Il dissenso a Bagnasco. Un appello per il no all’ 8 per mille alla Chiesa cattolica

30 04 2007

Mi sembra doveroso dissociarmi da chi continua ad esprimere il proprio dissenso verso le posizioni espresse dalla Chiesa cattolica e dal presidente della CEI, Angelo Bagnasco, nella modalità che comprende lettere di minacce, bossoli e simboli ideologici.

Pur nella condivisione della criticità delle prese di posizione della Chiesa cattolica negli ultimi tempi, in special modo gli accostamenti fuorvianti espressi dall’alto porporato su temi come Dico e pedofilia, affermazioni queste si gravi da poter giustificare frasi denigratorie figlie della libertà d’espressione non violenta. (“Bagnasco vergogna”, la diffusa scritta apparsa sui muri di diverse città italiane) 

Esistono però altre forme di espressione del dissenso (oltre che magari una grande manifestazione per la laicità da farsi) che potrebbero portare un risultato in termini prettamente concreti e simbolicamente significativi. E’ emersa nei giorni scorsi un’idea concepita da un gruppo di intellettuali ed artisti italiani, riportata anche dal quotidiano francese conservatore Le Figaro, che mi sembra degna d’attenzione. I nostri intellettuali si fanno promotori di una proposta che mira a negare al potere ecclesiastico maggioritario, rappresentato dalla Chiesa cattolica, il sostegno dell’ 8 per mille IRPEF, a cui saranno chiamati ad esprimersi i contribuenti italiani nelle dichiarazioni dei redditi delle prossime settimane. I promotori dell’iniziativa propongono di destinare l’8 per mille alla Chiesa Valdese, comunità che gode di una reputazione di tolleranza e di rispetto dei diritti civili e che si è sempre distinta nell’utilizzo dei proventi delle dichiarazioni fiscali per opere sociali.

Due sono gli appelli pubblicati dalla rivista Micromega; uno lanciato da intellettuali cattolici tra i quali Don Mazzi ed appunto l’appello degli intellettuali laici, che punta il dito verso la Chiesa cattolica per la sua espressione retrograda contraria al dispiegarsi delle libertà e dei diritti civili degli individui e per la sua offensiva d’ingerenza sull’attività legislativa dello Stato e nella vita politica del paese.

Tra i sostenitori: Umberto Eco, Margherita Hack, Vasco Rossi, Simone Cristicchi, Andrea Camilleri, Dario Fo,  Ferzan Ozpetek e Mario Monicelli.

Quale che sia la scelta molti non sono informati sul come funziona l’8 per mille, per cui riporto una breve sintesi: ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi può scegliere la destinazione dell’8 per mille del gettito IRPEF tra sette opzioni: una è lo Stato (va indicato espressamente), poi le varie confessioni: Chiesa cattolica, Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane.

In realtà nessuno destina il proprio gettito: il meccanismo assomiglia di più ad un gigantesco sondaggio d’opinione, al termine del quale si “contano” le scelte, si calcolano le percentuali ottenute da ogni soggetto e, in base a queste percentuali, vengono poi ripartiti i fondi.

Alcune confessioni, più coerentemente, lasciano allo Stato le quote non attribuite, limitandosi a prelevare solo quelli relativi ad opzioni esplicite a loro favore: cosa che non fa la chiesa cattolica, ottenendo un finanziamento quasi triplo rispetto ai consensi espliciti ottenuti a suo favore.

(Fonte: sito web ufficiale dell’UAAR – http://www.uaar.it)


8 per mille

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