Exit poll ? Diffidare !!

14 04 2006

Non sono tra coloro che prevedevano un largo successo dell’Unione.

Mi si potrebbe replicare che sia facile dirlo a giochi conclusi. Risponderei che la strategia Berlusconiana volta alla polarizzazione avrebbe dovuto farci sospettare un successo si striminzito dell’Unione. Ed un’affluenza alta che se fosse stata ancora maggiore, a detta degli esperti avrebbe potuto portarlo addirittura alla vittoria.

E non ci dovrebbe meravigliare che esista una massa più restia ad esprimere il proprio voto pubblicamente, accentuata dal rossore di certi eccessi del Cavaliere. Ancora, questo pubblico di massa è più sensibile alle dichiarazioni forti che alla politica ragionata. Se gli si promette ad esempio di abolire l’Ici, in questa fase economica, il cittadino guardando al proprio guscio potrebbe aver dato il proprio voto. Proprio sull’Ici voglio far notare che altri partiti (tra cui alcuni della sinistra) si sono preoccupati più di attribuirsi la primigenia paternità della proposta piuttosto che controcomunicare agli elettori le conseguenze che l’abolizione porterebbe sui servizi, prestazioni, etc e non ho sentito sufficienti accenni alla incostituzionalità della proposta, tale ancor di più sulla base della devolution. (Così si sarebbe lavorato anche in vista del referendum)

In altra occasione avevo notato alcune lacune (fino a quel momento) nella strategia di Berlusconi verso l’elettorato di massa, verso il ceto medio, ma credo siano state ben colmate nelle ultime due settimane con la questione tasse, con l’appello televisivo, permettendogli di riattivare alle urne buona parte dei suoi vecchi elettori, con l’obiettivo primario di perdere “dopo la battaglia”, rispetto ad una sconfitta netta prevista qualche mese prima.

La mia diffidenza sugli exit-poll (nel clima ottimistico della comunità in cui l’ho appresa ho cercato di chiuderla all’interno delle mie sensazioni personali) ha poi preso valore quando ho allertato voi miei vicini sul prevalere della Cdl al Senato in certe grandi regioni. (Anche in Puglia) Ecco che il caimano ha potuto sfruttare doppiamente il proporzionale; per mettere in difficoltà l’Unione data vincente (ricordate l’atteggiamento da gentleman verso Bertinotti, non per togliergli voti ma nella sottesa speranza di spostare quelli dei trasfughi Ds) e riequilibrare le sorti al Senato (più disputabile senza i giovanissimi), da cui ci appare chiaro anche il perché abbia fatto vari comizi in Campania. (Sfruttando il carattere campano di contrarietà tendente alla insoddisfazione)
E’ un po’ la strategia di gioco del Risiko, quando per evitare che un giocatore possa conquistare un continente poniamo alcune armate strategiche a mo’ di avamposto di resistenza. (Non ho fatto il militare, sono obiettore, ma qualche partita a Risiko perché no)

Uno dei problemi di fondo a mio parere è che tutte le parti in causa guardano alle contingenze e non al risanamento dei conti pubblici e del sistema-paese. Il bene comune supremo di lungo periodo soccombe all’interesse categoriale.

Infatti, poche sere fa a Ballarò è cominciata la contrapposizione tra il sindacato e Confindustria..

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