.com si prefigge un ruolo molto prezioso, sia nella sua versione on line sia sull’organizzazione di eventi sul territorio dei vari paesi europei.
 

Infine, una provocazione politica ma più che altro una legittima domanda sulla base di quanto affermato “politicamente” da Gianni Pittella. Se Veltroni è l’unico ad aver parlato di Europa recentemente, non sembra ancora aver comunicato dove si colloca in Europa il Partito Democratico; nel PSE o nel PPE ? Non è dato sapere..


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