La situazione a rischio dei media in Russia

26 11 2006

La morte inquietante (avvelenamento?) in Russia di Alexander Litvinenko, ex-colonnello del Kgb che stava indagando sulla morte della giornalista uccisa, riporta all’attenzione della comunità internazionale la grave situazione anti-democratica sulla libertà di stampa nel paese di Putin.Non se ne puo’ più di sottostare al “ricatto energetico” russo. La Russia di oggi, come ha scritto una volta Beppe Grillo, è una democrazia fondata sul gas e sul petrolio che esporta. Se non li esportasse tornerebbe a essere la buona, vecchia dittatura di un tempo”.

La situazione dovrebbe ricevere maggiori attenzioni da parte delle istituzioni europee. Ecco cosa si dice al Parlamento Ue.

Al giorno d’oggi, per noi europei la libertà di stampa è un fatto scontato. È dunque difficile immaginare che una persona possa perdere la vita semplicemente perchè esprime le proprie opinioni. Sull’onda dell’assassinio della giornalista russa Anna Politkovskaya, la sottocommissione dei diritti dell’uomo del Parlamento europeo ha organizzato, lo scorso 21 novembre, un’audizione pubblica in suo onore, in cui è emerso un quadro preoccupante sulla situazione dei media in Russia.In Russia i media indipendenti sono pochi, per non dire inesistenti. Spesso, i giornalisti per compiere deontologicamente il proprio lavoro, corrono rischi elevati o addirittura pagano con la propria vita  il desiderio di raccontare la verità.

Dal 1992 ad oggi, la comunità dei giornalisti in Russia ha perso 211 giornalisti, assassinati a causa dell’esercizio delle proprie funzioni. “Non esistono media indipendenti oggi in Russia”, ha esordito Vitaliy Yarochevskiy, vice direttore del giornale Novaya Gazeta, che ha aggiunto, “i responsabili a capo delle stazioni televisive, sono cloni uno dell’altro e diffondono la propaganda di regime”.
 
Il Parlamento europeo, nella risoluzione congiunta sulle relazioni Ue-Russia adottata lo scorso ottobre in occasione della sessione plenaria, aveva espresso preoccupazione per “il crescente clima di intimidazione, vessazione e uccisioni di giornalisti indipendenti e altre personalità critiche dell’attuale governo.” Per il Parlamento, é fondamentale porre la democrazia, i diritti umani e la libertà di espressione al centro di ogni futuro accordo, con l’ausilio di un chiaro monitoraggio dell’implementazione di tutte le sue clausole.
 
Per l’eurodeputata francese Hélène Flautre (gruppo verde) e presidente della sottocommissione diritti umani, “Anna Politkovskaya è stata assassinata perchè ha detto la verità”, e ha aggiunto, “il Parlamento è in cerca anche lui di giustizia e verità”. Anche il Presidente del Parlamento europeo Josep Borrell, in occasione del vertice europeo di Lahti lo scorso 20 ottobre, a proposito delle relazioni Ue-Russia, aveva affermato che, “l’Unione europea non può permettersi di barattare diritti umani e fonti di energia”.
 
Per Marie Mandras, professoressa all’Istituto di studi politici a Parigi, “è necessario un cambiamento, altrimenti presto le relazioni fra Ue e Russia non si baseranno più sulla fiducia, ma su uno scambio fra “dare e avere”.”

(fonte: europarl.eu)  

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