Camera e Senato: eletti i Presidenti

29 04 2006

Dopo due giorni di cammellate riassunte dalla questione che il nome di Franco Marini “Non è Francesco”, si è giunti alla sua elezione a Presidente del Senato ed a quella di Fausto Bertinotti a Presidente della Camera. Non ho seguito il discorso di Marini che andrò a leggere; so che, uscito dal Senato, ha ringraziato Mirko Tremaglia: “E’ lui il vero artefice della vittoria”, ha detto. Ho ascoltato un buon discorso di insediamento del segretario (ora ex) del Prc, definitosi “di parte” ma, dagli applausi in aula, trasversalmente apprezzato. Un buon e raro segnale di convergenza almeno istituzionale delle contrapposte forze politiche.

Tra i temi toccati: l’ossequio ai nostri militari caduti in Iraq, il valore di unità nazionale legato alla Liberazione del 25 aprile e il valore del lavoro legato al 1° maggio, il necessario dialogo di apertura tra le diverse forze politiche, i ringraziamenti agli operai ed agli uomini delle più importanti istituzioni democratiche, il tema della pacedella giustizia sociale.

Ecco altri punti toccati nel discorso:

Parlo senza un testo scritto per sottolineare con un piccolissimo gesto il senso di confronto di apertura e dialogo che vorrei prevalesse in questo Parlamento”. Così Fausto Bertinotti ha esordito nel suo discorso di insediamento come presidente della Camera.

Ringrazio chi ha voluto votarmi e chi – altrettanto comprensibilmente – mi ha negato il suo voto. Vorrei così richiamare alla pari dignità politica di ogni parte di quest’ aula, della maggioranza come della minoranza. E’ fondamentale la pari dignità politica di ognuno e ognuna di voi in quest’ aula. Ognuno potrà contare sul mio assoluto rispetto di questo principio“.

Poi una piccola gaffe dovuta all’emozione che in questi momenti colpisce anche i politici navigati come lui: “Saluto le donne e gli uomini di questo Paese e saluto il presidente della Repubblica Carlo ‘Aurelio’ Ciampi“.

Ma poi si corregge: “Mi scuso, ‘Azeglio’, anche per il modo autorevole e popolare con cui ha rappresentato il paese“.

A Pierferdinando Casini, che mi ha preceduto in questo importante incarico con una capacità e con un senso delle istituzioni che spero di poter imitare, va il ringraziamento mio e di tutta l’Assemblea“.

Credo che il primo compito che tocchi e tutti e noi di lavorare ad una forte valorizzazione del ruolo del Parlamento e delle istituzioni democratiche della Repubblica italiana“.

Uomo di parte

La risorsa più grande dell’Italia  è il vivere insieme” ma nella società odierna “c’è il rischio della crisi della coesione sociale, minacciata. C’è fatica di vivere, incertezza. Penso che questo Parlamento possa assumere l’impegno comune a costruire un popolo, un’appartenenza“.
 
Sono un uomo di parte che per questo motivo, però, non teme il conflitto“. Secondo Bertinotti tuttavia “non bisogna lasciare scivolare la politica nella copia amico-nemico, nella negazione di quello che pensa chi è diverso da te“; bisogna invece “parlare il linguaggio della convivenza“.
Rinascita delle istituzioni democratiche Il Parlamento può concorrere alla rinascita e allo sviluppo delle forze democratiche. E’ una necessita storica in questi nostri tempi così difficili“.

Viviamo ogni giorno il rischio di un distacco dal mondo reale

Bisogna lavorare con attenzione ai corpi e alle amministrazioni da cui dipende la vita dello Stato e cercare di valorizzare le loro autonomie che sono una ricchezza per il paese, dalla magistratura all’informazione per farci sentire cittadini di uno Stato di diritto“.

Il popolo deve investire tutta la sua fiducia sulle istituzioni democratiche per essere libero da tutti i gioghi che esistono, a partire dalla mafia perché sicurezza deve essere intesa nel senso di diritto all’accesso al futuro“.

Dobbiamo contare sulla scuola come parte fondamentale per la costruzione della convivenza” e su questo ha ricordato “il lavoro prezioso degli insegnanti che sono un patrimonio per il paese“.

Il ricordo di Don Milani

Bertinotti ha voluto ricordare “una grande coscienza civile e riformatrice del paese: don Lorenzo Milani.

Omaggio ai caduti di Nassiriya

Nel suo discorso anche un ricordo delle vittime di Nassiriya: “Piangiamo tutti insieme i soldati italiani uccisi a Nassiriya” dice il neo presidente della Camera Fausto Bertinotti e subito i deputati scattano in piedi con un lungo applauso.

L’esempio di Calamandrei 

Vorrei che facessimo insieme un pellegrinaggio, quel pellegrinaggio che Calamandrei indicava ai giovani: ‘Andate lì perché lì è nata la nostra Costituzione, li c’è l’origine della nostra Repubblica’. Vorrei che questo pellegrinaggio fosse il viatico per i lavori di questa assemblea per trovare nelle radici le ragioni e la forza per progettare il futuro dell’Italia, dell’ Europa e del mondo“.     

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