“Migliorare la comunicazione con i cittadini europei”

19 11 2006

Creazione di una sfera pubblica europea, sviluppo di un’amministrazione europea di prossimità e collaborazione proficua con i media, anche regionali. E’ quanto suggerisce il Parlamento per riallacciare il legame tra l’UE e i cittadini, chiedendo una politica di comunicazione che, con un linguaggio chiaro e privo di espressioni gergali, spieghi l’importanza e le ripercussioni delle decisioni UE per la vita quotidiana dei cittadini. Vanno anche coinvolti i parlamenti nazionali e gli enti locali.Adottando una relazione presentata nei giorni scorsi, il Parlamento osserva anzitutto come appaia «evidente» che i cittadini europei «sono scarsamente informati sulle tematiche europee» e rileva quindi la necessità di migliorare la comunicazione tra l’Unione europea e i suoi cittadini. Compiacendosi inoltre per la presentazione del Libro bianco e condividendo le intenzioni della Commissione di trasformare la politica di comunicazione in una politica autonoma, sostiene pertanto la proposta di rivedere il modo in cui è strutturata la comunicazione con i cittadini.
 
I deputati, tuttavia, non ritengono appropriato sottoporre il Parlamento europeo a un codice di condotta che regolamenti la comunicazione tra quest’ultimo e i cittadini dell’Unione europea. Chiedono, invece, alla Commissione di presentare un progetto di accordo interistituzionale per definire principi comuni che possano organizzare la cooperazione tra le istituzioni europee in tale materia. Dovrebbe poi valutare la possibilità di avviare un vero e proprio programma comunitario per l’informazione e la comunicazione sull’Europa al fine di migliorare gli attuali meccanismi di partenariato istituzionale in tale settore.
 
Il Parlamento, d’altra parte, pur sostenendo l’idea di istituire una comunicazione bi-direzionale tra l’Unione europea e i suoi cittadini, capace e disposta a dare maggiore spazio alle opinioni dei cittadini sull’Europa, sottolinea tuttavia che «non sono i cittadini a dover andare alla ricerca di informazioni, ma le informazioni a dover andare incontro ai cittadini». Ritiene inoltre che la proposta di istituire un Osservatorio dell’opinione pubblica europea in tempi brevi «sia discutibile» ed è del parere che, prima di realizzare tale obiettivo, sia necessario un uso più coordinato dei dati e delle risorse già disponibili.
 
I deputati, in generale, invitano la Commissione a sostenere la creazione di una sfera pubblica europea, strutturata principalmente attraverso i media nazionali, regionali e locali, senza trascurare il ruolo importante svolto dai principali quotidiani nazionali e regionali e dai notiziari televisivi nel coprire in modo adeguato le questioni europee. A questo fine, chiedono agli Stati membri di stimolare le reti audiovisive pubbliche nazionali ad informare adeguatamente i cittadini sulle politiche attuate a livello europeo. Il Parlamento
 
Lo scopo di una politica europea di comunicazione, è anche precisato, deve consistere in una più stretta corrispondenza tra i dibattiti nazionali e quelli a livello europeo. Ritenendo poi necessario fare maggiormente riferimento ai principi e ai valori sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali al fine di definire l’ambito di una politica europea di comunicazione, i deputati sottolinea l’importanza di una Costituzione per l’Europa, «che conferirebbe all’Unione un’immagine più politica e democratica rendendola più attraente agli occhi dei cittadini». Al riguardo ricorda la responsabilità politica del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione di sostenere tale processo.
 
Rafforzare il ruolo dei cittadini
 
Il Parlamento accoglie con favore il desiderio espresso dalla Commissione di integrare le questioni europee a livello nazionale, regionale e locale «al fine di decentralizzare il messaggio» e, plaudendo al piano d’azione della Commissione, ne attende la rapida attuazione. Ritiene inoltre che lo sviluppo di un’amministrazione europea di prossimità contribuirebbe a intrecciare preziosi legami diretti fra l’Unione e i suoi cittadini e ritiene che gli uffici d’informazione della Commissione e del Parlamento europeo negli Stati membri svolgano un ruolo importante in materia. D’altra parte, rileva la necessità che tali uffici d’informazione assumano un carattere più attivo e meno burocratico.
 
I deputati, inoltre, ritenendo che le regioni e le città rappresentino le piattaforme più adatte per promuovere l’idea dell’Europa tra i cittadini, chiedono il coinvolgimento del Comitato delle regioni nell’attuazione di una futura politica di comunicazione e sostengono l’idea di incentivare i dibattiti sulle questioni europee in seno ai parlamenti nazionali e regionali. In proposito, peraltro, sottolineano che i parlamenti nazionali «dovrebbero sforzarsi di interessarsi più da vicino ai progetti legislativi europei» e pongono in evidenza l’importanza di convocare Forum interparlamentari sul futuro dell’Europa, di cui uno sarà riunito in occasione del cinquantesimo anniversario dei trattati di Roma.
 
Il Parlamento nota che le questioni europee e il “valore aggiunto” della legislazione comunitaria «sono raramente riconosciuti durante i dibattiti nazionali», che vedono spesso i politici nazionali «prendersi il credito per i successi europei pur essendo pronti a criticare l’Unione europea, sovente per fallimenti politici originati a livello nazionale». E’ quindi del parere che, al fine di raggiungere i cittadini, sia importante comunicare meglio e spiegare l’importanza e le ripercussioni delle decisioni dell’Unione europea per la vita quotidiana attraverso una cooperazione con le istituzioni regionali e locali. E, al riguardo, propone che si ponga l’accento su comunicazioni regolari ai cittadini in merito ai progetti regionali e locali significativi cui l’Unione europea ha partecipato.
 
Ritiene, inoltre, che occorre prestare maggiore attenzione alla trasmissione di informazioni rilevanti, come pure di informazioni di ambito regionale, a categorie di pubblico specifiche, mettendo così in relazione le questioni europee con la vita quotidiana dei cittadini. D’altra parte, sollecita i partiti politici a tenere conto delle tematiche europee nelle loro attività decisionali e nelle loro campagne elettorali, nonché a operare affinché ai cittadini siano concesse opzioni politiche effettive sul futuro dell’Europa.
 
Collaborazione con i media e nuove tecnologie
 
Il Parlamento sottolinea l’importanza dei media quali intermediari, creatori di opinione e portatori di messaggi ai cittadini nell’ambito della sfera pubblica europea che la Commissione intende sviluppare. In tale contesto, invita la Commissione a sostenere iniziative concrete quali forum di discussione su temi culturali e politici europei nell’ambito dei quali la documentazione sia disponibile in più lingue, in modo che un gran numero di cittadini europei possa intervenire e dialogare. Rileva inoltre la necessità di individuare una formula che consenta di coinvolgere maggiormente i media nazionali, regionali e locali nella politica di comunicazione, prevedendo anche il ricorso a mezzi di comunicazione alternativi in quanto tramite di comunicazione.
 
Una collaborazione europea tra media e giornalisti, sottolineano i deputati, è utile per l’informazione sull’Unione europea. Alla Commissione è quindi rivolto un invito a istituire un “fondo europeo del giornalismo (d’inchiesta)” che sostenga progetti nell’ambito dei quali giornalisti provenienti da diversi Stati membri approfondiscano insieme un argomento europeo e lo traspongano nelle varie situazioni locali e regionali. D’altra parte, accolgono con favore il ritiro della proposta di istituire un’agenzia di stampa dell’Unione europea. Il Parlamento, inoltre, raccomanda alla Commissione di usare un linguaggio chiaro e conciso nel comunicare con i cittadini e i media e di utilizzare sistematicamente in tali comunicazioni le lingue ufficiali dei loro Stati membri d’origine o di residenza. In proposito, sottolinea che il gergo comunitario aumenti, anziché ridurre, la distanza tra le istituzioni e i cittadini dell’Unione europea.
 
Pur apprezzando le proposte della Commissione volte a meglio utilizzare le nuove tecnologie di comunicazione, il Parlamento sollecita l’adozione di provvedimenti atti ad evitare che la “frattura digitale” escluda ulteriormente parte dei cittadini dall’accesso all’informazione sull’Unione. Al riguardo sottolinea l’opportunità di integrare – in un intento di impostazione globale – i mezzi di comunicazione specifici alle varie istituzioni, come la futura “Web TV” del Parlamento europeo, nel rispetto della sua autonomia. Per i deputati, d’altra parte, occorre comunque valorizzare anche i mezzi di comunicazione di massa tradizionali, come la televisione.
 

(fonte: europarl.eu)  


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