Resoconto delle “European Citizens’ Consultations”

23 10 2006

E’ nel quadro del piano D per la Democrazia, il Dialogo e il Dibattito, promosso dalla Commissione europea con il sostegno delle altre istituzioni europee e di diverse organizzazioni ed associazioni della società civile, che si è svolta, il 7 e 8 ottobre 2006 al Palazzo delle Esposizioni di Bruxelles, la due giorni delle « Consultazioni Europee dei Cittadini », (European Citizens’ Consultations) conferenza organizzata da un consorzio di organizzazioni indipendenti, guidato dalla Fondazione King Baudouin in collaborazione con l’ECAS (European Citizen Action Service) l’EPC (European Policy Center) ed il NEF (Network of European Foundations).

Un evento che ha visto la partecipazione diretta di 200 cittadini europei provenienti dai 25 Stati membri.

Dopo la tavola rotonda iniziale a cui hanno preso parte, tra gli altri, Tony Venables, direttore dell’ECAS e Claus Sorensen, direttore della DG Comunicazione della Commissione europea, la conferenza ha accolto l’appassionato intervento introduttivo di Margot Wallstrom, (nella foto, European Community, 2006)  vice presidente della Commissione europea e responsabile delle relazioni istituzionali e della strategia di comunicazione dell’Ue.

Scopo riuscito dell’iniziativa, permettere ai cittadini di far sentire più forte la propria voce  nello spazio pubblico e politico pan-europeo e costruire un’agenda delle priorità dei cittadini europei da sottoporre agli organi istituzionali nazionali e sovranazionali.

Dopo una panoramica su temi d’attualità introdotti dalla Wallstrom nel suo discorso di benvenuto (cambiamento climatico, occupazione, globalizzazione, immigrazione, energia, schiavitù sessuale, che si sono poi rivelati essere i più interessanti per i cittadini stessi) la Wallstrom ha messo in evidenza la questione cruciale del deficit di partecipazione dell’opinione pubblica al processo decisionale europeo, in gran parte gestito da una ristretta élite, esortando i cittadini a costruire « infrastrutture comunicative ».

Dato inizio all’evento partecipativo in senso proprio, i cittadini invitati, suddivisi in gruppi di diversa nazionalità, si sono confrontati sui temi considerati di maggior interesse per un futuro, armonioso sviluppo europeo. I 25 macro temi inizialmente individuati sono stati analizzati e ricompattati al fine di armonizzare l’analisi ed arrivare alla scelta dei temi prioritari. I rappresentanti dei 25 Stati membri hanno espresso problematiche e proposte nel corso di “conferenze europee”, dalle quali sono emerse opinioni ricorrenti, talvolta critiche, ed appelli estemporanei su tematiche delicate, come sull’eventuale ingresso della Turchia nell’Ue, in larga parte indesiderato dallo spaccato di opinione pubblica presente. Altri temi affrontati, l’esigenza di un rafforzamento dei programmi nel settore dell’educazione e dell’istruzione, richiesto però su base nazionale e non comunitaria e la questione dell’allargamento e delle frontiere dell’Ue. Alla fine della doppia tornata di votazione, i tre temi che sono risultati di maggior interesse e che hanno portato alla definizione di un’agenda dei cittadini europei sono stati, nell’ordine:  

1)  ambiente ed energia (necessità di finanziare fonti energetiche rinnovabili ed alternative al petrolio ed al nucleare);

2) previdenza sociale e famiglia (per un benessere primario ed il sostentamento);

3) ruolo globale dell’Ue, limite alle frontiere esterne e fenomeno immigratorio (si chiede un contingentamento).

Non sono mancate alcune sorprese, in special modo l’assenza del tema dell’occupazione tra i più votati, sintomo di una persistente, diversa percezione del problema della disoccupazione tra le differenti regioni del Nord e del Sud dell’Europa.

A questa conferenza di lancio del progetto farà seguito un ciclo di consultazioni nazionali che saranno prese in considerazione, come auspicano tutti i cittadini che vogliono sentirsi parte attiva nella costruzione di un’Europa partecipativa, insieme ad altre iniziative nell’ambito del piano D, in occasione della stesura e presentazione dello stato di avanzamento del programma da parte della Commissione europea al Consiglio dell’Ue nel giugno 2007.  

(nota: il resoconto è esclusivamente opera del sottoscritto, partecipante alla conferenza del 07/10/06 in qualità di osservatore media)  

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