Napoli? “Napul’è tutto ‘nu suonn’…

3 11 2006


Ora tante parole, solo parole? Si sprecano in questi giorni, dopo un’ondata di violenza che non mi sorprende: morti ammazzati, immondizia vera e versatatagli sopra e gli importanti uomini politici che vengono a far visita. A vedere lo stato della situazione? A mostrare il proprio interesse, la propria comprensione ai cittadini? Andiamoli a trovare nel giorno dei morti, hanno pensato. Venite a porgere i vostri fiori della compassione alla città morente.

C’è chi dice: “sono con voi napoletani”. Grazie compà leghista, il tuo grido ci trasmette una vicinanza d’emozione enorme, viene voglia così di ringraziarti. “Bisogna educare i giovani alla legalità”. Si perché si deve sempre partire da questi poveri giovani, sono loro che dovrebbero risolvere tutto; l’età giovanile prevede l’uso di bacchetta magica, possono fare tutto il buono possibile, sono la speranza, sono il tutto. Affidiamoci a loro, sapranno come fare senza avere niente per farlo. Presidente del Consiglio: dire “educhiamo i giovani alla legalità” è una frase tra le più facili che potesse venire in mente; venga a visitare il terreno, tra lo sterco abbandonato troverà una moltitudine di laureati, educati alla legalità come pochi altri al mondo, Napoli ne è così piena! Dunque cerchi il premier qualcosa di concreto, risorse per lo sviluppo economico; vedrà che se la disoccupazione giovanile dovesse diminuire lo stesso accadrebbe per il “fenomeno” criminalità. E il lavoro è la chiave di (s)volta.

E viene a parlare con la sindaca; spero non abbiano approfittato dell’incontro per parlare anche del progetto ”importantissimo” del Partito Democratico, che vorrebbe essere per la sinistra lo stare un po’ più uniti sul balcone elettorale, con i tralicci che cadono. Ma qui non siamo mica in America, democratici e repubblicani e via. E non siamo neppure in Germania dove l’unione, grossa coalizione, fa la forza; da noi l’Unione fa litigare tra le proprie mura. Si facciano promotori di un nuovo partito: il partito del rispetto del cittadino e del suo diritto a vivere la propria vita nel contesto di nascita.

La sindaca ha evidenziato l’importanza delle politiche culturali e sociali. Napoli ne ha; ci sono iniziative sociali e giovanili, culturali ed educative, lodevoli organizzazioni contro la camorra però non c’è abbastanza lavoro onesto per i giovani onesti, che vorrebbero o si impegnano nel tessuto sociale. E’ cosa buona e giusta ma dove dovranno prendere i mezzi legali per “tirare a campare” non si sa.

Non so se l’esercito in città sia la giusta soluzione. Parziale, palliativa, bisogna forse provare, provarle tutte; non ho mai sognato la militarizzazione del territorio. Ma poi, se stiamo sempre alla riflessione indefessa e non mettiamo mano al portafoglio del welfare e non pensiamo allo sviluppo economico, non facciamo passi avanti concreti. Che ben vengano le iniziative, gli investimenti vanno aiutati e protetti, altrimenti ogni giovane che ha il solo peccato di aver studiato un po’, che si è arrangiato con qualche lavoretto di bassa paga pur di riuscire ad incassare un titolo, una laurea, sarà costretto (e lo vediamo sempre più) a dare il proprio apporto ad altri popoli, ad altre nazioni, ad altri contesti. E si va via anche se non si vorrebbe perché per ogni giovane Napoli è bella ed il consiglio è: “vedi Napoli e poi muori” ma sembra anche di confondere l’augurio con un paura concreta; la frase ha un sapore sarcastico, muove la crescita di un sentimento parallelo: “vivi a Napoli e ti senti morire”. Sai che la speranza è sempre il motivo che suona di più ma resta solo come speranza nell’anima di chi vorrebbe semplicemente vivere la propria vita senza pagare questo tributo al niente; perché è del niente che si parlerà se non ci sarà niente di concreto che si voglia fare davvero. E quanto temo che questa sia ancora a lungo la realtà più penso ai giovani che vanno via, in cerca di ciò che è negato dall’amore infame della loro, nostra città. 

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