Finanziaria 2007 – l’Università ne esce in chiaroscuro

10 10 2006

Finanziaria 2007. La CRUI in audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato

Lunedì, 9 ottobre. La CRUI è stata ascoltata dalla Commissione Bilancio di Camera e Senato in merito al nuovo disegno di legge sulla finanziaria 2007. Di fronte alla situazione descritta nel d.d.l. la CRUI ritiene indispensabile una profonda revisione. Così come è oggi formulata la finanziaria appare onerosa e mortificante per il sistema universitario italiano. La parte propriamente finanziaria del d.d.l. è assolutamente insufficiente, di gran lunga inferiore alle aspettative e in palese contraddizione con i punti più qualificanti del programma elettorale dell’attuale coalizione di governo.Quattro le proposte di revisione avanzate dalla CRUI:

1. incrementare la consistenza del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) in tabella C (per un totale almeno pari 530 milioni di euro)
2. prevedere un Fondo unico per l’edilizia universitaria di entità adeguata (almeno 150 milioni di euro, con previsioni di crescita per gli anni successivi)
3. svincolare le Università dai meccanismi che legano le assunzioni al solo turn over in quanto in violazione con l’autonomia universitaria ed esclusiva conferma dei vincoli già in atto e derivanti dalle leggi 449/97, 311/2004 e 43/2005 e dalla normativa relativa al personale di area sanitaria
4. escludere le Università dalla riduzione delle spese di funzionamento (legge 4 agosto 2006, n. 248, Decreto Bersani)

La CRUI riconosce la presenza di alcuni elementi positivi nel provvedimento, come la costituzione dell’Agenzia Nazionale di valutazione del sistema universitario (art. 36 D.L. 262/2006) e l’avvio di un piano straordinario di reclutamento per i giovani ricercatori (art. 70,c. 4 del d.d.l. C1746).

Tuttavia, la contraddizione più grave che emerge dal provvedimento risulta il colpo inferto al personale pubblico, con un taglio, senza precedenti, pari al 50% della misura delle classi di stipendio e degli aumenti periodici biennali del personale docente. Questo a fronte di una crescita del FFO delle Università statali di gran lunga inferiore alla dinamica generale delle retribuzioni nonché all’indice dell’inflazione. La CRUI, pur nella consapevolezza delle difficoltà che il governo deve affrontare per ricondurre sotto controllo la finanza pubblica, ha la responsabilità di tutelare e gestire il sistema universitario italiano in tutte le sue componenti. L’audizione presso le Commissioni riunite di Bilancio ha rappresentato una nuova occasione per ribadire che, senza le condizioni finanziarie adeguate, l’Università non potrà continuare a svolgere appieno la propria funzione, ovvero garantire ai giovani un reale diritto allo studio e assicurare alle diverse aree del paese il potenziamento di attività e strutture di ricerca, necessarie per lo sviluppo equilibrato dell’intera comunità nazionale(fonte: comunicato stampa Crui)


Ecco il discorso del Presidente della Crui Trombetti dinanzi al Capo dello Stato:

Discorso del Presidente della CRUI Guido Trombetti.

Presidenza della Repubblica, 10 ottobre 2006 Signor Presidente,

nel rivolgerLe il più deferente saluto del Comitato di Presidenza della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, desidero esprimerLe la più viva gratitudine per averci ricevuto, dimostrando così, ancora una volta, quanta attenzione Ella dedica ai problemi dell’Università. E, nel farmi interprete dei sentimenti di tutti i colleghi, di quanti operano nell’Università, e soprattutto dei più giovani, desidero esprimerLe la nostra riconoscenza per il costante sostegno che ci vengono manifestati con tanta autorevolezza dalla più alta Magistratura della Repubblica.

La Comunità universitaria è pienamente consapevole dei problemi che il “produrre conoscenza” oggi comporta in un mondo sempre più decisamente caratterizzato dalla globalizzazione. Un processo che, non limitato ai fatti economici, coinvolge significativamente tutti i settori della vita sociale, e quindi anche l’Università che di questa è espressione viva e fedele. Il confronto sul piano del progresso scientifico, il necessario riferimento alla realtà produttiva e sociale, l’accentuata specializzazione degli studi e della ricerca scientifica impongono all’Università, oggi come non mai, l’impegno a fornire risposte adeguate e competitive e che nel contempo non trascurino i legami e le eredità delle elaborazioni culturali che abbiamo alle nostre spalle. Il progresso del nostro Paese, la sua legittima aspirazione di restare stabilmente nel contesto mondiale in posizione di primo piano, la possibilità di vedere qui impiegate energie e risorse intellettuali che qui si sono formate, dipendono peraltro, in buona misura dagli investimenti che, in un futuro vicino e non tanto lontano, sapremo fare con avvedutezza e lungimiranza, in termini di cultura e di impiego di energie giovani.

Purtroppo, Signor Presidente, non mi è possibile non collegare questi temi e queste aspirazioni generali e di principio al particolare momento che stiamo attraversando. Da troppi anni le settimane che intercorrono tra la presentazione e l’approvazione della Legge finanziaria costituiscono un periodo di grande preoccupazione e di sofferenza per chi si trova ad avere la rappresentanza istituzionale degli atenei. Abbiamo sperato, e, per certi aspetti, persino contato, che quest’anno le cose potessero avviarsi un po’ meglio. Personalmente, quando abbiamo avuto notizia dell’incontro previsto per oggi, ho veramente sperato di poter non toccare il tema. Ma non è così. E credo che sia un dovere da parte mia rappresentarLe con franchezza le nostre ansie e i nostri timori.

Siamo coscienti della difficoltà del momento e della necessità di risanare le finanze del Paese. Non possiamo però nascondere che i tagli per il momento previsti ai bilanci degli Atenei, dopo anni di restrizioni , rischiano davvero di allontanarci, forse in maniera definitiva, dai livelli europei ai quali giustamente dovremmo aspirare, mortificando le straordinarie competenze presenti negli Atenei, castigando le aspirazioni dei giovani talenti, incidendo sulla qualità dei servizi destinati agli studenti.

L’Università italiana ha radici profonde nel Paese avendo contribuito al suo progresso culturale e civile dimostrando, nella sua storia ultracentenaria, di sapere interpretare, le mutevoli esigenze della società nazionale, operando in maniera determinante alla costruzione di una rete sempre più ampia e fruttuosa di rapporti e collaborazioni internazionali. Pensiamo che si debba proseguire su questa strada, modificando e rinnovando con coraggio e determinazione quello che va aggiornato e rivisto. Ma a maggior ragione non determinando situazioni dalle quali non sapremo come riprenderci.

Signor Presidente,

la Comunità nazionale è ben consapevole di quanto le stiano a cuore i valori su cui si fonda la nostra Carta Costituzionale dei quali Ella, dopo aver contribuito alla loro elaborazione, è oggi supremo garante. L’Università italiana, nel confronto libero delle idee, si identifica negli stessi valori, ripudiando ogni dogmatismo, ben sapendo che non può esservi autentico progresso scientifico e tantomeno formazione senza pluralismo e confronto di posizioni. E ben sapendo, altresì, che i compiti istituzionali finalizzati all’ampliamento ed al trasferimento delle conoscenze possono realizzarsi a pieno solo in un quadro che sappia valorizzare ad un tempo autonomia e responsabilità.

Siamo certi, Signor Presidente, di poter continuare a trovare in Lei un punto di riferimento sicuro per la causa che ci sta a cuore.

(fonte: crui.it) 

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