Censurato sul blog della Costa Crociere

22 01 2012
Post sul blog della Costa Crociere

Post sul blog della Costa Crociere


Su questo blog in genere espongo altri temi ma, causa la portata tragica, nazionale e internazionale, (con la solita pessima figura italiana) di quanto accaduto all’Isola del Giglio la sera di venerdì 13 gennaio, a distanza di una settimana desidero condividere un commento personale che parte da un episodio che riguarda il web e che toccherà alcuni punti del complesso della vicenda.

Sono stato censurato sul blog della Costa Crociere. Avevo inviato due commenti, venerdì 20 gennaio alle h. 16.00 circa, in merito al post in parte presente nell’immagine sopra; interventi contenenti semplici domande e osservazioni ma che finora non sono stati pubblicati (e quel blog ha la funzione di “moderazione”). C’è da chiedersi il perché.
Avevo sostanzialmente scritto, usando termini legittimi e cordiali, che i cosiddetti “inchini” di cui tanto si parla in questi giorni possono costituire una tecnica promozionale, (di event marketing, aggiungo qui) forse efficace per l’azienda ma pericolosa per la sicurezza e per quanto mi riguarda, condannabile. Avevo poi chiesto di precisare cosa s’intendesse per “La Costa Concordia…ha omaggiato con il suo saluto” (v. post nell’immagine). Da quel che si legge, si può desumere che la compagnia si compiacesse pubblicamente, ringraziando l’allora capitano Schettino, di un cosiddetto “inchino” svolto a Procida (comunque, un’immaginabile accostamento evidente della nave alla terraferma).
Infine, avevo gentilmente chiesto di veder soddisfatta la mia curiosità spiegando il motivo per cui quel post era stato eliminato, nei giorni caldi – come riportato da alcuni blogger e ripreso dai quotidiani – e poi ripristinato. Sembra inoltre, sempre secondo alcuni scritti in rete, che anche un video sia stato eliminato e non so se vi siano stati altri episodi del genere.

In base a taluni elementi e a questo episodio di cui sono stato partecipe, sale il sospetto che la compagnia di navigazione possa nascondere qualcosa e che il corporate blog non sia tenuto, anzitutto, in piena trasparenza. Io posso fare modifiche su questo spazio ma chi si occupa di un corporate blog, la cui azienda è peraltro coinvolta in una vicenda delicata qual è quella del naufragio della nave da crociera “Costa Concordia”, a rigore professionale non deve modificare né eliminare ciò che è stato pubblicato.
A questo si lega un altro pensiero. Da testimonianze riportate da passeggeri salvatisi e da materiale audiovisivo noto, non solo la conversazione tra l’ex comandante Schettino e la Guardia Costiera emerge un senso comune che m’induce a considerare la catena di comando della Costa come un ‘corpo’ caratterizzato da improvvisazione, basso grado di organizzazione e un senso di responsabilità, ciò che forse è più importante, tutto da dimostrare se sufficiente. Ed ora anche il blog della compagnia non mi trasmette trasparenza e fiducia. L’opinione che sto maturando nei confronti della Costa Crociere è dunque deficitaria di professionalità ed è sufficiente affinché venga boicottata, non scelta dai turisti del mare. Pensiamo anche alle scialuppe di salvataggio che, sembra, si siano riservate gli ufficiali e con le quali avrebbero abbandonato la nave prima di passeggeri; al fatto che siano state in parte condotte dai passeggeri stessi; al fatto che vi fosse carenza di personale che parlasse bene l’italiano e l’inglese, ai problemi sulla scatola nera e ad altro che probabilmente verrà fuori.
A dirla tutta, anche altri elementi, vale a dire frasi e dichiarazioni stampa rese in questi giorni da parte dei vertici della compagnia non mi appaiono convincenti e reputo auspicabile, al fine di far luce sulla condotta non solo di quella sera dell’azienda, esaminare con la massima attenzione le scelte lessicali, di contenuto e gli aspetti di fisiognomica esposti nelle interviste e nelle conferenze stampa, incrociandole al meglio con le dichiarazioni rese dall’ex comandante Francesco Schettino durante l’interrogatorio. Leggi il seguito di questo post »





Martin Schulz nuovo Presidente del Parlamento europeo

17 01 2012

Martin Schulz Presidente del Parlamento europeo (Fonte e Credits: Parlamento europeo, europarl.europa.eu, formato immagine ridotto)

Martin Schulz Presidente del Parlamento europeo (Fonte e Credits: Parlamento europeo, europarl.europa.eu, formato immagine ridotto)


Martin Schulz è stato eletto Presidente del Parlamento europeo.

Risulta noto a molti, si presume, anche per essere stato apostrofato da Silvio Berlusconi con “kapò” (video).

Un ‘complimento’ al negativo che, essendogli stato fatto da Berlusconi, gli ha plausibilmente permesso di guadagnare ulteriore considerazione e stima nell’emiciclo europeo e nel continente intero.





S. Berlusconi: dimesso! Che il 12/11/2011 sia l’inizio di una nuova Liberazione!

12 11 2011

Berlusconi cupo in volto

Berlusconi, cupo in volto, lascia Palazzo Grazioli (immagine, cliccabile con link, da: repubblica.it)

Finalmente! Se si può e si potrà anche storicamente affermare.

Alle h. 21:42 del 12 novembre 2011, Silvio Berlusconi ha rassegnato le dimissioni da presidente del Consiglio dei Ministri, ponendo fine al Governo Berlusconi IV.


Berlusconi consegna così la sua ‘ritirata’ (?) politica (quantomeno da capo del suo quarto governo), non per via giudiziaria né per meriti di avversari politici ma, per quel che lui potrebbe ammettere, per difficoltà nell’affrontare la crisi economica e dei mercati finanziari e per lo sgretolamento della sua maggioranza di governo. Magari segnasse la sua definitiva “uscita dal campo”; sarebbe auspicabile un suo ritiro a vita ‘privata’ ma è difficile che tale auspicio possa esaudirsi, anzi bisognerà vigilare su una sua possibile strategia legata alle dimissioni e alla preparazione di una nuova campagna elettorale. E divertirebbe, per così dire, una sua nuova e non così improbabile, ennesima candidatura. In prima persona o attraverso un suo “delfino”.

Sperando che questo bel giorno per l’Italia segni l’inizio di una nuova Liberazione da una forma di democrazia limitata o di “dittatura subdola” che ha caratterizzato il quasi ventennio del berlusconismo (che però, probabilmente, resta il maggior fardello da debellare) e che porti alla conclusione della cosiddetta “anomalia italiana”, quale sistema politico-economico distorto – basti citare l’irrisolto “conflitto d’interessi” – che ha permesso a un Mister B. di dominare, volgarmente e a scopi privatistici, la scena politica italiana per così tanti anni, grazie anche all’assenza di (validi) competitors tra i cosiddetti “oppositori”, specie sul piano della comunicazione politica, come chi scrive preferisce osservare.

Sarà interessante notare in futuro se chi lo ha sostenuto e votato nel corso di questi anni politicamente “anneriti” per il nostro Paese, “i peggiori anni della nostra vita” (v. video ironico di Crozza che interpreta il Presidente Napolitano), ammetterà di averlo fatto, non tradendo coerenza e senza rinnegarlo e/o fuggire, come invece fanno e faranno certi servi suoi “sudditi”.

È festa in piazza e davanti al Quirinale, eccezionalmente luogo di approdo per il giubilo collettivo. Oggi, particolarmente, mi preme dire e scrivere: viva la Libertà, viva la Democrazia, viva l’Italia, viva la nostra Repubblica!


(video di Il Fatto Quotidiano da: youtube.com)





Il sindaco de Magistris, simbolicamente, cede a San Gennaro

21 09 2011

De Magistris sangue San Gennaro

De Magistris bacia la teca del sangue di San Gennaro

(immagine tratta da napolionline.org)

All’indomani della festività di San Gennaro, il sindaco de Magistris si è affrettato, non a caso, a ricordare il progetto riguardante la nascita di una moschea a Napoli; crede, forse, di poter fare contenti i religiosi di ogni ‘fede’ ma è infelice la tempistica con cui ha rimarcato tale apertura e disponibilità. Può apparire, infatti, come un salto indietro a riequilibrare il bacio che ha dato, il giorno precedente, alla teca contenente il sangue del Santo Patrono della città.

Come ricordato da bravi osservatori tra cui Fabio Ciaramelli (in “La laicita non è un lusso“, ripubblicato in napolionline.org), non ha seguìto la scelta che fu di Valenzi bensì quella della Jervolino e di Bassolino, a cui qui si teme nel tempo possa più assomigliare (politicamente).

Sarà stato anche soltanto (e non è poco) un gesto, simbolico, che lui ha spiegato ponendolo sul piano identitario e della propria religiosità cattolica ma a molti non è piaciuto e apprezzabile ne è il commento del corsivista de La Stampa, Massimo Gramellini in “I valori dell’Italia” (lastampa.it).
Un altro scivolone da aggiungere alla recente, crescente collezione.

Assumere una posizione su un tema, come si dovrebbe, non vuol dire una buona sul momento e per non far torto a nessuno. E in politica, anche nell’amministrare una città, cercare di piacere a tutti porta, più che altro, ad una certa confusione.





A Napoli la nuova politica: dello struzzo?

6 09 2011

politica dello struzzo

politica dello struzzo


Si conferma difficile, a Napoli (ma non solo), che la politica dello struzzo, lo scaricabarile, il vittimismo, il pressappochismo a cui si può aggiungere anche la presunzione (l’avere atteggiamento presuntuoso) possano concederci una tregua, magari il tempo di una consiliatura comunale; ecco così commentare una nuova ‘sparata’, insieme ad una nuova sconfitta, della ‘politica’ locale.


Primo tema della discordia, motivo di tale commento, la sicurezza urbana e la sua percezione; soggetto protagonista: il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Ospite alla festa nazionale dell’Api di Rutelli, tenutasi nello scorso weekend a Lebro, ha azzardato un paragone tra le città di Napoli e Bruxelles spiegando che in quest’ultima, dove si recava in veste di europarlamentare, egli aveva maggior paura di passeggiare per strada allorché a Napoli si sente più sicuro. Poche ore dopo è giunta la legittima, in più elegante, replica del corrispettivo belga, il simpatico (così è sembrato a chi scrive in un occasione di un incontro di persona) Bourgmestre Freddy Thielemans, tramite il suo portavoce stampa, Nicolas Dassonville: «Da noi non ci sono di certo le rivolte per i rifiuti, né “zone franche” in cui la polizia non può operare. La nostra polizia è presente ed interviene ovunque…Bruxelles è una città in cui il tasso di criminalità è sicuramente molto inferiore alla media delle grandi città europee». (cit. inDe Magistris fa arrabbiare Bruxelles…”, corrieredelmezzogiorno.corriere.it, 03-09-2011)

  • (My message to Mr. Thielemans: “Mr. de Magistris didn’t speak in my name in that case; I am Neapolitan, Brussels is more safe than Naples and as a liveable city, I hope to reach you again in the future”)

Gettare discredito su altri, in tal caso un luogo, trasmettendo il messaggio che ‘lì è peggio che qui’ (opinione soggettiva, di minoranza) è atteggiamento di chi tenta di spostare l’attenzione dalle proprie pubbliche difficoltà, mettendo metaforicamente ‘la testa sotto’ ed essendo forse consapevole di non essere davvero in grado di realizzare quel cambiamento che si promette, ancor più in rapporto alle aspettative create (come in quelle di chi scrive, che come blogger ha sostenuto l’elezione di de Magistris, dunque non essendo un avversario).

Risale a pochi giorni fa un atteggiamento simile, di confronto e autoconsolazione, in un commento al dato 2011 riguardante il minor numero di omicidi a Napoli rispetto a Roma.

Intanto, la stessa domenica si è appreso che due previste tappe italiane della manifestazione sportiva di vela “World Series”, prologo dell’”America’s Cup” alla cui ospitalità Napoli si era già una volta candidata, non si terranno nel mare di Bagnoli; gli è stata preferita Venezia, grazie anche alle garanzie e alla concretezza, per dirne qualcuna, offerte dall’amministrazione della città lagunare. Leggi il seguito di questo post »





Il governo vuol ‘accorpare’ le festività civili. E non per un colpo di calore

19 08 2011
No soppressione festività civili

"No soppressione feste civili"

(immagine tratta dal blog: http://soppressionefestecivili.blogspot.com/)


Sarebbe meno preoccupante se si potesse imputare alle calde temperature la causa per cui, tra luci ed ombre presenti nelle misure anti-crisi approntate in questo mese di agosto dal governo Berlusconi, sia stata proposta quella di accorpare (ma si potrebbe dire anche “accoppare” e comunque sopprimere, de facto) le festività civili del nostro Paese, (insieme a quelle dei Santi Patroni e già San Gennaro a Napoli non è d’accordo, per così dire) in modo che “le stesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica” (art. 1, comma 24 del Decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138).

Sono quelle di celebrazione laica di avvenimenti storici, in ordine da calendario: il 25 Aprile, il 1° Maggio, il 2 Giugno; le date che hanno significato la Liberazione dal Fascismo, il valore del Lavoro e la scelta di democrazia costituzionale della Repubblica.

Purtroppo non è quello il motivo; lo è, invece, la volontà già più volte espressa di sminuire la considerazione degli eventi che hanno arriso all’Italia ma non, fatte le proiezioni storiche, al pensiero settario dell’attuale governo.

Si pensi a cosa succederebbe nell’opinione pubblica se, per esempio, in Francia si decidesse di spostare la festa nazionale del 14 luglio ad un altro giorno, precedente o successivo.

Peraltro, l’introduzione di tale disposizione non sembrerebbe poter produrre rilevanti ricadute economiche vantaggiose; anzi, potrebbe aversi una contrazione di consumi, come fanno notare gli operatori del turismo, con conseguenze dannose per il motore dell’economia nazionale.

Ma la questione è anche di principio, di identità e riconoscimento dei valori fondanti della nostra storia democratica e memoria civile.

Tra le voci di contrarietà espresse in rete, a sostegno della posizione espressa dall’“Anpi”, l’Associazione “Articolo 21″ ha lanciato un appello, con raccolta di firme, “contro l’abolizione delle feste del 25 Aprile, del 2 Giugno e del Primo Maggio; alcuni docenti universitari promuovono a loro volta un appello, anche attraverso una pagina Facebook, con petizione per il “No alla soppressione delle feste civili”. Altre iniziative, come la petizione della CGIL, stanno nascendo.

Sperando in un suo rinsavire e in uno scatto d’orgoglio nazionale perfino in questo governo, continuerei ad ogni modo a festeggiare i tre bellissimi eventi storici nelle loro rispettive date reali e originali.





Referendum 12 e 13 giugno 2011. Al voto! La democrazia ha bisogno di tutti

10 06 2011


Di acqua pubblica e contro il nucleare se n’è scritto anche qui. Così come, anche tra le righe, di giustizia uguale per tutti, come da art. 3 della Costituzione.

Ora è tempo di esprimere le proprie scelte su questi temi, al di là delle indicazioni di partiti e politici, su decisioni che riguardano, adesso e in futuro, la nostra quotidianità, la nostra salute, i nostri diritti. Andando a votare per la consultazione referendaria che si terrà domenica 12 giugno dalle h. 8:00 alle h. 22:00 e lunedì 13, dalle h. 7:00 alle h. 15:00 e per chi ne condivide l’orientamento votando SI su ognuna delle 4 schede referendarie (fac-simile cliccando sul link), prestando attenzione a non sovrapporle.

  • Per dire no alle centrali nucleari, pericolose, inquinanti e costose e

SI ad energie alternative, sicure, pulite e più economiche;

  • per dire no alla privatizzazione dei servizi pubblici locali, tra cui i servizi idrici;
  • per dire no ai profitti di qualcuno sulle tariffe delle nostre bollette e

SI all’acqua pubblica, bene comune e accessibile a tutti, come per gli altri servizi pubblici e SI per una tariffa non basata sul capitale di profitto;

  • per dire no a scappatoie e prerogative speciali quali il cd. “legittimo impedimento” per il presidente del Consiglio, attualmente Berlusconi e i ministri e

SI alla loro presenza nelle aule di giustizia nello stesso modo che vige per tutti gli altri cittadini di fronte alla legge.

Ecco lo spot TV “Fermiamo il nucleare” del Comitato Nazionale Vota SI per fermare il nucleare e lo spot “2 Si per l’Acqua Bene Comune” realizzato dal Comitato Promotore per il Si all’acqua pubblica.

Chiunque, anche chi optasse per il no ai quesiti, potrebbe essere il +1 che, aggiunto al 50% degli aventi diritto al voto, renderebbe utile e valido il referendum, questo importantissimo istituto/strumento di democrazia ed espressione diretta della volontà popolare.

Ognuno è indispensabile: la democrazia ha bisogno di tutti.





Festa della Repubblica, festa dell’Italia

2 06 2011

Emblema Repubblica Italiana

Emblema Repubblica Italiana


Oggi, 2 giugno 2011, ricorre il 65° anniversario della nostra Repubblica. La vera Festa Nazionale dell’Italia e degli italiani e che io sento particolarmente. Auguri!!

(l’immagine dell’Emblema della Repubblica Italiana è tratta da wikipedia.org)





Milano – Napoli: cambiamento; e Berlusconi è stato un danno su tutta la linea

31 05 2011


E’ credibile che la presenza di Berlusconi al fianco dei candidati sindaco per il centrodestra nelle piazze di Milano e Napoli sia stata un boomerang, un danno su tutta la linea dato che oramai viene percepito, anche da parte del suo elettorato, come un fattore perdente. Sintomatico è perfino un video in cui si vede Berlusconi che va a votare nella propria sezione elettorale, per il ballottaggio nella (ora ex) ‘sua’ Milano. La reazione della scrutatrice è un po’ l’aspetto simbolico di queste elezioni amministrative; per lei c’è tutta la mia comprensione e solidarietà. Anche io, peraltro, ho lavorato in un seggio a Napoli nel turno di ballottaggio di domenica 29 e lunedì 30 maggio. Della scrutatrice, è stata poi pubblicata una foto in cui è molto sorridente: in Piazza Duomo, durante i festeggiamenti per l’elezione a sindaco di Giuliano Pisapia.


(video da Youreporter.it via Youtube.com)

Anche a Napoli, è plausibile che la partecipazione di Berlusconi in Piazza del Plebiscito abbia avuto effetti negativi, tanto che Lettieri aveva chiesto che non venisse, dovendo già fronteggiare l’ingombrante figura di Cosentino. Ma qui si è andati oltre Berlusconi. Nella Napoli ‘liberata’, la vittoria di Luigi de Magistris, festeggiata davanti al Comune in Piazza Municipio, ha “scassato” e dimostrato che in una Politica con la “p” maiuscola, in cui i cittadini partecipano attivamente anche e finalmente attraverso il voto d’opinione, può (e secondo me deve) essere premiata la credibilità personale del candidato e in questo caso anche la sua indipendenza politica; sperando che i logori meccanismi di nomina partitocratici, locali e nazionali, siano al tramonto, con l’inizio di un vero cambiamento.





Elettori con o senza cervello. Per Napoli, a sostegno di Luigi de Magistris

27 05 2011


Elettori con o senza cervello, cittadini che hanno a cuore Napoli stanno scegliendo e sostengono Luigi de Magistris, persona indipendente e con le mani pulite. Anche forze politiche e personalità note lo stanno facendo. Esponenti del Terzo Polo sono per de Magistris. Il loro candidato sindaco al 1° turno, il Rettore Pasquino, ha espresso la propria predilezione personale per la legalità, riconosciuta nell’ex magistrato.

Italo Bocchino, finiano di quelli che si dice non schierati, si è espresso più favorevolmente per de Magistris che non per Lettieri. Generazione Italia, organizzazione di giovani della destra moderna, ha pubblicato sul proprio sito un resoconto degli insuccessi imprenditoriali di Lettieri.

L.C. di Montezemolo, con la sua Italia Futura, ha espresso forti critiche verso il centrodestra di governo, Pdl e Lega, anche in merito alle sfide dei ballottaggi.

D’Amato, Cavaliere del Lavoro ed ex Presidente di Confindustria, ha nuovamente espresso nei giorni scorsi la sue critiche nei confronti della candidatura di Lettieri, salutando positivamente la discontinuità e le riforme possibili con de Magistris.

Umberto Ranieri, gli antibassoliniani e i riformisti del Pd e poi Anna Finocchiaro, Ignazio Marino oggi a Napoli, appoggiano e sostengono de Magistris. E tanti altri, dall’ex pm antimafia Raffaele Cantone all’europarlamentare indipendente Sonia Alfano al Premio Nobel Dario Fo. E si legge di appelli di artisti, intellettuali, scrittori.

Tra cui un ottimo articolo di Roberto Saviano che descrive la continuità, rappresentata da Lettieri, con chi c’è o c’è stato, Cosentino e Bassolino. L’appoggio a Lettieri o perfino l’astensione, spiega lo scrittore napoletano, diventa un “riposizionarsi” verso certi poteri, perché non avere un cappello politico si traduce in non esistere e non lavorare e questo deve cambiare. Napoli, dal greco, è “città nuova”, spiega Saviano. Per diventarlo, deve ritrovare il senso della polis, in cui tutti partecipano attivamente alla cosa pubblica politica e per tutti valgono le stesse regole. Come un “sogno greco, possibile, se realizzato da cittadini che mostrano di avere testa”.

Già, perché c’è il solito Mr. B. che ha parlato di elettori senza cervello. E tu vota e fai votare, con il cuore e con o senza cervello. E una volta a casa o dove vuoi, dopo aver votato e guardandoti allo specchio con orgoglio, qualora dovessi accorgerti o dovessero dirti di essere senza cervello, potrebbero dedurre che tu l’abbia usato nella cabina elettorale votando Luigi de Magistris e casomai dimenticato lì..dopo il voto, torna a riprenderlo! (Proviamo anche a scherzarci un po’ su)

Un sogno che, se facciamo diventare realtà, liberiamo Napoli!

Fac-simile ballottaggio Napoli

Fac-simile ballottaggio Napoli maggio 2011

(nell’immagine, scheda fac-simile di voto al ballottaggio: tracciare una X, come è stato fatto in figura, sul nome e cognome del candidato sindaco; lavoro nel seggio elettorale)








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