RELAZIONE SULLO STATO DELLE UNIVERSITA’ ITALIANE 2006

12 11 2006

Guido Trombetti, presidente della Crui e rettore della Federico II:

“L’Università vive nel futuro. Produce il futuro. Opera, in quanto principale rete di ricerca e di alta formazione del Paese per preparare quest’ultimo a rispondere alle sfide del futuro. Un giovane che entra nell’Università oggi sarà pronto sul mercato del lavoro tra tre, cinque, o addirittura otto anni. I programmi di ricerca hanno cicli di sviluppo misurabili in anni e spesso in lustri. È evidente dunque che l’Università è interessata principalmente a ciò che accadrà in un avvenire prossimo e meno prossimo. Un avvenire che essa stessa contribuisce a preparare. È un’ottica inevitabilmente diversa da quella di altri soggetti e in parte all’origine delle difficoltà di comunicazione, che esistono e che sarebbe sbagliato negare, con la politica e il mondo delle imprese.

È difficile farsi ascoltare e farsi capire da chi deve rispondere legittimamente ai problemi pressanti del presente. Da chi deve confrontarsi ogni giorno con le urgenze sociali e del mercato. E tuttavia è fondamentale dialogare. Una Università isolata dal resto della società perde i suoi punti di riferimento e diventa un sistema auto-referenziale. Una politica e una industria senza Università barattano il futuro col presente. Rimangono prigioniere delle contingenze del presente. Un dialogo è possibile, anzi obbligatorio, con la politica. La politica sa che non deve solo tenere in ordine i conti, ma deve indicare alla collettività una direzione di sviluppo. Una via lungo la quale camminare. Un Paese senza traguardi è condannato inesorabilmente al declino. È nel cercare una risposta alla domanda “quale futuro?” che deve crescere il dialogo tra il mondo della politica e l’Università. Contemporaneamente a quello con le imprese che innovano. Quelle che si misurano con l’evoluzione della domanda dei mercati. E che riconoscono di non poter fare a meno di una Università in grado a sua volta di raccogliere la sfida.

Sappiamo che il momento è molto difficile. Forse il meno idoneo per discutere del futuro, e quindi dell’Università. Le risorse sono scarse. Il presente incombe. E nessuno può tirarsi fuori dalla necessità di compiere sacrifici. Tuttavia è proprio oggi che vanno assunte decisioni fondamentali. Bisogna avere oggi il coraggio di scegliere quanta parte della nostra attenzione e quante delle nostre risorse vogliamo davvero destinare alla costruzione del nostro futuro, del futuro di questo Paese”.

continua..(intera relazione)

(fonte: crui.it) 

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